Lana carda: la magia dell’attesa, insieme

Celebrare l’Avvento, significa saper attendere, e l’attendere è un’arte che, il nostro tempo impaziente, ha dimenticato. Il nostro tempo vorrebbe cogliere il frutto appena il germoglio è piantato; così, gli occhi avidi, sono ingannati in continuazione, perché il frutto, all’apparenza così bello, al suo interno è ancora aspro, e, mani impietose, gettano via, ciò che le ha deluse. Chi non conosce l’aspra beatitudine dell’attesa, che è mancanza di ciò che si spera, non sperimenterà mai, nella sua interezza, la benedizione dell’adempimento.
Dietrich Bonhoeffer

Ieri, col gruppo Home-tripping
ci siamo trovati…in quella solita e calda atmosfera che abbraccia i cuori!

L’avvento scandisce i ritmi,
volge lo sguardo alla magia dell’attesa, alla preziosità dei momenti.

Tante mani, grandi e piccole, hanno bagnato, insaponato, avvolto, creato.

*

Questi geodi di feltro portati a casa rappresentano molto!

Sono il simbolo della preziosità del singolo

e dell’importanza dell’unione, fisica e astrale col Tutto;

sono un tocco di magia e di segreto :
un mistero che si svela nella sua meraviglia, rispettando il tempo dell’introspezione.

Sono attesa e meraviglia!

*

La giornata ha regalato ancora di più!

Una sana merenda tra chiacchiere e accudimento reciproco.

Un concerto improvvisato su un balcone.

Letture condivise.

Confronti sui prossimi progetti

e tanto altro che le parole tiranne fanno fatica a raccontare!

Che appagamento!

* Le foto sono prese dal blog Home-tripping, dove è pubblicato anche il racconto della giornata di ieri

Labirinto

In questo momento
Labirinti su compensato.
La foto ritrae lo stato “puro”
con sabbia, pietre, erba e lago
ben incollati al compensato
e un percorso tracciato.
Non contempla ancora il turbinio di blocchi di legno
usati da BGM per creare ostacoli da risolvere.
Perché questa foto?
Oltre al labirinto in sé,
rappresenta anche uno dei primi lavorii a 6 mani.
6 mani che prendono pietre, sabbia, colori
6 mani sporche che si sciacquano all’unisono.

Ho messo via

Dai a due bambini una corda,
la strattoneranno, entrambi la vorranno,
urleranno, rideranno,
si confronteranno
insieme creeranno qualcosa.
Dai a due bambini due corde,
una a ciascuno.
L’impulso di scoperta
li spingerà ad osservarla ed ispezionarla,
per poi abbandonarla,
annoiati, in solitudine.
L’uomo è un animale sociale e solidale.
C’è bisogno di contatto e genuinità.
Ho tolto il 90% dei giocattoli che ci soffocavano con la loro presenza.
Davano solo fastidio.
Tolto tutto,
è rimasto lo spazio per vivere,
creare, fare.
E’ rimasto il necessario.
Terra, sassi, legno, foglie,
corde, carta, colori,
risate, idee…
travaso di una “figlia” di basilico

Nido di cartapesta

Rieccoci

Rieccoci qua.

Il piccolo che dorme poppando placidamente,

il “grande” in esplorazione dalla nonna.

Stanno cambiando i ritmi del cucciolo, come se lo scoccare del 7o meseversario avesse aperto nuove finestre.

Lo chiamo Moto Perpetuo, quel frugoletto sempre in movimento.


Tenta di gattonare, si alza in piedi aggrappandosi agli oggetti e fa sentire la sua voce, il piccolo argomentatore.

Oggi ci siamo alzati alle 4.30

La giornata è iniziata presto tra canzoni e cucina, fino alle 7.30 quando ci ha raggiunto GM.

Il sole splendeva (questa mattina, ora non più), il tepore estivo.

Tra corse, osservazione di formiche e giri in bicicletta, è presto giunta l’ora di pranzo.

Il piccolo Hatha mi ha dato una mano a realizzare degli oggetti sensoriali :



– un bicchiere (ah quanto piace quel rumore da compressione) con carta velina
    –> agli occhi di GM valido anche come uccello-aggeggio volante da acchiappare nel gioco della giostra

– i primi “travasi” per creare le famose bottiglie sonore

– il primo tassello di un memory sensoriale. BGM ne aveva uno in legno che, però, non è più utilizzabile. La difficoltà di reperirne uno uguale e il costo non indifferente, mi ha spinto a fare una ricerchina su Pinterest et voila l’idea : tappi grossi di metallo come basi per vari tessuti-materiali. Questo primo è composto da velcro (la parte più morbida).


