Formule Chimiche: la chimica con i bambini

La chimica è uno di quegli ambiti di apprendimento che vivono di concretezza.

E’ alienante pensare di studiarla solo tramite libri o con qualche sporadica seduta in laboratorio (come a molti di noi è accaduto).

Lo scotto da pagare  è che si crei un muro di incomprensione e di rifiuto.

La chimica è la base del nostro vivere quotidiano.

Enfatizzando (e neanche troppo) possiamo dire che: Tutto è chimica, noi stessi siamo chimica!

Sono fortemente convinta che anche frequenti esperimenti mirati, non siano totalmente sufficienti.

Sento l’importanza del portare i suoi concetti ad un livello quanto più colloquiale e quotidiano possibile,

senza complicazioni o nozionismi, semplicemente vivendo e afferrandone la portata.

Dopo questa premessa,

vi mostro un’attività specifica che abbiamo realizzato in casa.

 

Un paio di settimane fa, tra le offerte settimanali della catena di supermercati Lidl, c’erano questi incastri

 

incastri

 

E’ un materiale di grande versatilità, a partire dal fatto che stimola la motricità fine e l’inventiva.

Nel caso specifico,

l’abbiamo utilizzato per visionare la formula bruta e imitare la riproduzione della composizione chimica di alcuni elementi che conosciamo.

 

 

Ad esempio il sale

sale

 

il calcare, l’acqua

e, ancora, l’adrenalina

composizione adrenalinaformula adrenalina

L’aceto e il bicarbonato

bicarbonato e aceto

la cui unione genera la nota reazione, tanto amata e tanto utilizzata in molti esperimenti.reazione chimica

Il tutto accompagnato dalla ricerca dei vari simboli sulla tavola periodica.

tavola

Poiché non c’è limite alla scoperta,

ecco la prosecuzione del lavoro autonomo di G.

il quale, aggiungendo qualsivoglia sostanza venuta a tiro,

ha scoperto ulteriori reazioni (per esempio determinate dall’anidride carbonica)

e ha notato la somiglianza col “bolo”

bolo

 

In passato, un’attività simile l’avevamo declinata col Geomag.

 

 

 

L’espressione più eccitante da ascoltare nella scienza,

quella che annuncia le più grandi scoperte,

non è “Eureka” ma “Che strano…”.
Isaac Asimov

Ape: studio e giochi per scoprire

Ci ronza intorno,

a volte scappiamo urlando di timore,

a volte semplicemente ignoriamo con indifferenza la sua esistenza.

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Ultimamente sul nostro terrazzo incontriamo molte api,

capita anche di poterle osservare in attività, nel loro intenso lavorio.

Approfondire ed interessarsi alla vita di chi ti sta a fianco è un atto naturale, quasi istintivo.

Da qui il nostro desiderio di scoperta.

Oltre al prioritario ed intenso scrutare,

alcune attività ci hanno permesso di vivere e sentire a tutto tondo la loro essenza (ognuno con i propri canali di interiorizzazione preferiti).

Una riproduzione in feltro si presta bene alla simulazione e allo studio delle varie parti del corpo.

Ape in feltroparti del corpo

 

Carte in sezione, si offrono come strumento di logica e anatomia.

ape-in-sezione

Schede autoprodotte in formato tascabile seguono ovunque

e consentono raffronti nelle ricerche

 

copertinaciclo di vita apeAPE OPERAIA   FUCO

 

offrono l’opportunità di mimare una danza e comprendere che comunicare non è prerogativa del “parlare”.DANZA DELLE API

 

 

 

Contribuiscono a far si che si scruti con occhi diversi le specie vegetali ed animali,

comprendendone l’importanza

PELIIMPOLLINAZIONE

MONDO SENZA APIIO COMUNICO

Di conoscere i processi chimici e pragmatici a capo della trasformazione.

DAL NETTARE AL MIELE

 

Di ancorare l’oggi con la storia

CRETACEO

 

e l’arte

Ape nell'arte Ape nell'arte

 

Grazie a YouTube, abbiamo trovato questo video molto interessante

 

Per finire il ciclo di scoperte (ammesso e non concesso che davvero si possa concluderlo), un tocco musicale.

