Let’s learn Punjabi!

Uno dei vantaggi di abitare in un piccolo paesino multiculturale è l’opportunità di venire a contatto con altre culture e altre lingue!

Nel nostro caso è successo così col punjabi…lingua parlata nel Punjab, luogo di nascita di molti nostri compaesani.

Queste nuove conoscenze, non solo ci hanno arricchito di nuove scoperte culturali e personali, ma ci hanno anche offerto l’opportunità di iniziare ad apprendere la succitata nuova lingua!

Come?

Io sto seguendo un corso (gratuito..perché come dice Harjot, il sapere non è remunerabile)
e porto in casa il bagaglio acquisito

GM, invece, è uno dei motivatori  : lui vuole andare in Punjab a vedere i cobra e gli altri animali che ivi risiedono.

Oltre ai contatti linguistici diretti,

ci appoggiamo anche a supporti “domestici”

Ecco per esempio una delle canzoncine canticchiate ormai da tutti (eccetto il Piccolo Hatha che, in compenso, si dimena danzando)

Per imparare l’alfabeto 

Senza dimenticare i libri!!

e l’internazionale Eric Carle!!!
Questa lingua è poesia!
La parlata rispetta la metrica, il linguaggio deve andare a sfumare per poi spegnersi alla fine della frase.
La rima è una costante.
Sono grata di questa opportunità!
Sono grata di aver potuto conoscere questi nuovi concittadini!

Chimica : l’ Equilibrio Universale e i reciproci bisogni

– Attenzione post lungo –


La tavola periodica è un capolavoro di informazioni chimiche organizzate che definisce i tratti specifici e le caratteristiche dell’universo fisico.

In particolare, affascinano le caratteristiche uniche dei gas nobili, gli elementi che formano l’ultima colonna di destra della tavola, il cosiddetto “Gruppo 18”. 
I gas nobili includono elio (He), il neon (Ne), l’argon (Ar), il krypton (Kr), lo xenon (Xe) e il radon (Rn).
L’aspetto più significativo di questi gas inodori e incolori è che esse sono gli unici elementi della tavola periodica che non formano composti chimici (se non in circostanze molto particolari).

Gli altri 112 elementi della tavola periodica formano facilmente legami chimici tra di loro per creare le molecole fisiche che compongono le stelle, i pianeti e la biosfera.
Il segreto per cui gli atomi creano “sostanze chimiche”, nello specifico il motivo per cui gli atomi tendano naturalmente a legarsi tra loro, può esser spiegato confrontando la struttura dei gas nobili con quella degli altri elementi della tavola periodica.

Nella struttura di un atomo, i protoni hanno carica positiva e gli elettroni carica uguale ma opposta, cioè negativa. Il numero di protoni, positivi, di un atomo è uguale al numero dei suoi elettroni, negativi; pertanto, ogni atomo è elettromagneticamente neutro, privo di carica. 

La magia della chimica che crea l’Universo non è basata sul numero di particelle cariche di un atomo ma sulla loro distribuzione.
Mentre i protoni sono ammassati tutti insieme nel nulceo di un atomo, gli elettroni orbitano intonro al nucleo come satelliti.
Nella descrizione più semplice gli elettroni orbitanti sono distritubiti in strati (gusci) concentrici intonro al nucleo centrale.
Ogni guscio può contenere soltanto un certo numero di elettroni (guscio 1 = 2 elettroni; guscio 2 = 8 elettroni; guscio 3 = 18 elettroni; guscio 4 = 32 elettroni; guscio 5 = 50 elettroni).
Con l’eccezione del primo, i gusci sono composti di diversi sottogusci.
Quanto un particolare guscio o sottoguscio è riempito col suo massimo numero di eleetroni, altri elettroni vengno distribuiti al guscio esterno concentrico successivo. Se anche quello strato si riempe, gli elettroni in più vanno ad aggiungersi al guscio esterno successivo e così via.

Ora qui sta l’insidia : gli atomo ruotano come microscopici tornado. Quando un guscio non è completamente riempito col massimo numero di elettroni che può contenere, fa oscillare l’atomo durante la rotazione. Considerate questa semplice analogia : il  cestello di una lavatrice ruota come un atomo. 
Che cosa accade se mettete una coperta tutta ammucchiata da un lato del cestello ed avviate la macchina?
Mentre la macchina ruota, la lavatrice inizia a oscillare e sobbalzare tutt’intorno, creando un bel pandemonio.
Un guscio elettronico incompleto in un atomo roteante risulta in un analogo comportamento oscillante a livello microscopico.

Nella nostra analogia della lavanderia, per porre fine alla confusione aprire il coperchio della lavatrice e ridistribuite la coperta uniformemente nel cestello. Adesso, quando riavviate la macchina, essa gira perfettamente bilanciata, senza scossoni.

