Hot Air Spiral: esperimento [Montessori]

Ecco il video che abbiamo realizzato

per spiegare la realizzazione di un esperimento di stampo montessoriano.

 

L’attività mostra il comportamento dell’aria calda.

Il movimento dell’aria calda che sale verso l’alto, fa muovere la spirale;

Togliere e rimettere le candele, è davvero utile per osservare questa reazione.

 

Nota tecnica [DIY]: la nostra è una struttura in ferro. Potete realizzare facilmente la vostra struttura usando un tappo di metallo e un ferro da maglia uniti e fissati con della plastilina.

 

Buona visione!

 

La crescita deriva dall’attività,

non dalla comprensione intellettuale.

M. Montessori


		

La Bocca e Il Gusto: approccio montessoriano e apprendimento olistico

La bocca (organo di mediazione tra noi e il mondo esterno),

insieme alla lingua, rappresenta la dimensione dell’oralità.

nonché un punto di incontro tra la materia (rappresentata dal cibo) e lo spirito (parole, aria).

 

La bocca prende parte al processo comunicativo verbale e interpersonale.

Pensiamo alla forza del sorriso e (perché no?) di una pernacchia!

 

Trovo che sia bello ed utile, di tanto in tanto, fermarsi ed essere presente in una parte del corpo.

Mi piace anche pensare all’espressione “apprendimento olistico“.

Un giorno, in una sala, ho letto questo avviso “Attenzione, pavimenti scivolosi. Sii presente nei tuoi piedi”.

E’ un invito da rivolgere a tutto il corpo, appena ne abbiamo l’occasione.

 

Noi ci siamo concentrati sulla bocca in questo modo:

prima prendendoci un momento in cui dedicarle tutte le attenzioni e la nostra connessione,

poi scrutandola allo specchio.

 

Accompagnate dalle fotocopie qui inserite,

 

LA LINGUA

abbiamo osservato le papille

 

e assunto espressioni iperboliche pronunciando tutti i suoni

 

 

 

Per poi passare alle aree dei sapori.

tematica che abbiamo esplorato tramite un’attività montessoriana:

le boccette per il senso del gusto, utili a stimolare la percezione del gusto.

gusto montessori

Materiale necessario: un vassoio sul quale posare, in due colonne (4 per ciascuna), quattro boccette e un contagocce in ognuna di esse. Acqua + 4 gusti (dolce, salato, amaro e aspro).

Preparazione: Riempire fino a metà, ogni contenitore con uno dei 4 liquidi.

Presentazione: disporre il vassoio col materiale sopra. Mostrare al bambino come aspirare con il contagocce e spiegare lo scopo dell’attività.

Invitare il bambino ad assaggiare i 4 liquidi (partendo dal dolce).

Dopo di che, mettere tutte le 8 boccette sul vassoio ed invitare il bambino a cercare le coppie.

L’attività può essere svolta sia ad occhi aperti che bendati.

Un piccolo simbolo sotto la boccetta permette l’autocorrezione.

gusto montessori 2

 

Tramite lingue create con il panno-spugna, abbiamo applicato i cartellini per associare le parti della lingua al loro nome.

bocca

 

 

Mi è dolce ricordare che queste esplorazioni sono state compagne (una piccola distrazione) durante alcuni giorni di febbre.

 

Superiamo l’idea che solo i ragazzi

debbano dedicare il loro tempo allo studio.

Si è uno studente finché si ha ancora qualcosa da imparare,

e questo significa per tutta la vita.

Henry L. Doherty

  Per le slide: immagini senza copyright, si ringrazia pixabay.com

Viti e Bulloni: Pannello Attività Montessori

Vi presento un’attività montessoriana facilmente realizzabile in casa (DIY).

screw 2

Si tratta dell’attività di avvitamento – svitamento,

un utile lavoro per sviluppare la motricità fine e non solo.

L’approccio a questo materiale di vita pratica contribuisce ad allenare i muscoli che accompagnano l’atto dello scrivere;

dal punto di vista logico-matematico, poi, affina la capacità di differenziazione e quella atta a  sviluppare la capacità di fare previsioni (indispensabile nel metodo scientifico).

Tramite il coordinazione occhio-mano si ha  modo di notare e percepire le differenze: il bambino è indirizzato indirettamente ad acuire la sua capacità di osservazione dei dettagli (aspetto che è alla base di ogni attività).

