Labirinto

In questo momento
Labirinti su compensato.
La foto ritrae lo stato “puro”
con sabbia, pietre, erba e lago
ben incollati al compensato
e un percorso tracciato.
Non contempla ancora il turbinio di blocchi di legno
usati da BGM per creare ostacoli da risolvere.
Perché questa foto?
Oltre al labirinto in sé,
rappresenta anche uno dei primi lavorii a 6 mani.
6 mani che prendono pietre, sabbia, colori
6 mani sporche che si sciacquano all’unisono.

Fine Luglio

Le giornate scorrono così.
Semplici, intense.
Tra autoproduzione di conserve, sughi e marmellate per l’inverno
e pane e dolci per il presente
Abbiamo trascorso un fine settimana in montagna,
una vera novità visto che, da 9 mesi a questa parte,
il nostro vagabondaggio si è ridotto (per non dire estinto).
Abbiamo anche avuto modo di visitare le Grotte del Caudano
dove BGM è rimasto affascinato soprattutto dai segni lasciati 
dagli artigli dell’Orso Speleo

Ebbene si, dopo 2 anni di esclusiva per i dinosauri,
gli orizzonti si sono ampliati, andando ad inglobare altri animali :
da quelli preistorici a quelli tuttora esistenti.
Non a caso, l’altro giorno è andato a riprendere un gioco 
del quale aveva sfruttato solo la “componente dinosauresca”.
Tra i materiali non ancora utilizzati c’erano queste impronte
che, incorniciate su sfondi di cartoncino,
sono ora una delle attrattive più quotate da entrambi i pargoli.
E poi, ancora, ci sono i lavori domestici
 e le attività pratiche
….chi col mocio (prerogativa del Piccolo Hatha)
chi con stracci, 
chi con l’aspirapolvere…

 
Il Puer 
(altro soprannome oltre a Piccolo Hatha)
inizia a reggersi in piedi da solo,
intendo senza appoggi o mani di supporto.
Da solo.
Ha iniziato ad emettere una risatina particolare,
diversa da quando ride spanciato,
una risatina di soddisfazione,
secca e decisa,
propria dei momenti in cui è soddisfatto 
per esser riuscito a fare tutto autonomamente.
Che tipetto!

Infine 
(last but not least)
c’è questo.
Il foglio col quale BGM 
ha deciso di svelare la sua capacità di leggere.
Un caro ricordo, tutto qua.

Tramite dei racconti inventati,
ho anche scoperto che padroneggia 
le operazioni matematiche semplici (fino al 20, credo),
ma questa è un’altra storia.
Un’altra scoperta “inaspettata”,
un’altra conquista sua propria.

Unschooling

La scelta del titolo questa volta è dovuta scendere a compromessi. 

Che motore di ricerca sia. Stop.


Ci sono sentieri che si aprono inaspettatamente.
Anzi, no. Inaspettatamente, no!

Ci sono sentieri che si aprono, a lungo aspettati.

Così l’inizio dello studio del Sanscrito che, chi più chi meno, ci sta coinvolgendo tutti.

Da anni (un decennio?) lo desideravo e quietavo questa spinta ripromettendomi che prima o poi mi sarei iscritta al corso di laurea.

Poi, la conoscenza più stretta con la comunità punjabi del nostro paese.

Poi, i dialoghi, poi la scoperta di affinità.

Così scopro un nuovo mondo.

Inizia la scoperta e i primi passi verso una conoscenza.


Poi ancora, un soggiorno nella selvaggia montagna occitana a 1700.

Là il baratto o l’autoproduzione o l’arrangiarsi e il fare tutti insieme (opere da muratori, il fieno o quant’altro) non è stato ricreato, si è sempre fatto così e così si fa, punto.

Là si impara perché si vive, liberi, con altri tempi. I propri. Quelli della natura.
Si sta davvero insieme, presenti.

Sento di nuovo la spinta. E’ di nuovo forte, pulsa!

Ho sempre percepito l’ “unschooling” come il percorso più naturale e fisiologico per apprendere e scoprire.

La società, però, mi aveva indotto a scendere a compromessi..troppo “strana e diversa” questa non scolarizzazione, ragion per cui abbiamo mentalmente (e praticamente) optato per l’homeschooling presso una scuoletta.