Nonostante la canzone citi anche altri animali e fenomeni,

pare che il passo sull’ape della canzone sull’estate

abbia fatto davvero breccia.

Che sia la porta per esplorare approfonditamente altri interessanti aspetti?

 

Chissà…

 

Blog di Didattica

E’ passato un mese e mezzo dall’ultima pubblicazione,

sono molto impegnata con il cammino dell’ Ass. Cocùn ,

a breve, poi partirà il blog afferente al sito il quale, tra i vari articoli, ingloberà anche le mie riflessioni sula genitorialità, sul libero apprendimento e affini.

Il tempo è quindi poco,
ma “casa è sempre casa”, ragion per cui ho deciso di mantenere vivo questo angolo archiviando qua parte della “didattica” che prende vita nella nostra quotidanità;
ciò per due ragioni : prima di tutto per la gioia di mantenere attivo questo spazio di web che sa di focolare domestico, in seconda battuta per una sorta di “tranquillità”.
So che , tecnicamente, manca un anno all’ufficiale inquadramento ministeriale del percorso didattico di BGM, ma i timori sono già presenti : ogni informazione acquisita, ogni approfondimento maturato o in corso, ogni danza di conoscenza avviene in modo spontaneo e libero, il che, per quanto sia fondante, diciamo che fatica a inquadrarsi nella schematizzazione ministeriale.
Il fatto di porre mente e “annotare” (qui o privatamente) il dato esteriore che da lui sgorga,
mi/ci può aiutare a mantenere una maggiore serenità, a comprendere come “mediare” con l’istituzione, etc.

Bando alle ciance,

ecco qua BGM nel tripudio dei suoi 5 anni mentre osserva ed ascolta un concerto corale sabato sera-

E’ difficile da descrivere,
sta sbocciando! E’ sempre più aperto ad accogliere il mondo, gli input esterni, le occasioni di vita. Sta incominciando a stringere salde amicizie, in particolare adora il Tarta con cui ultimamente condivide la cura di non so quanti draghi e tigri.

Al momento le sue principali passioni sono costituite dagli imperituri dinosauri, dagli animali (in particolare dice di voler diventare erpetologo) e dai numeri…numeri…e numeri…eeeee numeri…eee…

Conta e misura tutto.
Quando non sa cosa fare…conta.

Di sicuro non è genetico
o, per lo meno, non ha preso da me!

Il suo più grande recente desiderio? Avere una rotella da 20 m (c’è)

Per il compleanno gli abbiamo regalato il “serpente montessoriano”,
uno strumento che si presta a molteplici attività (poi ha un nome così invitante, no?),
la sua preferita è la pura creazione di serpenti (da contare, contare, contare,…)

Qui sotto per esempio
il serpente è una sensoria prova del nove del quadrato della somma (rif. Psicoaritmetica, Montessori)

Effetto collaterale del contare e del misurare è la necessità di giostrarsi con le equivalenze. Qui sotto c’è la scala del metro, non è un’immagine completa, manca l’area plastificata che funge da divisorio unitamente alla virgola e i numeri plastificati. Completano l’alveo del materiale le mani, i piedi, il metro e i regoli (si inserirebbero perfettamente le aste montessoriane blu e rosse, se solo le avessimo)

Una parentesi tra conti e affini è rappresentata dai prodomici della chimica. Qui per esempio è raffigurata la sinergia tra tavola degli elementi e il geomag (altro materiale molto versatile) per rappresentare l’unione delle molecole che compongono elementi conosciuti (sale, acqua, saccarosio, etc)

Alla prossima 

Chimica : l’ Equilibrio Universale e i reciproci bisogni

– Attenzione post lungo –


La tavola periodica è un capolavoro di informazioni chimiche organizzate che definisce i tratti specifici e le caratteristiche dell’universo fisico.

In particolare, affascinano le caratteristiche uniche dei gas nobili, gli elementi che formano l’ultima colonna di destra della tavola, il cosiddetto “Gruppo 18”. 
I gas nobili includono elio (He), il neon (Ne), l’argon (Ar), il krypton (Kr), lo xenon (Xe) e il radon (Rn).
L’aspetto più significativo di questi gas inodori e incolori è che esse sono gli unici elementi della tavola periodica che non formano composti chimici (se non in circostanze molto particolari).