 

La realizzazione del materiale è davvero semplice:

– una scatola (es. delle scarpe)

– colori per dipingere la scatola

– viti e bulloni di varie dimensioni

– forbici per forare

[Una versione più articolata può prevedere anche l’aggiunta di rondelle]

 

La creazione è molta intuitiva: si fora la scatola e si inseriscono le viti a distanza lineare. Infine si pensa all’estetica della scatola (non è importante che sia un’opera d’arte, si tratta di ordine estetico-cromatico, tutto qua).

I bulloni possono esser tenuti in una scatolina a sé o direttamente avvitati alle loro viti.

 

Presentazione:

Mostriamo il materiale e chiediamo al bambino ciò che nota (tipo di materiale, differenze, misure, utilizzo), stimoliamo la creazione di predizioni e sottolineiamo  le parole “viti” e “bulloni”.

Dimostriamo quindi come avvitare e svitare e riponiamo tutto il materiale in ordine, lasciando che il bambino vi si approcci e lo scopra con i suoi ritmi e i suoi tempi.

 

Una variante (che lo rende adatto a varie fasce d’età) prevede di invertire l’azione della mano, consentendo la relazione percettiva sulla mano non dominante.

screw

Un punto importante riguarda la disponibilità dei materiali.

Una volta conosciuti, è fondamentale lasciare che il bambino sappia dove ritrovare lo strumento e dove rimetterlo a posto.

 

  L’attività interiore

è il capolavoro della natura creatrice

– e noi non possiamo intervenire direttamente in esso.

Siccome però la mente si costruisce a mezzo di una continua attività

che è centrale (la mente) e periferica (i sensi, il movimento),

possiamo assistere dall’esterno al suo lavorio.

M. Montessori

 

 

 

Incastri geometrici Montessori

Si tratta di uno dei primi materiali montessoriani ideali per recepire una rappresentazione sensoriale delle forme geometriche.

Gli incastri geometrici contribuiscono a sviluppare la percezione visiva e tattile delle forme bidimensionali.

A lungo termine, l’esercizio dona un apporto utile per affinare la mano e accompagnare il lavoro interiore e fisico del bambino verso la scrittura e l’acquisizione di una familiarità visiva e muscolare.

Allo stesso modo, contribuisce indirettamente a stimolare il ragionamento logico-matematico

sia attraverso l’osservazione e la discriminazione di natura motoria,

che tramite l’interiorizzazione dei nomi e delle caratteristiche delle forme.

Le piastrelle sono mobili e ogni forma può essere collocata esattamente solo nella sua cornice:

l’attività veicola una comparazione continua tra le forme e un controllo materiale sulle identità e sulle differenze.

I soli elementi congruenti sono  la linea di contorno della piastrella e dell’incavo che deve riceverla.

L’unico elemento fisso e uguale è la cornice,  sempre con lo stesso contorno: un quadrato.

L’attività del bambino è perfettamente descritta dalla Montessori in Psicogeometria

Attività complessa, che è inseme quella della mano che sposta, dell’occhio che riconosce, della mente che giudica;

e un elemento astratto già comincia ad apparire come fulcro di tutta l’azione: è quel contorno comune, quella identità che consiste in oggetti diversi e opposti”.

Nel tentativo di inserire la piastrella il bambino può essere invogliato a girare e rigirare la cornice, arrivando indirettamente a affinare la discriminazione delle particolarità  “in lui si svolge qualcosa che entra a far parte della sua vita mentale: è un senso geometrico che si immedesima col suo organismo psichico in via di attiva creazione[M. Montessori]

geometric 5

 

Le attività sono affini e variegate.

Possiamo invitare il bambino a seguire ad occhi  aperti o ad occhi chiusi la sagoma dell’incavo della cornice e il contorno della piastrella: questo movimento dà un’idea motrice.

geometric 2

Si possono proporre le forme per contrasto (es. un triangolo e un cerchio)

o per analogia, per esempio:

Presentazione 1: ellisse, ovale, triangolo curvilineo e quadrifoglio.

geometric 3

Presentazione 2: triangolo equilatero, triangolo rettangolo isoscele, triangolo isoscele ottusangolo, triangolo isoscele acutangolo e gli scaleni.

Presentazione 3: rombo, parallelogramma, trapezio, forma trapezoidale.

Presentazione 4: cerchi di varie dimensioni

Presentazione 5: pentagono, esagono, ettagono, ottagono, ennagono, decagono.

