Formule Chimiche: la chimica con i bambini

La chimica è uno di quegli ambiti di apprendimento che vivono di concretezza.

E’ alienante pensare di studiarla solo tramite libri o con qualche sporadica seduta in laboratorio (come a molti di noi è accaduto).

Lo scotto da pagare  è che si crei un muro di incomprensione e di rifiuto.

La chimica è la base del nostro vivere quotidiano.

Enfatizzando (e neanche troppo) possiamo dire che: Tutto è chimica, noi stessi siamo chimica!

Sono fortemente convinta che anche frequenti esperimenti mirati, non siano totalmente sufficienti.

Sento l’importanza del portare i suoi concetti ad un livello quanto più colloquiale e quotidiano possibile,

senza complicazioni o nozionismi, semplicemente vivendo e afferrandone la portata.

Dopo questa premessa,

vi mostro un’attività specifica che abbiamo realizzato in casa.

 

Un paio di settimane fa, tra le offerte settimanali della catena di supermercati Lidl, c’erano questi incastri

 

incastri

 

E’ un materiale di grande versatilità, a partire dal fatto che stimola la motricità fine e l’inventiva.

Nel caso specifico,

l’abbiamo utilizzato per visionare la formula bruta e imitare la riproduzione della composizione chimica di alcuni elementi che conosciamo.

 

 

Ad esempio il sale

sale

 

il calcare, l’acqua

e, ancora, l’adrenalina

composizione adrenalinaformula adrenalina

L’aceto e il bicarbonato

bicarbonato e aceto

la cui unione genera la nota reazione, tanto amata e tanto utilizzata in molti esperimenti.reazione chimica

Il tutto accompagnato dalla ricerca dei vari simboli sulla tavola periodica.

tavola

Poiché non c’è limite alla scoperta,

ecco la prosecuzione del lavoro autonomo di G.

il quale, aggiungendo qualsivoglia sostanza venuta a tiro,

ha scoperto ulteriori reazioni (per esempio determinate dall’anidride carbonica)

e ha notato la somiglianza col “bolo”

bolo

 

In passato, un’attività simile l’avevamo declinata col Geomag.

 

 

 

L’espressione più eccitante da ascoltare nella scienza,

quella che annuncia le più grandi scoperte,

non è “Eureka” ma “Che strano…”.
Isaac Asimov

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