Gli altri 112 elementi della tavola periodica formano facilmente legami chimici tra di loro per creare le molecole fisiche che compongono le stelle, i pianeti e la biosfera.
Il segreto per cui gli atomi creano “sostanze chimiche”, nello specifico il motivo per cui gli atomi tendano naturalmente a legarsi tra loro, può esser spiegato confrontando la struttura dei gas nobili con quella degli altri elementi della tavola periodica.

Nella struttura di un atomo, i protoni hanno carica positiva e gli elettroni carica uguale ma opposta, cioè negativa. Il numero di protoni, positivi, di un atomo è uguale al numero dei suoi elettroni, negativi; pertanto, ogni atomo è elettromagneticamente neutro, privo di carica. 

La magia della chimica che crea l’Universo non è basata sul numero di particelle cariche di un atomo ma sulla loro distribuzione.
Mentre i protoni sono ammassati tutti insieme nel nulceo di un atomo, gli elettroni orbitano intonro al nucleo come satelliti.
Nella descrizione più semplice gli elettroni orbitanti sono distritubiti in strati (gusci) concentrici intonro al nucleo centrale.
Ogni guscio può contenere soltanto un certo numero di elettroni (guscio 1 = 2 elettroni; guscio 2 = 8 elettroni; guscio 3 = 18 elettroni; guscio 4 = 32 elettroni; guscio 5 = 50 elettroni).
Con l’eccezione del primo, i gusci sono composti di diversi sottogusci.
Quanto un particolare guscio o sottoguscio è riempito col suo massimo numero di eleetroni, altri elettroni vengno distribuiti al guscio esterno concentrico successivo. Se anche quello strato si riempe, gli elettroni in più vanno ad aggiungersi al guscio esterno successivo e così via.

Ora qui sta l’insidia : gli atomo ruotano come microscopici tornado. Quando un guscio non è completamente riempito col massimo numero di elettroni che può contenere, fa oscillare l’atomo durante la rotazione. Considerate questa semplice analogia : il  cestello di una lavatrice ruota come un atomo. 
Che cosa accade se mettete una coperta tutta ammucchiata da un lato del cestello ed avviate la macchina?
Mentre la macchina ruota, la lavatrice inizia a oscillare e sobbalzare tutt’intorno, creando un bel pandemonio.
Un guscio elettronico incompleto in un atomo roteante risulta in un analogo comportamento oscillante a livello microscopico.

Nella nostra analogia della lavanderia, per porre fine alla confusione aprire il coperchio della lavatrice e ridistribuite la coperta uniformemente nel cestello. Adesso, quando riavviate la macchina, essa gira perfettamente bilanciata, senza scossoni.

I 112 elementi i cui gusci elettronici sono incompleti cercano di riequilibrare la loro oscillazione legandosi con altri atomi dotati di un’oscillazione complementare. Una volta legati insieme, i due atomi sbilanciati ruotano armonicamente.
I numeri di gusci occupati dagli elettroni e il livello di completamento del guscio esterno definiscono l’attività chimica di un atomo.
I gas nobili sono elementi unici perché sono gli unici a possedere naturalmente dei gusci esterni incompleti.
Poiché ruotano già in perfetto equilibrio, normalmente essi non cercano alcuna associazione con gli altri elementi e pertanto sono chimicamente inattivi.
Al contrario, il legame chimico tra gli altri 112 elementi rappresenta lo sforzo degli atomi oscillanti di generare un equilibrio nella loro rotazione.
Così il legame chimico è una relazione co-dipendente; in questi accoppiamenti, ogni atomo dipende, “ha bisogno”, di un altro atomo per acquisire pace e armonia. La parola chiave per descrivere questa relazioni è “bisogno”.