Libro sensoriale “Mano Manina”
collana Zero Tre.


Nel frattempo ( per esser più precisi, in concomitanza di un riposino del piccino), BGM ed io ci siamo dilettati con un po’ di quiz su…. su…. su…. sui dinosauri, ovviamente!


No, la passione non è ancora finita, ma ci stiamo evolvendo!
Da qualche settimana a questa parte si sta interessando ai mammiferi preistorici :
riusciremo forse ad uscire dall’Era Mesozoica?

Nel primo pomeriggio, ci siamo tuffati nella sabbia!

La prima volta per il Piccolo Hatha!
Ne era estasiato!
E…si, ne ha anche mangiata un pochetto, ma il mondo lo si scopre assaporandolo, no?

La giornata è ancora lunga, ci aspetta l’ultimo incontro di Musicainfasce (Gordon), ma ho così soooonno…
ho il desiderio di saltarla, sigh!

Dinosauri, dottori, porcellini, ……..

Sto ripensando alle ultime due settimane,
non perché siano più degne di nota del resto del resto del tempo trascorso in generale.
Semplicemente, mi sono venuti in mente questi  giorni.
GM continua a coltivare il suo interesse per i dinosauri. Tempo fa, visionando un cartone (capitato per caso senza nemmeno sapere che parlasse di dinosauri) ha scoperto e memorizzato la dicotomia tra erbivori/carnivori denti piatti/denti affilati.
Fortuna vuole che a Torino, sino al 1 luglio, sia aperta la mostra The days of dinosaur; dico solo che ci siamo già stati 3 volte, l’ultima delle quali giovedì scorso. Ogni visita diventa un’occasione per soffermarsi su un nuovo particolare.
Una visita ad una splendida libreria (che consiglio se siete nei paraggi) si è rivelata una risorsa per l’acquisto di un nuovo testo sull’argomento edito da Emme Edizioni. Ciò che ho apprezzato (io) del libro è il fatto di aver lasciato un attimo da parte i dinosauri più noti, per far spazio ad altri nomi!

I tre anni, poi, credo siano un’età particolare, molto feconda in nuovi aspetti.
Lo noto da come si appropinqua ad ogni materiale o spunto inerente, sia esso in italiano, in francese (lingua secondaria) o in inglese (lingua di sua scelta)…dal suo continuo desiderio di fare, cercare, trovare soluzioni, seguire le attività.
Ad ogni modo, come dicevo nell’incipit, sto pensando a questi ultimi giorni e allo stile di vita che stiamo seguendo.
Forse è privo di routine, anzi, eliminiamo il forse
eppure è armonico (per noi, si intende…magari un po’ meno per il papà).
Ogni giorno non si sa cosa si farà, si segue il flusso.
Lo scorso sabato, per esempio, dopo una mattinata alla Farm Serenity Cow, arrivati a casa, BGM ha trovato il nonno impegnato a riparare i tubi dell’acqua del cortile : ecco una nuova occasione per collaborare e scoprire. Non è rientrato per un’ora!
Il tempo ci permette anche di girovagare abbastanza e
[volo pindarico non così azzardato : ]
ormai mi viene da sorridere quando mi dicono che i bambini non scolarizzati diventano asociali o non hanno occasione per socializzare.
Oltre al fatto che il socializzare, per essere tale, contempla ogni età, ogni varietà,
in merito al desiderio e alle opportunità di contatto con coetanei e compari, lo spirito e le occasioni proprio non mancano!
E pensare che sino ad un annetto fa a volte persino si allontanava infastidito.
Come ho sempre pensato..diamo tempo al tempo…e soprattutto a queste giovani vite!
Ovunque vada incontra amici nuovi o già conosciuti, il tutto con la spontaneità dei bambini che sa superare ogni confine, ogni convenzione.
Ultimamente è anche coinvolto nelle dinamiche di accudimento dei neonati ( = bambole) con lo slancio di chi sta crescendo e si sente grande e di chi adora coccolarsi nel suo passato. Un esempio è il mei tai : che occhietti radiosi l’hanno riaccolto!
Mi lascio portare avanti nel discorso dalla cronologia.
Venerdì il papà si è fatto male al piede..corsa al pronto soccorso, radiografia, stampelle, cure, fasciature..fortunatamente nulla di grave, per quanto doloroso.
In tutto questo trasmbusto, BGM ci ha offerto una nuova prospettiva di visione dell’evento :
il papà temeva si fosse spaventato, lui era letteralmente eccitato ed emozionato per il discorso dottori e cure mediche!
Ha voluto sapere tutto e continua a farselo ripetere. La radiografia è uno dei suoi gioielli preziosi insieme a tutti gli strumenti medici improvvisati e reali che ha in casa.
Insieme ai dinosauri (e ad altro di cui andrò a parlare), l’ambito “medico” e l’anatomia sono nella top ten dei suoi interessi tra giochi di emulazione, letture, domande.
Sabato mattina per esempio, partendo dalle sagome dei nostri corpi si è tessuto un telaio, un puzzle, di anatomia dell’apparato digerente