Parlando di recente con un amico punjabi, gli ho spiegato per sommi capi tutto il contorno (e, diciamolo, il business…ma a lui non l’ho detto 😀 ) legato ai vari approcci pedagogici (montessoriano, waldorf, reggio, etc). 
In particolare mi son soffermata sui materiali usati, su quelli ammessi e non ammessi, etc.
lui dopo un po’ mi ha interrotta con un 

“ma che senso ha? Se uno è libero di muoversi e vivere, 
perché dovrebbe aver bisogno di materiali specifici?”

Non ho saputo rispondere….mi son messa a ridere…mi ha lasciata senza parole..
oddio, ha ragione!!!


E lo dice/pensa una che 4 anni fa adorava il metodo Doman!!!
Quanti cambiamenti! Che dinamicità la vita!

Un paio di giorni fa ho anche scoperto che BGM sa leggere… non lo sapevo, non mi ero accorta di tutto il suo lavorio interiore per giungere a questa comprensione! Da 9 mesi a questa parte i giorni trascorrono molto liberi, senza le attività che un tempo avrei proposto.
Si legge, si fa, si esce, si guarda, si prova…insieme, da soli, in coppia…

Questi 9 mesi in cui ho creduto di aver accantonato le nostre attività (in senso negativo, con un profondo senso di colpa) , in realtà sono stati fonte di pura e reale vita, non programmata. Stimolante, divertente, dura, facile…per sua natura.

C’è bisogno di liberarsi…
Pian piano scrollarsi di dosso tutto ciò che ci vincola e soffoca.


Per chi dovesse esser interessato (nella pratica o per pura curiosità) linko il gruppo fb sull’Unschooling

Il Linguaggio dei Segni

Non ne ho parlato sinora,
non avevo pensato di annotarlo.

In fondo è un po’ assurdo…sarebbe come annotare i libri letti ogni singolo giorno
o quante parole ci scambiamo in francese, o….

ma poi so che me ne pentirò, se non lo faccio!

Un diario chiede attenzioni e ti rende i ricordi quando il tempo sfuma.

Dai 3-4 mesi circa del Piccolo Hatha (credo di poterlo datare lì, l’inizio)
ho incominciato ad interessarmi al linguaggio dei segni.

Pensavo fosse macchinoso,
invece è molto funzionale e intuitivo!

Ho iniziato per gioco,
ma presto ha assunto la sua personale spontaneità,
tant’è che tutti i membri della casa l’hanno accolto con naturalezza
(BGM ha voluto indagare e scoprire i suoi termini preferiti, come “dinosauro”).

Il Piccolo Hatha attualmente non li esegue/ripropone,
ma, ovviamente, li intende alla perfezione,
tant’è che, a volte, si prestano da inconscio tramite nel passaggio dall’italiano al francese.

Ho iniziato a scoprire questa lingua tramite un canale youtube
per poi approfondire grazie un sito

A scanso di equivoci (per la mia futura memoria arrugginita) ,
non uso un segno per ogni parola,
solo per alcune, quelle che ho sentito di voler/poter/dover utilizzare.

Competenza dell’istinto nutrizionale

Avrei voluto scrivere un bel post,
con tanto di citazioni e argomentoni.

Il solo pensiero mi ha talmente annoiato da rendermi odioso persino l’affacciarmi qua!

Vado diretta e stringata.
A mo’ di strappo di cerotto!

Op!

E’ da un po’ di tempo che lo osservo,
ora ne ho la certezza!

Mai messo in dubbio la competenza del corpo e dell’intuizione,
a maggior ragione se si tratta di bambini piccini,
ma non credevo…ecco, si, non credevo fosse così portentosa!

Non seguendo schemi di svezzamento
e lasciando a lui il libero apprezzamento di ciò che gli ruota intorno,
ho potuto constatare la competenza innata!

Sceglie il cibo a seconda delle esigenze del suo metabolismo,
spesso e volentieri agguanta frutta e verdura cruda e inizia a ruminare.

Sta diventando sempre più veloce,
ne prende la polpa e sputa la fibra!

