Storie tattili da raccontare

Il linguaggio tattile è la nostra prima forma i comunicazione,

la più ancestrale.

L‘educazione plurisensoriale è parte di noi ed è importante che non subisca atrofizzazione.

Come la stessa Montessori spiegava, l’educazione dei sensi

“allargando il campo della percezione, offre una sempre più solida e ricca base allo sviluppo della intelligenza”.

Sulla scia di questa consapevolezza,

è nata la nostra prima Storia Tattile da Raccontare, su ispirazione del progetto di Munari.

 

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La storia nasce dalla combinazione di diversi materiali con le immagini visive-sensorie che ne scaturiscono.

A volte si creano collegamenti insoliti e divertenti.

Ideare insieme una storia,

toccando, accarezzando, strusciando, relazionandoci con vari materiali è un’esperienza che unisce,

stimola, avvicina, appaga.

Quando la storia prende vita,  non resta che raccontarla con i pezzi di materiale che ne hanno stimolato la fantasia.

Prendendo una striscia di legno di compensato o di cartoncino pensate, si incollano,

l’uno accanto all’altro, tutti i materiali.

Questo è il nostro racconto

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C’era una volta un gattino di nome Rover che stava camminando in una strada di campagna, in cerca di un ruscello in cui rinfrescarsi.

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Trovato un fiume, vide che la sua amica Maila, il cane, stava facendo un bagno,

lanciando schizzi e gocce d’acqua ovunque.

Rover scoppiò a ridere, com’era divertente!

Ad un certo punto Maila propose: “Perché non ci facciamo una scorpacciata di ciliegie?”

Il gattino quindi salì, salì, salì, in alto sull’albero

e raccolse un sacco di ciliegie.

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Ne mangiarono fino a scoppiare: le loro pance erano davvero piene!

Felici, ritornarono a casa.

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I materiali usati sono stati: una sagoma di feltro a forma di fatto, cartoncino ondulato (strada di campagna),

carta stagnola con colata di colla (fiume), materiale infeltrito (cane), pezzo di carta con gocce di cera e colata di colla (schizzi e gocce d’acqua), stagnola a forma di mezzaluna (sorriso), pallina da ping pong (ciliegie), pezzo di cartoncino con pluriball (albero), palloncino con soia (pancia piena), stoffa di cotone piegata (casa).

 

 

Munari, in Giocare con Tatto, spiega “Si tratta di un racconto lineare, come un treno, come la musica dove una nota dopo l’altra forma un concerto o una parola dopo l’altra scritta su un libro forma un racconto. Mentre il disegno non è lineare, nel senso della percezione basta uno sguardo per capire un dipinto”

e aggiunge Beba Restrelli: “Allora se il racconto tattile è di tipo lineare, è possibile comunicare anche il senso del tempo”

 

Su una simile scia sensoria, consiglio un meraviglioso libro di Herve Tullét:

Gioco della scultura.

Più che un libro, si tratta di una scultura che, in veste ludica e interattiva, stimola la capacità progettuale utilizzando il volume come struttura da cui partire per poter costruire la propria installazione. Estraendo e inserendo le varie tessere contenute nel libro, tutte diverse per forma e colore, all’interno delle fessure che intagliano le pagine, ma aggiungendo anche eventuali propri materiali,  si segue e coltiva il proprio spirito di inventiva.

Una perfetta unione tra ingegno e piglio sensoriale.

Inutile dire che può diventare un caldo fortino.

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L’uomo è un sole, i suoi sensi sono i suoi pianeti.

Novalis

 

 

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