Presentazione 6: quadrato e rettangolo.

geometric

 

Questo tipo di materiale permette il controllo dell’errore (principio indispensabile per l’autonomia).

 

Un’attività affine ed ulteriore prevede di tracciare la sagoma con una matita, seguendo il contorno interno della cornice per poi collocare la figura geometrica su di essa.

geometric 4

L’impegno che nasce dà vita ad attitudini della mente, un elemento che va ben oltre il mero apprendimento logico.

 

Prendersi cura di questi aspetti in un’età sensibile significa contribuire allo sviluppo di attitudini che predispongono a comprendere. Significa gettare preziosi semi di interesse.

geometric 6

 

 

Il bambino è per eccellenza

un esploratore sempre in moto.

Egli però non assume a caso le immagini

di cui ha bisogno:

anzi si dirige verso scopi 

determinati e precisi,

con una forza di volontà che 

basta per sé sola a rivelarci dei bisogni vitali.

M. Montessori

Storie tattili da raccontare

Il linguaggio tattile è la nostra prima forma i comunicazione,

la più ancestrale.

L‘educazione plurisensoriale è parte di noi ed è importante che non subisca atrofizzazione.

Come la stessa Montessori spiegava, l’educazione dei sensi

“allargando il campo della percezione, offre una sempre più solida e ricca base allo sviluppo della intelligenza”.

Sulla scia di questa consapevolezza,

è nata la nostra prima Storia Tattile da Raccontare, su ispirazione del progetto di Munari.

 

IMG_6926

La storia nasce dalla combinazione di diversi materiali con le immagini visive-sensorie che ne scaturiscono.

A volte si creano collegamenti insoliti e divertenti.

Ideare insieme una storia,

toccando, accarezzando, strusciando, relazionandoci con vari materiali è un’esperienza che unisce,

stimola, avvicina, appaga.

Quando la storia prende vita,  non resta che raccontarla con i pezzi di materiale che ne hanno stimolato la fantasia.

Prendendo una striscia di legno di compensato o di cartoncino pensate, si incollano,

l’uno accanto all’altro, tutti i materiali.

Questo è il nostro racconto

IMG_6925

C’era una volta un gattino di nome Rover che stava camminando in una strada di campagna, in cerca di un ruscello in cui rinfrescarsi.

IMG_6934

Trovato un fiume, vide che la sua amica Maila, il cane, stava facendo un bagno,

lanciando schizzi e gocce d’acqua ovunque.

Rover scoppiò a ridere, com’era divertente!

Ad un certo punto Maila propose: “Perché non ci facciamo una scorpacciata di ciliegie?”

Il gattino quindi salì, salì, salì, in alto sull’albero

e raccolse un sacco di ciliegie.

IMG_6935

Ne mangiarono fino a scoppiare: le loro pance erano davvero piene!

Felici, ritornarono a casa.

IMG_6938

 

I materiali usati sono stati: una sagoma di feltro a forma di fatto, cartoncino ondulato (strada di campagna),

carta stagnola con colata di colla (fiume), materiale infeltrito (cane), pezzo di carta con gocce di cera e colata di colla (schizzi e gocce d’acqua), stagnola a forma di mezzaluna (sorriso), pallina da ping pong (ciliegie), pezzo di cartoncino con pluriball (albero), palloncino con soia (pancia piena), stoffa di cotone piegata (casa).

 

 

Munari, in Giocare con Tatto, spiega “Si tratta di un racconto lineare, come un treno, come la musica dove una nota dopo l’altra forma un concerto o una parola dopo l’altra scritta su un libro forma un racconto. Mentre il disegno non è lineare, nel senso della percezione basta uno sguardo per capire un dipinto”

e aggiunge Beba Restrelli: “Allora se il racconto tattile è di tipo lineare, è possibile comunicare anche il senso del tempo”

 

Su una simile scia sensoria, consiglio un meraviglioso libro di Herve Tullét:

Gioco della scultura.

Più che un libro, si tratta di una scultura che, in veste ludica e interattiva, stimola la capacità progettuale utilizzando il volume come struttura da cui partire per poter costruire la propria installazione. Estraendo e inserendo le varie tessere contenute nel libro, tutte diverse per forma e colore, all’interno delle fessure che intagliano le pagine, ma aggiungendo anche eventuali propri materiali,  si segue e coltiva il proprio spirito di inventiva.