Senza considerare le ripetute letture del libro “Il Signor e la Signora Anatomia” e la ricerca sul corpo dei “tunnel” blu chiamati vene e quant’altro.

E poi arriviamo ad oggi.
Oggi è ufficialmente diventata la giornata dei 3 porcellini!
E’ nata così, dalla lettura del testo, dalla richiesta di creare delle casette, dalla voglia di usare la fotocopiatrice, dallo spunto fornito dagli attrezzi da giardino e da dei fili da cucito avventurosi tanto da nascondersi per non farsi trovare, scendendo a patti solo con il gioco del nascondino.
Qua, per esempio, vediamo la preparazione della scenografia


Un particolare della casa di paglia  (cartone + paglia attaccata con colla a caldo)

e della casa di mattoni  (cartone e colori)

Ecco, poi, un porcellino

il secondo fratello

 e il terzo (l’abitante della casa di paglia, come si può vedere dall’abito)

[- i vestiti sono interscambiabili -]

E ancora. Il porcellino nella sua casa

la casetta di legno (cartone e stecchini)

E, occhio, il lupo!!

La creazione di teatrini, di scenette, scenografie improvvisate con risorse concrete, con materiali poveri o con la pura fantasia, occupa senza ombra di dubbio una fetta incisiva del tempo trascorso..

Devo terminare così il mio riassunto sommario ed semi-istantaneo…ho un ippopotamo che mi insegue!

Mamme, voi capite l’urgenza, vero?

Scopro con/sul Geomag

G e o m a g
esiste ancora in commercio??
Mi auguro di si!

Il nostro geomag è frutto dell’acquisto al vide grenier di cui avevo parlato
Non sono passati tantissimi mesi (7-8), ma è un arco immenso rapportato all’infanzia.
Allora, l’avevo messo via quasi subito,
in fondo veniva considerato solo per scagliare le biglie qua e là,
seguendo il tipico approccio confusionario e annoiato di chi, in sostanza, non sa cosa farsene di quell’oggetto.
Tolto, archiviato. Punto.
Un mesetto fa, ha rifatto capolino.
Senza esitazioni o perplessità,
ha assunto un suo proprio impiego tra le mani e l’invettiva.
Tra l’attrazione magnetica e la versatilità di forme,
è diventato compagno e rappresentante di svariate fattispecie.
Mi è capitato di vederlo aggirarsi in veste di recinto-casa
“è chiuso, aspetta, adesso entra lui”
“il cane è dentro, il gatto nooo, adesso è fuori”
o anche in funzione di lunga bacchetta magica 
“ooooh cade, è troppo lunga, guarda mammina”
o, ancora, in una miriade di varianti
ora articolate (chiuse, aperte, tridimensionali,..)
ora più semplici 
….e poi chi l’ha detto che la geometria e/o la fisica,
sono affar di teorici o di libri o di individui di una certa età o di insegnamenti mirati? 
– Prima di pubblicare, ho fato un giro in rete e ho scoperto, non solo che il geomag è tranquillamente in commercio, ma anche che la sua produzione era iniziata in Italia, in Sardegna (dal 2003 in Svizzera).
 Su youtube ho trovato qusti video (ma ce ne sono molti altri) :
e già mi pregusto queste e altre creazioni,
in questo caso, mie e del papà…come ho detto prima, non esiste l’età adatta a… –