I 112 elementi i cui gusci elettronici sono incompleti cercano di riequilibrare la loro oscillazione legandosi con altri atomi dotati di un’oscillazione complementare. Una volta legati insieme, i due atomi sbilanciati ruotano armonicamente.
I numeri di gusci occupati dagli elettroni e il livello di completamento del guscio esterno definiscono l’attività chimica di un atomo.
I gas nobili sono elementi unici perché sono gli unici a possedere naturalmente dei gusci esterni incompleti.
Poiché ruotano già in perfetto equilibrio, normalmente essi non cercano alcuna associazione con gli altri elementi e pertanto sono chimicamente inattivi.
Al contrario, il legame chimico tra gli altri 112 elementi rappresenta lo sforzo degli atomi oscillanti di generare un equilibrio nella loro rotazione.
Così il legame chimico è una relazione co-dipendente; in questi accoppiamenti, ogni atomo dipende, “ha bisogno”, di un altro atomo per acquisire pace e armonia. La parola chiave per descrivere questa relazioni è “bisogno”.

Consideriamo il carattere di una tomo di sodio e di un atomo di cloro, elementi che si integrano perfettamente. il cloro (CI) ha un totale di 17 elettroni che occupano tre gusci : due elettroni nel suo primo guscio (massima capacità), otto nel suo secondo guscio (massima capacità), e sette nel suo guscio più esterno. Per arrivare a una rotazione bilanciata, il cloro avrebbe bisogno di un altro elettrone per riempire uno spazio nel suo guscio esterno.
Il sodio (Na), invece, nei suoi tre gusci ha un totale di 11 elettroni : due nel primo guscio (capienza massima), otto nel secondo (capienza massima) e soltanto uno nel guscio esterno. Per ottenere una rotazione equilibrata, il guscio esterno del sodio dovrebbe acquisire ancora sette elettroni i perdere il suo singolo elettrone. Né il guscio elettronico esterno del sodio né quello del cloro sono completi. Separatamente il loro comportamento rotazionale assomiglia all’oscillazione prodotta dalla coperta sbilanciata della lavatrice. Ma quando gli atomi di sodio e di cloro si uniscono “fanno chimica”. Essi soddisfano la tende di quest’Universo a trovare l’equilibrio combinandosi. Creando quello che viene chiamato un legame ionico, il sodio presta il suo singolo elettrone esterno al cloro suo partner che si serve dell’elettrone in più per completare il suo guscio. E voilà!
Questa è una relazione basata sulla soddisfazione dei reciproci bisogni!

– Bruce Lipton –



Leggete che meraviglia?

Ho sempre amato la chimica, ma a me non è mai stata spiegata in questi termini.
I libri propugnavano noiose nozioni che gli insegnanti (i miei, perlomeno) rendevano tutto ancora più pesante!

Povera chimica! Lei è intorno e dentro di noi!
Che indecente astrazione relegarla al ruolo di materia barbosa delle medie-superiori!

Che meraviglie porta in sé e tramite sé!

Piccole Idee, Grandi Abilità

Piccole idee,
grandi abilità.
Dall’infilare allo sfilare matite dai buchi
alla costruzione condivisa di una macchina lego.

E poi momenti di condivisione fraterna,
una grande ricchezza!

Lo studio della Ninna Nanna di Brahms,
con un piccolo aiutante

E le prime decorazioni per l’albero di Natale
in pasta di bicarbonato.

Sono giornate semplici,
col sapore di focolare ed intimità.
E la neve cade placida.
La vita ti darà quelle esperienze che ti saranno di aiuto per l’evoluzione della tua coscienza. 
Come fai a sapere se questa è l’esperienza di cui hai bisogno? 
Semplice, perché è l’esperienza che stai avendo in questo momento.

Eckhart Tolle

Sgranocchiando scorci di giornate

Partendo dalla curiosità o dall’occasione del momento,
e ancora, curiosando, provando, sbagliando,…
si scopre, si elabora,  si acquisiscono elementi.
E’ impossibile dire quali e quanti.
Uno ci prova,
in piena umiltà,
cosciente della parziale relatività.
Penso alle nuove paroline del piccolo Hatha
“totto” (sotto) “su” “giù”
“bebe” (bere), “. “blu”…
e alle primissime frasettine con particelle sottintese.
Penso al suo viso sorridente mentre osserviamo gli organi del modellino
e ne mimiamo i suoni e i movimenti.
Penso a quando, insieme e separatamente,
si impegnano tra colori, carta e pennelli

o alle pratiche domestiche 
di raccolta

e pulizia

Penso a BGM preso in classificazioni di serpenti
e ragni.
Penso alla grande cartina della nostra regione che,
tramite foto, ci conduce e ci permette di orientarci
tra luoghi noti
e aree geografiche da scoprire 
(BGM ha dichiarato di voler girare tutte le Alpi Marittime
alla ricerca di lupi)
Penso al latino,
a come sia vivo e vitale, grazie a piccoli costrutti che sorgono… chissà…così!
Penso al tessuto stretto da quelle laboriose manine per avvolgere preziosità, 
e penso alla meraviglia dei segreti da svelare :
che diffonde i suoi effetti, che va oltre.
E poi leggo questo 
come fa bene al cuore!