E’ capitato anche che la ingerisse, la fibra
ma in concomitanza con episodi di faticosa digestione
(l’ho memorizzato per la novità che portava con sé e verificato col senno di poi).

Tempo fa, non so più dove, avevo letto un articolo di uno studio scientifico che dimostrava questa tesi.
In sostanza ad un gruppo di bambini è stato concesso di scegliere ad ogni pasto cosa mangiare, avendo di fronte varie possibilità.
E’ stato poi verificato come le scelte contingenti e universali di ognuno di loro, rispondessero perfettamente ai bisogni del loro metabolismi (sempre in linea relativa e in linea assoluta).

Mi sono anche resa conto che tutto ciò è possibile perché il suo istinto nutritivo non è stato deviato dal contatto con cibi industriali, quegli intrugli che hanno perso la loro essenza viva e pura.

E’ un post scritto male e di fretta.
è evidente!l
Dovevo annotarlo, non potevo resistere a questo impulso!

Fascia : Fissa? Dipende!

Mi sono divertita col titolo (e che gran divertimentone, eh!)
giocando col doppio significato di “fissa”.

Fissa(ta)? Forse si, forse no! Al massimo, è quella sorta di fissazione entusiastica che sorge quando senti che una qualsivoglia cosa ti dona appagamento!

Fissa? Sempre quella? Può essere, ma non necessariamente!

Costa estremamente meno di un trio e se ne possono avere svariate come tipo e (perché no?) come colore
…anche se uno si comprasse 3 fasce solo per vezzo, risparmierebbe un’enormità rispetto all’acquisto di un solo trio..ancor più se si aggiunge l’agognato acquisto del passeggino leggero

Non si fa mai abbastanza presente l’ingombro e la pesantezza di un trio! Sfido io a non impazzire quando ti trovi a gestire una situazione di un bambino penzolante tenuto con un solo  braccio o piangente in auto o chissà dove e di una struttura che ti vendono col nome di “Click”,  ma che quel suono non lo pronuncia se non dopo aver premuto dieci tasti-molle e averla strattonata un po’!

Oggi ci siamo svegliati così.

Abbiamo lavorato nell’orto, sempre così.

Siamo usciti (non proprio così : lui a quel punto era vestito).

Io vorrei esser umilmente in grado di spiegare la sensazione che si prova.
Lo vorrei tanto perché penso che a tantissime mamme piacerebbe provarla, quella sensazione!

Mi vengono in mente solo paragoni e non è giusto, non è così che voglio impostarla!

Ci provo.

Io cammino e lui è a fianco a me.

Non è il centro del mondo,

il posto che la fascia crea è ben diverso :
è quello di chi si trova come Parte del mondo!

E’ molto di più che un trasporto,
è avere un ruolo sociale attivo, senza cenno egoistico :
è metafisicamente immenso, si declina in accoglienza!

Non relegato in basso né nascosto (d)al mondo con aggeggi parasole-vento-spruzzi,
guarda dritto in faccia i volti e le situazioni ,col filtro della vicinanza e del calore di chi (lo) ama.

Non deve piangere o dimenarsi o scalpitare o rassegnarsi per ricevere attenzioni,
lui è lì,
il mondo è lì!

Ondeggiando tra passi calmi, camminate svelte e dondolii di danze più o meno improvvisate, fa esperienza di sé e della vita.

Ha occasione di interiorizzare i ritmi fisici, emozionali e sociali, 
scanditi da momenti in cui la mamma (il papà o chi per essi) esterna il suo Sé (quello tutto suo) e da momenti in cui l’interazione votata all’accudimento, offre quell’intenso scambio di sorrisi, parole e coccole.

Questo discorso non ha nulla a che vedere con i passeggini et similia,
quelli sono veicoli per il trasporto e, in quanto tali, vanno benissimo, anzi, in alcune situazioni aiutano un sacco.

No, il punto è un altro.

Ma non so riassumerlo, talmente è ampio.

Sull’Allattamento e Sul Portare

Sono passati un po’ più di 5 mesi da quando condividevo su un forum di mamme queste parole sull’allattamento e, se potessi, le riscriverei con la stessa gioia e lo stesso entusiasmo!

Ricordo quanto era dolce addormentarsi pensando all’inebriante accudimento postnatale durante l’attesa.