Consideriamo il carattere di una tomo di sodio e di un atomo di cloro, elementi che si integrano perfettamente. il cloro (CI) ha un totale di 17 elettroni che occupano tre gusci : due elettroni nel suo primo guscio (massima capacità), otto nel suo secondo guscio (massima capacità), e sette nel suo guscio più esterno. Per arrivare a una rotazione bilanciata, il cloro avrebbe bisogno di un altro elettrone per riempire uno spazio nel suo guscio esterno.
Il sodio (Na), invece, nei suoi tre gusci ha un totale di 11 elettroni : due nel primo guscio (capienza massima), otto nel secondo (capienza massima) e soltanto uno nel guscio esterno. Per ottenere una rotazione equilibrata, il guscio esterno del sodio dovrebbe acquisire ancora sette elettroni i perdere il suo singolo elettrone. Né il guscio elettronico esterno del sodio né quello del cloro sono completi. Separatamente il loro comportamento rotazionale assomiglia all’oscillazione prodotta dalla coperta sbilanciata della lavatrice. Ma quando gli atomi di sodio e di cloro si uniscono “fanno chimica”. Essi soddisfano la tende di quest’Universo a trovare l’equilibrio combinandosi. Creando quello che viene chiamato un legame ionico, il sodio presta il suo singolo elettrone esterno al cloro suo partner che si serve dell’elettrone in più per completare il suo guscio. E voilà!
Questa è una relazione basata sulla soddisfazione dei reciproci bisogni!

– Bruce Lipton –



Leggete che meraviglia?

Ho sempre amato la chimica, ma a me non è mai stata spiegata in questi termini.
I libri propugnavano noiose nozioni che gli insegnanti (i miei, perlomeno) rendevano tutto ancora più pesante!

Povera chimica! Lei è intorno e dentro di noi!
Che indecente astrazione relegarla al ruolo di materia barbosa delle medie-superiori!

Che meraviglie porta in sé e tramite sé!

1984, il tempo non è lineare

1984
no, non è la mia data di nascita [spiritosa]
né il mio codice PIN [ancora più spiritosa!]

parlo di Orwell, ma in realtà parlo di noi.

Succede, infatti, di riprendere un libro in mano dopo vari anni,
accade, poi, che quello stesso medesimo testo riesca a toccare corde prima ignorate.

Succede anche che una lettura personale divenga oggetto di discorsi di tutta un’intera famiglia, senza distinzione di età.

Si aprono riflessioni e punti di vista prima non considerati,
ognuno dà il suo.

Ognuno.

Chi a livello emozionale

chi a livello letterale

chi metaverbale.

La ricchezza è proprio in questo. Non esistono confini, colonne d’Ercole, dettate da convenzioni anagrafiche.

Ci si sente e rende partecipi.

1984 è una data non-data pure per me, personalmente si intende.

E’ un vero azzardo di licenza poetica, retorica e cronologica [pazza!!]
ma 1984 per me vale anche a indicare il 22 giugno, come il 23 ed è addirittura associato al 24 giugno..2012!!

[parla a vanvera questa specie di blogger!!]

1984, quindi, mi riporta a questo fine settimana.

Ed è così che mi parla anche del mare, dei bagni, delle prime immersioni di BGM rigorosamente con occhialini (se mai dovesse passare di qua una mamma il/la cui figlio/a sembra irrigidirsi nei corsi di nuoto tanto da far supporre una sorta di ritrosia all’acqua, mamma, BGM era/é proprio uno di quelli..io lo definisco un autodidatta per natura).

Mi racconta anche di buche e impronte nella sabbia analizzate prima di esser annullate dalle onde con una certa forza intrinseca,

di pietre raccolte e divise tra levigate, rugose, …..

di elio, anidride carbonica e di stile di vita dei palloncini

di un fortino scoperto e di un excursus spazio-temporale animato da un pirata che si aggirava (BGM)

….e anche di piccoli grandi affari al vide grenier :  con 21 € abbiamo fatto una scorpacciata di 9 libri, un dvd, due giocattoli, due completi per Le P’tit Lion, un sacconanna e una lampada!

……………………

Stanotte ho sognato di trovarmi nel 1984 (come da libro), uscirò mai da questo tunnel?

BGM mi ha detto che Winston, però, è felice
Le P’tit Lion ha fatto capriole per tutto il tempo della lettura
…devo abbracciare la loro visione, sicuramente!