Lana carda: la magia dell’attesa, insieme

Celebrare l’Avvento, significa saper attendere, e l’attendere è un’arte che, il nostro tempo impaziente, ha dimenticato. Il nostro tempo vorrebbe cogliere il frutto appena il germoglio è piantato; così, gli occhi avidi, sono ingannati in continuazione, perché il frutto, all’apparenza così bello, al suo interno è ancora aspro, e, mani impietose, gettano via, ciò che le ha deluse. Chi non conosce l’aspra beatitudine dell’attesa, che è mancanza di ciò che si spera, non sperimenterà mai, nella sua interezza, la benedizione dell’adempimento.
Dietrich Bonhoeffer

Ieri, col gruppo Home-tripping
ci siamo trovati…in quella solita e calda atmosfera che abbraccia i cuori!

L’avvento scandisce i ritmi,
volge lo sguardo alla magia dell’attesa, alla preziosità dei momenti.

Tante mani, grandi e piccole, hanno bagnato, insaponato, avvolto, creato.

*

Questi geodi di feltro portati a casa rappresentano molto!

Sono il simbolo della preziosità del singolo

e dell’importanza dell’unione, fisica e astrale col Tutto;

sono un tocco di magia e di segreto :
un mistero che si svela nella sua meraviglia, rispettando il tempo dell’introspezione.

Sono attesa e meraviglia!

*

La giornata ha regalato ancora di più!

Una sana merenda tra chiacchiere e accudimento reciproco.

Un concerto improvvisato su un balcone.

Letture condivise.

Confronti sui prossimi progetti

e tanto altro che le parole tiranne fanno fatica a raccontare!

Che appagamento!

* Le foto sono prese dal blog Home-tripping, dove è pubblicato anche il racconto della giornata di ieri

Predatori Notturni : evento Museo Scienze Naturali

Domenica abbiamo partecipato a questo evento

Dopo un approfondimento visivo sui rapaci,
sui loro versi, sulle loro tane
e sulle abitudini alimentari,
è iniziato il laboratorio.
Esso consisteva nell’analisi visiva 
e poi al microscopio di una vera (!!) borra.
Di cosa si compone una borra?

Di parti indigeste (ossa e pelo) delle prede inghiottite intere (prevalentemente i notturni) o parzialmente “sezionate” (prevalentemente i diurni), che vengono poi espulse come rigurgito alla fine del processo digestivo.

Un laboratorio particolare, non lo nego.
In un mondo fatto di artifici (pieno di finti lavoretti per bambini) è stato quasi spiazzante,
di certo assolutamente interessante!

Un villaggio in Danza

Villaggindanza 

Villaggio in danza. 

“Per crescere un bambino ci vuole un intero villaggio” 

Questa è la sensazione totalizzante respirata ieri. 

Una sala calda e luminosa, il ritmo delle percussioni, piedi avvolti, piedi scalzi , piedi sollevati da terra che battono il ritmo sulle anche materne, quattro zampe, braccia in alto, braccia libere… 

Mamme, nonne, bambini, neonati, un villaggio intero che si unisce in danze e accoglienza, senza scudi di formalità, solo con la loro essenza e il desiderio di esserci. 

Adoro percepire, vivere e rendete quei gesti di accadimento reciproco, incondizionato, senza inibizioni legate a schemi preimpostati. 

Si può dire che ieri un gruppo di persone di varie età hanno danzato insieme; 
lo si può dire, è meravigliosamente vero, ma non si tratta solo di ciò. 

C’è un cammino, come una tela tessuta da più persone col proprio personale bagaglio che si intreccia, si evolve, si estende, creando una grande e lucente opera di uomini, musica, primordialitá. 

Dai passi tribali al canto-storia, al rilassamento finale, 

ecco la condivisione, 

ecco questo villaggio in una danza che continua…


Questa foto è presa dal blog di Home-tripping


La locandina dell’eventoe degli incontri Villaggindanza 
promossi dall’Ass. Semi di Lino e
organizzati da Libero Impulso danza è
visibile su qui

La Luce, gli Insetti, gli Animali, I Dinosauri…Noi

C’è un bambino che quando vede la luna punta il dito verso di essa
esclamando  “ooo” seguita  “aaa”.