La tenerezza e l’intensità immaginate ci hanno fatto da culla : hanno predisposto l’animo nell’attesa dell’abbraccio.

Abbiamo scelto la strada dell’autosvezzamento, la via che a noi è suonata più rispettosa dei suoi tempi e più naturale (in senso evolutivo).

Si sta autosvezzando, dunque, in modo molto calmo, dolce e delicato.

Partecipa ad ogni nostro assaggio (da qui ancora una maggiore cura dell’alimentazione),
ma la base nutrizionale prioritaria attualmente è costituita dal nostro latte.

Sta facendo conoscere nuovi lati di sé e, come ho detto oggi a mio marito, declina nella sua persona l’espressione Patato.

E’ un continuo sorridere e ridere, sommato alla leziosità di chi ama ogni genere di coccola.

Un continuo alle sue condizioni :
alle condizioni che l’evoluzione ha indicato come “migliori per la sopravvivenza” ad ogni esser vivente
alle condizioni che la sua stessa indole reputa migliori per sé.

Due figli. Due persone completamente diverse.

Oggi mi son resa conto di un fatto evidente, ma che non riuscivo proprio a scorgere.

Ricordo di aver iniziato a cucinare con BGM intorno ai 6-7 mesi. Io lo mettevo nel lavandino con ciotoline di cibo appropriato e lui tastava, manipolava, conosceva.

Mi è venuto spontaneo proporre la stessa cosa, senza il risultato che immaginavo (ossia la sua soddisfazione),
eppure – pensavo – è un esploratore di prima categoria, uno di quelli che scalpitano!

Poi la luce! Il momento Ah!

Il Piccolo Hatha ha, si, desiderio di esplorare, di manipolare, di fare, ma ama rimanere a contatto pelle a pelle (o quasi).

Così ogni lato del mondo, ogni aspetto di vita è vissuto a stretto contatto, mediato e compreso insieme alle persone del suo cerchio (il papà e la sottoscritta).

Il portare per noi è stato un ulteriore tassello benefico in questo percorso che tuttora si coniuga nell’esogestazione.

Prima il mei tai (dalle 48 h di vita), poi il mei tai più la fascia lunga,
ora, a seconda delle esigenze, ci facciamo avvolgere dalla lunga (ormai raramente), dalla pouch e dal mei tai per i sonnellini sulla schiena.

Come ho scritto nell’altro post, siamo tornati da poco dal soggiorno al mare.
Che comodità non dover maneggiare passeggini e simili!
Che rassicurazione sapere che il mio bambino non solo è vicino a me (un filtro in più), ma è anche ad un’altezza tale da evitare fumo di sigarette, gas di scarico, orde di pedoni che fanno le vasche tra le vetrine.
Che benessere poterci guardare negli occhi, osservare il suo sguardo sorridente, rispondere al piglio interrogativo.
E poi vogliamo parlare della sensazione paradisiaca del suo corpo dormiente contro la mia schiena?
Un massaggio shiatzu non mi appagherebbe così tanto!
Lui poi semplicemente si addormenta se ha sonno.
Serenamente osserva e interagisce, se è riposato.

La legge dell’attrazione ha sicuramente operato.

La sua forza ha rifocillato quei semi gettati e annaffiati durante la maternità di BGM, facendo incrociare il mio percorso con quello di Silvia e Silvia
A loro devo la fiducia in me sul portare, dalla quale è scaturita la naturalezza della pratica che poco concerne il Fare e tanto ha da spartire con l’Essere.

Questa è l’ultima foto scattata.
La posizione è perfettibile, ma è qui ritratto la prima volta in cui ci siamo indossati sulla schiena, con fiducia e serenità. La prima volta! [E prima ancora che fosse tirato su il geniale reggitesta!]

Mei tai di Orsomichele

Flash

Siamo tornati da poco da un fine settimana al mare.
Il fine settimana del vide grenier!!!
Potevo perdermelo??
Certo che no!