Una perfetta unione tra ingegno e piglio sensoriale.

Inutile dire che può diventare un caldo fortino.

IMG_6964

 

 

L’uomo è un sole, i suoi sensi sono i suoi pianeti.

Novalis

 

 

Argilla_ prima composizione

Questo elefante è la prima creazione in argilla di BGM.
Un vaso-elefante…o un elevaso, come si preferisce!
Tra le strenne c’era anche questo, un piccolo tornio in plastica a batteria (sui 10 € circa).
Io stessa (neofita) sono rimasta affascinata ed estasiata
dalla sensazione dell’argilla che si lascia forgare e scivolare tra le dita.
Delicatamente.
Un’eccessiva forzatura la devia.
Una volta lasciata asciugare, BGM ha completato la composizione con i colori,
soffermandosi molto sul tratto circolare e continuo richiesto dalla colorazione della parte interna,
un segno che ha del perpetuo, dell’ipnotico, del mantra.
Questa argilla era in dotazione con il tornio,
ora non mi resta che cercarne dell’altra nei dintorni
(ma le ricerche sembrano arenarsi,
non ci sono fonti qui vicino e non è tempo per surplus come le spese di spedizione,
è un peccato)

Logica fruttesca

Sistemando la frutta e le patate,
è sbucata fuori
una sorta di logica fruttesca!
Che sarà mai?
Me lo sono chiesta pure io
fino a che non ho realizzato l’evidenza!
Ma certo!!
Mela, patata, arancia – mela, patata, arancia
più chiaro di così!
Posso ribadirlo a costo di risultare più noiosa del solito?
Queste situazioni mi confermano ogni volta di più
come non siano necessari chissà quali materiali o chissà quali “insegnamenti”
(sfrutto il termine in questa occasione come laconico sinonimo di un atteggiamento diretto e mirato a mostrare un qualcosa a qualcuno, magari con eccessive indicazioni)
La vita e la terra si prestano come miglior occasione e strumento,
un’alfa e omega di tutto, scevro da pomposità.
Ultimamente, poi, BGM ha un grande interesse per i numeri e le quantità.
Per esempio, mentre gioca ai tuffi nel letto è un tripudio di sequenze numeriche 
(proprio dell’altro ieri l’uscita “Papà ho quasi contato tutto” facendo riferimento al fatto che si era perso un pochetto nella pronuncia della sequenza numerica fino a 15)
ma le occasioni non si limitano alle simulate immersioni,
esse si insinuano un po’ ovunque…
…..e il che ha chiaramente a che fare con un aspetto più mnemonico.
Continuando, dicevo, di recente strizza l’occhio ad una competenza nella quantificazione
che non mi sarei aspettata
(non me lo sarei aspettata perchè….per…per inerzia mentale, non perchè non credevo fosse possibile una sorta di recepimento “per osmosi”).
“Mamma quale preferisci tra queste 4 palle?”
“Ci sono 3 gatti e 2 cani”
etc..
ecco, il sentirlo applicato alla quotidianità, nelle sue argomentazioni e considerazioni mi fa un certo effetto!
Alcune volte mi ricorda quando aveva 3 mesi,
all’epoca aveva passato un periodo che noi abbiamo definito “dei pugni” :
passava tempo e tempo
fissandosi le mani e i pugni,
con una concentrazione ferrea (quasi spaventosa)
[ve li ricordate quei momenti, mamme?]
Ora attraversa momenti simili
rivolgendosi non ai pugni, bensì alle dita.
La scorsa settimana (se non sbaglio), mentre eravamo in macchina
si è messo a lungo ed in silenzio a fissare le dita,
finché, ad un certo punto non ha esordito con un
“Mammina, guarda, 4 “
indicando prima 4 dita di una mano
e poi 2 di una e due di un’altra
“Mammina, guarda, 5”
indicando la mano.
Dunque, onestamente nessuno di noi si è mai messo a ragionare con lui sulla quantità di dita prima di allora,
il che mi ha travolta emozionalmente
– portando insieme quella sensazione da “momento Ah!”- .
Certo per la pertinenza e la precisione,
ma soprattutto per tutto ciò che c’è dietro :
l’autonomia delle scoperte, la libertà e l’autodeterminazione delle scelte,
la logica che (l’)ha condotto e guidato,
il fatto che tutto ciò avvenga e sia avvenuto partendo da lui e non da schemi o osservazioni mirate ed eterodeterminate.
Ecco, questo è il punto che emoziona e appaga,
questo stesso punto lo voglio trasformare e girare come un augurio che riservo a tutti, compresa me stessa
(dedicato a quella me stessa che è rinata con sue proprie osservazioni ed interessi e che non si chiede più da tempo “ma io chi sono? quali sono i miei veri interessi?”  …a partire da quel tempo in cui ha sentito scivolare via le pressioni delle pretese – della scuola, dei genitori, dell’ambiente – e a partire dal quale ha sentito di poter e voler conoscere (per) se stessa)