Ecco, io non saprei esprimerla meglio, questa meraviglia!

La luna!
Il primo quarto (la scorsa settimana), per la sua gioia, visibile anche di giorno.

La luce, a quanto pare, è il filo conduttore di queste giornate,

sia nel suo lato attivo, come nel caso della luna e del sole,

sia nel suo lato “passivo” e qui entra in gioco la fotosensibilità, questione su cui BGM sta muovendo i primi passi accompagnato da insetti e animali con questa peculiarità.

E così ci troviamo a creare scenari con scarafaggi, ma anche topi, ragni, serpenti, rapaci, pipistrelli… tutte miniature, ovviamente.

Scarafaggi, insetti scorpioni vanno per la maggiore, tant’è che sta giungendo l’interesse a scoprire la loro anatomia (esoscheletro, etc.)

Lo scarafaggio è stato anche riconosciuto sulla copertina di un libro di mamma :

Le metamorfosi di Kafka.

E’ stato piacevole poter parlare di quel libro con BGM,

leggerne alcune parti insieme, commentare (chiaramente sui punti che possono colpire ed interessare un 4enne).

Una fotocopia ingrandita di una pagina dell’encicolepia degli animali ci sta aiutando a rispondere alle domande che sorgono

“Lo scorpione a che classe appartiene? Il ragno è un insetto?” etc.

Sabato Papà e BGM hanno ricreato in giardino un prototipo di habitat per serpenti e compagnia bella

particolare

Il piccolo Hatha ed io ci siamo occupati d’altro (orto, altalena, sassi,…), ma, son sincera, non riuscivo a non gettare degli sguardi sulla dedizione e la complicità che emanavano.

Insomma, gli animali qui non mancano e i loro versi sono sulla bocca di tutti, da BGM al piccolo Hatha (più che altro preso dal Muuuu della mucca e il Maaa del gatto, versi estesi a tutti gli altri animali),

ma non abbiamo dimenticato i dinosauri, ci mancherebbe!

Non a caso, euforici per la proroga della mostra torinese, siamo andati a risalutarli!

Al di là delle gite e delle scoperte, per così dire, “esteriori”,

c’è un gran lavorio interiore, silente ma poderoso.

Penso al Piccolo Hatha che si prodiga in attività con una ripetitività catartica : passare lo straccio, usare la scopetta, tagliare il pane, impilare i bicchiere, incastrare le forme.

Il 4 novembre, due giorni dopo il compimento del suo primo anno, si è sentito pronto per lasciare la mano e camminare da solo negli ambienti che conosce.

La scorsa settimana ha accolto tutto ciò.

Questa in corso ce le sta ancora riservando, insieme ad altro

Un ritorno. I progetti in corso e i Giovedì di Gita

Punto primo…ehm.. il blog non era ovviamente saturo.
Grazie alla mia mania di ficcare becco in aree che non conosco, mi ero autobloccata!

Brava a me!!

Punto due. Rieccoci!

Il nostro percorso votato alla non scolarizzazione continua a rifocillarsi, pieno di fiducia!

Di recente, poi, è nata l’Associazione Semi di Lino la quale ingloba anche il progetto di Home-tripping che vorrebbe votarsi non solo ad un homeschooling complementare, ma totale.

In questi incontri c’è condivisione, si vivono nuove esperienze o si dà nuovo sapore a quelle già conosciute.

Per esempio,

giovedì scorso la truppa si è spostata nella cascina del fratello di Sibia.

Le immagini si prestano poco a svelare la realtà toccata, l’essenza della giornata.

Queste immagini vorrebbero raccontare la storia di una cascina ristruttura direttamente da giovani mani,

di prati aperti, di alberi e piante lasciate al loro naturale lavorio,

di galli, galline e polli ruspanti,

di conigli, mucche e gatti;

di un forno e del lievito madre;

di idee e di una vita resistente…

resistente al mondo che la vuole controcorrente, laddove fluisce naturale, spontanea, sostenibile.

Là c’è un progetto, c’è energia e grinta,

c’è distacco dal luogo comune,

c’è passione e fiducia…non potevano non esserci (questi) bambini.

Ai loro volti la narrazione di attività spontanee e di una (gustossissima) merenda condivisa,

il racconto di bastoni ed elementi naturali benevolmente plasmati dalla loro creatività.

Ai nostri animi, il segno di come l’apparente perdita delle chiavi (della sottoscritta! Che testa!) abbia messo ulteriormente in luce lo spirito collaborativo umano, senza distinzioni d’età.

Questa è la storia di quel giovedì.

Eppure – lo sentite? . è senza tempo!