Con soli 28 € abbiamo portato a casa :

8 capi d’abbigliamento per il piccolo Hatha (5 in perfetto stato, 3 “da casa”)
2 maglie per me
3 collane
3 libri sui dinosauri
2 libricini per il piccolo Hatha
4 dinosauri (miniature)
1 puzzle Djeco
1 portalibri/oggetti

Devo un attimo soffermarmi su quest’ultimo.
Eccolo

Per lungo tempo ho adocchiato questo tipo di struttura in negozi montessoriani, i costi, però, erano proibitivi!
Ceduto a soli 5 € : siano benedetti i mercatini delle pulci!
Tornando al nostro soggiorno,
siamo tornati per la prima volta col piccolo Hatha in quel mare in cui ci immergevamo, in cui ci ascoltavamo, in cui sognavo di chiamarlo Oceano (e ancor ora son convinta che quel nome avrebbe calzato col suo essere).
Lui era radioso, tutti noi lo siamo stati,
tra bagni, piccioni, passeggiate, musica…
BGM era euforico, non vede l’ora di tornare!
Nel frattempo, le giornate qui a casa trascorrono tra vecchi e nuovi interessi.
La scala delle grandezze
con la quale il Piccolo Hatha si relaziona in modo sensorio e tattile 

Assaporare le grandezze

Il sistema solare usato da BGM per il suo lato “intellettuale” (pianeti & co.)
e dal Piccolo Hatha, come sopra per le grandezze

il fascino della linea tonda

Il puzzle sugli animali del mondo (Djeco)

I carillon (in foto quello ricevuto in dono grazie al gruppo di baratto e regalo)
e la musica (ho scoperto che il piccino adora la musica jazz)

Dinosauri in ogni salsa.
Nella foto qui sotto si vede la casetta (ancora in buono stato!) usata come rifugio per i dinosauri usciti dalle anomalie spazio-temporali (termine conosciuto e piaciuto grazie ad una serie canadese sui sauri)

Buona settimana a tutti noi

Rieccoci

Rieccoci qua.

Il piccolo che dorme poppando placidamente,

il “grande” in esplorazione dalla nonna.

Stanno cambiando i ritmi del cucciolo, come se lo scoccare del 7o meseversario avesse aperto nuove finestre.

Lo chiamo Moto Perpetuo, quel frugoletto sempre in movimento.


Tenta di gattonare, si alza in piedi aggrappandosi agli oggetti e fa sentire la sua voce, il piccolo argomentatore.

Oggi ci siamo alzati alle 4.30

La giornata è iniziata presto tra canzoni e cucina, fino alle 7.30 quando ci ha raggiunto GM.

Il sole splendeva (questa mattina, ora non più), il tepore estivo.

Tra corse, osservazione di formiche e giri in bicicletta, è presto giunta l’ora di pranzo.

Il piccolo Hatha mi ha dato una mano a realizzare degli oggetti sensoriali :



– un bicchiere (ah quanto piace quel rumore da compressione) con carta velina
    –> agli occhi di GM valido anche come uccello-aggeggio volante da acchiappare nel gioco della giostra

– i primi “travasi” per creare le famose bottiglie sonore

– il primo tassello di un memory sensoriale. BGM ne aveva uno in legno che, però, non è più utilizzabile. La difficoltà di reperirne uno uguale e il costo non indifferente, mi ha spinto a fare una ricerchina su Pinterest et voila l’idea : tappi grossi di metallo come basi per vari tessuti-materiali. Questo primo è composto da velcro (la parte più morbida).


Libro sensoriale “Mano Manina”
collana Zero Tre.


Nel frattempo ( per esser più precisi, in concomitanza di un riposino del piccino), BGM ed io ci siamo dilettati con un po’ di quiz su…. su…. su…. sui dinosauri, ovviamente!


No, la passione non è ancora finita, ma ci stiamo evolvendo!
Da qualche settimana a questa parte si sta interessando ai mammiferi preistorici :
riusciremo forse ad uscire dall’Era Mesozoica?

Nel primo pomeriggio, ci siamo tuffati nella sabbia!

La prima volta per il Piccolo Hatha!
Ne era estasiato!
E…si, ne ha anche mangiata un pochetto, ma il mondo lo si scopre assaporandolo, no?

La giornata è ancora lunga, ci aspetta l’ultimo incontro di Musicainfasce (Gordon), ma ho così soooonno…
ho il desiderio di saltarla, sigh!