Strenne…da Api Operaie

E’ passato quasi una mese dalle festività,
da quei momenti celebrativi che, in casa nostra, assumo una veste spirituale e culturale,
non religiosa.
Stiamo cercando di allontanare l’ambiente che ci circonda dall’accostamento materialista
di questi momenti di condivisione.
Il mio personale pensiero è che,
al posto di sommergere con regali improvvisati (a prezzi rialzati),
si potrebbe pensare di contribuire a piccoli tocchi,
pian piano nel corso del tempo
dando priorità a pensieri sentiti e utili,
piuttosto che alle novità effimere.
Sono, comunque, arrivate delle strenne anche da parte nostra
la cui natura spiega la tardività del post.
Non si tratta di iper-mega-tecnologici regaloni
che mozzano il fiato alla sola vista
(per poi, magari, ributtarlo fuori a mo’ di sbuffo, certo),
bensì di materiali…da….da api operaie..
diciamo così!
Strumenti che accompagnano
e che trovano una loro effettiva ed efficiente allocazione nel corso del tempo
(senza troppo invadere lo spazio)
Nella foto ne sono ritratti due :
un nastro (colori dell’arcobaleno)
e una moto ad incastro (acquisto LAV):
il papà gli ha anche donato una pista a dinamo
e, in aggiunta, abbiamo rispolverato un grande telescopio appartenuto a me.
Devo ammettere che molte persone (compresi i miei genitori)
non comprendono le mie considerazioni di base,
mia mamma voleva regalargli una cucina,
una di quelle in plastica o, nella migliore delle ipotesi, in legno,
storcendo il naso alla mia riflessione :
“cosa se ne può fare di una cucina finta,
quando ha a disposizione quella vera?”
insomma,
per loro sono bocconi un po’ amari;
non sono (ancora) avvezzi
al concetto pratico e concreto di “sinergia” con l’ambiente
anche in fase di scambio doni.
Amo vedere iniziare e crescere il rapporto di conoscenza
tra persona e materiale,
ooservare come l’uno si mette a disposizione dell’altro
e la differenza dei tempi nel raggiungere una sintonia
– o il prodromico interesse –
tra persona e materiale,
di materiale in materiale.
A proposito…
tra le strenne, c’era anche questo
il “Più e Meno” di Munari e Belgrano,
fantastico!
Lo scorso giovedì l’abbiamo portato anche al pomeriggio-bimbi
(iniziativa volta seguire nei compiti e nelle attività ludiche i bambini in fascia scolastica elementare)
e pure loro non hanno saputo resistere!
Tra questi bambini ci sono dei veri e propri artisti,
sono sicura che da sé potrebbero creare veline straordinarie,
io non sono così brava (per usare un eufemismo)
per cui ho dovuto optare per il prodotto già elaborato
…………
chissà, magari un giorno, stufo dei soliti scenari, a GM verrà l’ispirazione
di crearne lui stesso dei nuovi,
per ora ama ritrarre paesaggi su tela
in particolare il mare riflesso dal rosso del tramonto
….
chissà
..
è così appagante assistere ad ogni crescita ed evoluzione

Ogni volta, ovunque e continuamente

Ogni volta che mi prendo cura di te,

il nostro vivere la quotidianità,

ogni volta in cui guardi e ti rivolgi a chiunque con la consapevolezza di chi si sente rispettato da se stesso e dall’ambiente in cui vive

ogni volta in cui travolgi il mondo con immensa ed umana dolcezza e dedizione,

mi avvolge una sensazione unica di panismo

ed è così che vedo concretamente davanti ai miei occhi

come ciò che ci doniamo in veste di madre e di figlio,

– e, ancor meglio, in veste di persone –

non rimane statico…..

lo vedo danzare nello spazio

e nel tempo,

nei figli

e nei figli dei tuoi figli