Tortine per uccelli/ Confectionner des repas pour nos amis les oiseaux

L’ultimo dell’anno l’abbiamo trascorso in casa,

preparando un pandoro vegano

e delle tortine per gli uccelli selvatici.

L’idea ha molto interessato il piccolo koala,

il quale non solo si è preso cura di amalgare e creare le palline
On a dit au revoir à l’année 2012 en restant chez nous,

dans le foyer.

On a cuisiné un vegan pandoro

et aussi des gâteaux pour nourrir les oiseaux de la nature,

 autochtones.

Il s’agit d’une d’idée qui a bien amusé et touché le Ti-Koala.

Il a voulu mélanger et créer les boules..

[Le voilà!]
ma anche di disporle (gettandole) in un posto accessibile
e protetto dai ghiotti animali domestici
et, quand même, les disposer dans une place appropriée

bien en haut, loin de nos animuax de compagnie

(très gourmands
La ricetta è presa dal sito di Agire Ora
fino a marzo (circa) gli uccelli autoctoni spesso faticano a reperire cibo,
preparare queste tortine ha un costo infimo
e si può trasformare in un bel momento di condivisione
e di consapevolezza,
vi va di provare/ avete provato?
J’ai trouvé aussi cette recette

On sais que, jusqu’au printemps, les oiseux de la nature ont du mal à se nourrir.

On peut, donc, confectionner ces repas à faible coût.

Cela peut aussi engager toute la famille à partager des moments inoubliables.

Et vous,

est-ce que vous voulez  essayer / avez essayé cela?

Oui, j’ai essayé…je suis très désolée pour toutes mes erreurs

L’armonia del canto e del suono, libero

Come qualcuno sa,

tempo fa abbiamo lasciato perdere il corso Suzuki,

i ritmi troppo rigidi e alcune dinamiche poco congeniali

erano diventati troppo pesanti, per non dire estremamente gravosi.

Il consiglio (da padre e da insegnante) del maestro propendeva verso ciò che lui stesso aveva definito ” inculcare una passione” quale compito del genitore.

Mai una frase mi ha fatto così tanto ridere e rabbrividire nello stesso tempo.

No, i genitori non devono inculcare passioni o alcunché,

i genitori sono guide onorate del compito di rispettare la personalità unica ed irripetibile delle persone chiamate ad essere loro figli, loro *compagni* di vita.

Nessuno mette in dubbio che non sia facile,

ma, d’altronde, cosa è facile e cosa è difficile?

E’ stretta ed asettica questa divisione di ruoli, genitori/figli/nonni/zii

non che sia totalmente insensata, anzi

ma talvolta (o spesso) viene sfruttata come barriera,

io sto di qua, tu di là

io decido, tu obbedisci.

Il percorso insieme a te, piccolo koala incallito, mi accede molti punti di luce

camminiamo insieme, ognuno con la propria vita, con la propria storia tracciata e da tracciare

la mia storia meravigliosamente si intreccia con la tua.

Sto partecipando da spettatrice modulata

al tuo rinato interesse per la musica ( rinato perchè doveva sbocciare da sé, rinato perchè depurato dal blocco e dalle pressioni di un ambiente diventato troppo inflessibile)

e con dedizione, al tuo cenno d’intesa, intono le melodie che tu componi e canti

(1)Casa nera, Fifi
Casa bianca qui
————————————–
(2)Casa neraaaa
casa biancaaa
casa marroncinaa
1. La casa nera è quella in cui viviamo. Ha qualificato i luoghi che frequenta in base ad una distinzione cromatica.  Casa nostra ha i serramenti scuri, quasi da sembrare neri e la pavimentazione è pigmentata in modo scuro con elementi di nero.  La casa bianca è quella francese, un micro-appartamento in un condominio completamente bianco.   Fifi è la nostra cagnolina Ophélie
2. Il tutto cantato con una melodia e un’estensione precisa.
La vita, la tua vita è là, davanti a te.
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