Quassù non vivo in me ma divento una parte di ciò che mi attornia

Noi, piccoli e grandi in questo contesto
la montagna “occitana” solitaria, silenziosa e solidale


Ricca di frutti, fiori

e fauna
bruco operoso

Dona l’opportunità di una vita agreste, laboriosa e leggera allo stesso tempo

percorso con assi di legno
equilibrio

offre infinità di spunti

 sapori ed odori

Se solo potessi ricreare i suoni di sottofondo…campanacci di mandrie in alpeggio,
belati lontani, canti di grilli
Ogni casa invoca antiche genealogie
le vie si aprono a sentieri liberi e selvaggi
 
e poi c’è lei, una piccola vetta, uno spicchio di versante da scalare insieme

sembra di volare

Siamo qui, siamo liberi, siamo linfa vitale

Qui non palazzi, non teatro o loggia
ma’n lor vece un abete, un faggio, un pino.
Tra l’erba verde e’l bel monte vicino
levan di terra al cielo nostr’intelletto 
– Petrarca –
[Il titolo è tratto da un pensiero di Lord Byron]

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