Unschooling

La scelta del titolo questa volta è dovuta scendere a compromessi. 

Che motore di ricerca sia. Stop.


Ci sono sentieri che si aprono inaspettatamente.
Anzi, no. Inaspettatamente, no!

Ci sono sentieri che si aprono, a lungo aspettati.

Così l’inizio dello studio del Sanscrito che, chi più chi meno, ci sta coinvolgendo tutti.

Da anni (un decennio?) lo desideravo e quietavo questa spinta ripromettendomi che prima o poi mi sarei iscritta al corso di laurea.

Poi, la conoscenza più stretta con la comunità punjabi del nostro paese.

Poi, i dialoghi, poi la scoperta di affinità.

Così scopro un nuovo mondo.

Inizia la scoperta e i primi passi verso una conoscenza.


Poi ancora, un soggiorno nella selvaggia montagna occitana a 1700.

Là il baratto o l’autoproduzione o l’arrangiarsi e il fare tutti insieme (opere da muratori, il fieno o quant’altro) non è stato ricreato, si è sempre fatto così e così si fa, punto.

Là si impara perché si vive, liberi, con altri tempi. I propri. Quelli della natura.
Si sta davvero insieme, presenti.

Sento di nuovo la spinta. E’ di nuovo forte, pulsa!

Ho sempre percepito l’ “unschooling” come il percorso più naturale e fisiologico per apprendere e scoprire.

La società, però, mi aveva indotto a scendere a compromessi..troppo “strana e diversa” questa non scolarizzazione, ragion per cui abbiamo mentalmente (e praticamente) optato per l’homeschooling presso una scuoletta.


Parlando di recente con un amico punjabi, gli ho spiegato per sommi capi tutto il contorno (e, diciamolo, il business…ma a lui non l’ho detto 😀 ) legato ai vari approcci pedagogici (montessoriano, waldorf, reggio, etc). 
In particolare mi son soffermata sui materiali usati, su quelli ammessi e non ammessi, etc.
lui dopo un po’ mi ha interrotta con un 

“ma che senso ha? Se uno è libero di muoversi e vivere, 
perché dovrebbe aver bisogno di materiali specifici?”

Non ho saputo rispondere….mi son messa a ridere…mi ha lasciata senza parole..
oddio, ha ragione!!!


E lo dice/pensa una che 4 anni fa adorava il metodo Doman!!!
Quanti cambiamenti! Che dinamicità la vita!

Un paio di giorni fa ho anche scoperto che BGM sa leggere… non lo sapevo, non mi ero accorta di tutto il suo lavorio interiore per giungere a questa comprensione! Da 9 mesi a questa parte i giorni trascorrono molto liberi, senza le attività che un tempo avrei proposto.
Si legge, si fa, si esce, si guarda, si prova…insieme, da soli, in coppia…

Questi 9 mesi in cui ho creduto di aver accantonato le nostre attività (in senso negativo, con un profondo senso di colpa) , in realtà sono stati fonte di pura e reale vita, non programmata. Stimolante, divertente, dura, facile…per sua natura.

C’è bisogno di liberarsi…
Pian piano scrollarsi di dosso tutto ciò che ci vincola e soffoca.


Per chi dovesse esser interessato (nella pratica o per pura curiosità) linko il gruppo fb sull’Unschooling

2 pensieri su “Unschooling

  1. ciao! quante cose forti in momento di crisi (la mia interiore): mi piace tanto il tuo punto di vista, dovrei leggerti più volte e conoscere (me?) 🙂 bravo il tuo piccolino che è entrato nel mondo della lettura 🙂 hai visto il film Kerity? (per lui magari non ancora: i disegni sono bellissimi ma molto suggestivi) ma la storia è bella bella bella… ma secondo te come un bambino sviluppa tutto questo? io ormai non ci penso, non ci credo a niente: ha 6 anni ho cercato di convincere mio maito al modo possibilmente più aperto per accogliere i nostri bimbi: adesso mi sono rassegnata e vorrei con la mia rabbia brucciare tutto che ho costudito a casa. ogni materiale, ogni pezzo da bricolage, ogni gioco: perchè secondo lui i bimbi non ne hanno bisogno: vale soltanto attesa, non bisogna accontentarli etc.: ma non è così che l'ambiente fa molto con la vita e il loro futuro? uno vissuto sul deserto può disegnare un grattacielo? tanti saluti per ora…

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  2. Flawia, percepisco il rancore e la furia interiore.
    Io credo fermamente nella legge dell'attrazione: nel fatto che se si anela a qualcosa, questo quid è già in contatto con noi, bisogna solo attendere l'incontro.
    Penso anche che le parole che hai riportato avvilirebbero chiunque (magari tuo marito le ha dette in un momento di frustrazione), ma, no, non sono giochetti per passare il tempo! E' dedizione, è amore, è conoscenza, è condivisione…tuo marito, nella sua infanzia, ha mai provato tutto ciò? Ha mai assaporato questo contorno d'amore e immensità? Forse si potrebbe ricominciare da questo, da lui-bambino, da voi-persone per poi giungere a voi-genitori e ai vostri figli
    Un abbraccio!
    Marika

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