Argilla_ prima composizione

Questo elefante è la prima creazione in argilla di BGM.
Un vaso-elefante…o un elevaso, come si preferisce!
Tra le strenne c’era anche questo, un piccolo tornio in plastica a batteria (sui 10 € circa).
Io stessa (neofita) sono rimasta affascinata ed estasiata
dalla sensazione dell’argilla che si lascia forgare e scivolare tra le dita.
Delicatamente.
Un’eccessiva forzatura la devia.
Una volta lasciata asciugare, BGM ha completato la composizione con i colori,
soffermandosi molto sul tratto circolare e continuo richiesto dalla colorazione della parte interna,
un segno che ha del perpetuo, dell’ipnotico, del mantra.
Questa argilla era in dotazione con il tornio,
ora non mi resta che cercarne dell’altra nei dintorni
(ma le ricerche sembrano arenarsi,
non ci sono fonti qui vicino e non è tempo per surplus come le spese di spedizione,
è un peccato)

Ikebana

Un arte giapponese,
l’armonia tramite la via di fiori e degli elementi naturali
una porta d’accesso per l’estasi immanente,
una sorta di panismo.
Non posso dire di essere un’esperta,
semmai, più correttamente, una neofita ed umile estimatrice.
La realizzazione è incardinata sul simbolico tre
ed invoca la presenza di una diramazione più lunga (ciò che si avvicina al cielo, all’universo)
una più corta (la terra)
una intermedia (l’uomo).
Come dicevo, la sua struttura richiede elementi naturali e di natura organica.
La composizione qui fotograta non è così ligia,
essendo del piccolo koala,
ha visto l’introduzione di alcuni elementi esterni
in favore di una sua richiesta e/o dello spirito empirico- sensoriale

La base, a sua volta, al posto di piccoli vasi è costituita da patate
un sostrato prospero e felice
(ancor più se si pensa da dove arrivano : dalla montagna occitana
frutto di coltivazione sostenibile,
o per dirla più schiettamente,
libera e secondo natura,
né più né meno).
Questo è il risultato ultimo

Il cammino dell’umanità è sempre coordinato con il Cielo e la Terra

nell’alternanza di movimento e immobilità.

L’energia umana è costantemente in comunione con il Cielo e la Terra

nell’alternanza di inspirazione e espirazione
 
Thomas Cleary –

Alberello in feltro

Questo alberello, fatto interamente in feltro con base di cartoncino rivestita
(anima di rotolo scottex per il tronco, rettangolo di cartoncino per la base),
si aggira per casa da circa un mesetto.
Per le fronde, avevo ritagliato dei quadrati di feltro di vario colore e di grandezza progressiva..
l’idea è molto semplice perchè rispondeva solo ad una richiesta interiore
(avevo desiderio di attività manuali catartiche),
tuttavia,
giunto nelle mani del piccolo koala,
la sua funzione è cambiata..
è diventato un albero…delle grandezze!!
Metti, togli,
metti, togli,
risfila (che così non va)
e rimetti
è corroborante la coerenza e la dedizione
Come al solito sono in estremo arretrato e ritardo
colgo l’occasione per augurare a chiunque legga
uno strepitoso 2012
il mio è iniziato con un’avventura,
non potevo chiedere di meglio

Circolare lo scorrere, dinamica l’inventiva….Tappi

Un altro materiale poveramente ricco per il quale chiedo contributo al vicinato,
è costituito dai tappi.
Le opportunità offerte sono infinite, illimitate, sopratutto se giostrate dalle mani della Pura Volontà.
Ecco, quindi, che fa comparsa il contenitore colmo.
Un gridolino lo accoglie
sbam     il tonfo del recipiente
tadadadan       lo scorrere degli elementi
 

La loro natura imperfetta rende onore e ben si adatta a ricreare ogni realtà, ogni interesse contingente.

Si trasformano in elicotteri, rane, grilli.

Possono ricreare il moto circolare,

e con esso piccole scorrevoli rotondità – un tributo ad una figura cara ed onnipresente nell’infanzia –

Il che, oltretutto, diventa ulteriormente accattivante se vi si uniscono altri ingredienti come il

“Hai visto sta in piedi, mamma! Oh nooo, è caduto, prova tu”

o ancora,

come una base di colori primari [tempera] per creare vortici, percorsi e arcobaleni.

La passione, poi, per le torri e la minuziosità della ricerca dell’equilibrio hanno trovato appagamento, a loro volta.

Torri, torrette, torrine  (per ripetere la sequenza di parole proposta da BGM)

svettavano ovunque in quella porzione di pavimento

pitttt

un crollo e una ridente riproposizione onomatopeica

pitt tac

un altro crollo, ancora

ricostruzione in corso

patatadan

l’epilogo finale, deus ex machina

la palla ha lanciato in aria o fatto rotolare tutti i mattoncini di queste costruzioni,

Quella stessa porzione di pavimento è diventato un campo fiorito, ovunque i colori