Learning + Food = Fun_ Post Love of Learning

Questo post partecipa all’iniziativa
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La cucina è uno degli ambienti che preferiamo,
non perchè in casa ci siano cuochi provetti (non io, almeno!)
ma perchè è diventato uno (tra i vari) nostri punti di contatto : entrambi empirici neofiti.
Da quando BGM aveva 7-8 mesi sono iniziate le primissime nuove esperienze per entrambi (visto che da bambina ed adolescente l’accesso alla cucina non mi era consentito, se non per mangiare)
La poliedricità di questo reame è corroborante..
dalla sensorialità, alla culinaria, dalla chimica alla fisica
dalla matematica e logica alla scoperta della natura, della storia e della geografia
per non parlare della creatività e degli effetti benefici della manipolazione e della soddisfazione finale
In questo caso, voglio sofferarmi su due attività.
La prima di esse non ha prettamente a che fare con il “food”, non è una pietanza
seppur sia un puro e commestibile prodotto da cucina (a questo punto, per concederle maggiore dignità in pertinenza, potrei aggiungere che BGM non ha, comunque, posto veto alle papille di esercitare la loro determinata attività…ma lascerò che passi in sordina).
L’incipit l’ho riservo alla fonte che mi ha ispirato e alla quale vanno i miei ringraziamenti : Nido in famiglia Piccini Picciò
Come da ricetta, abbiamo messo a scaldare in una pentola
mezza tazza di amido di mais [1/2 cup of cornflour]
due tazze e mezza di acqua fredda [2 and 1/2 cup of cold water]

un gesto consueto come quello di amalgamare e mescolare offre una chiara opportunità di visionare trasformazioni fisiche e chimiche che, lungi dall’essere “cervellotica roba da laboratorio”, si prestano ad essere accolte da tutti gli organi di senso

Il composto è pronto : un vero gel.

Nel frangente di un paio di minuti, la pentola pare aver mutato contenuto, originariamente costituito da singoli e differenti ingredienti di diversa forma, stato e densità, ora diventato un unico composto con nuova morfologia e caratteristiche

S t r a o r d i n a r i o !!!  [saremo pittoreschi ma è veramente entusiasmante per entrambi]

Non finisce qui.. nell’ attesa che si freddasse un po’, BGM ha preparato la base di colore scegliendo di aiutarsi con il contagocce

e questo è il risultato finale prima di esser manipolato e “sentito”  (permettetimi una grossolana trasposizione dall’inglese “feel”)

Questa seconda attività, invece, oltre all’onnipresente aspetto scientifico, ha toccato anche altri ambiti.
La ricetta è per dei biscotti glassati vegani 
essendo la margarina durissima, l’abbiamo ammorbidita con il microonde, elettrodomestico che BGM adora dilettandosi in infiniti “apri e chiudi” dello sportello e nella identificazione dei numeri nella sequenza decrescente del timer (si tratta di una questione mnemonica, proprio come la memorizzazione di una filastrocca)

in seconda battuta, abbiamo unito gli ingredienti, miscelati ed amalgamati da..ebbene si… un escavatore con l’ausilio di un muletto e di un elicottero.

Questo tipo di lavorazione è durato a lungo, tant’è che la divisione in due del composto è risulata estremamente agevole.
Prima di infornare, non rimaneva che dare una forma; è BGM a deciderla (statisticamente parlando, tende a richiedere il soggetto del gioco più recente..dai barbapapà, ai mostri, alla catapulta,…) in questo caso è stata l’Italia (come da puzzle)


Non ho ancora ben compreso che idea abbia di questi concetti geografici, ci aiutiamo spesso con mappe e rappresentazioni reali del corpo nello spazio (ma di questo parlerò altrove) e notiamo che fa ragionamenti logico-spaziali pertinenti….ma in faccia ad essi ci sono anche domande e affermazioni particolari e personificate (es. “E’ pulito il Piemonte?”)
tutto questo mi riporta a ricordi della mia infanzia
non potrei mai ringraziare abbastanza per questo onore che mi concede : un varco di nuovo aperto anche per me verso il rapporto simbiotico con tutto ciò che circonda

Riepilogo random, rapido e risolutore

…risolutore del mio broncio e della mia stizza! Mi manca aggiornare questo angolo, ne sento così tanto la mancanza! Le parole scritte, modificate, corrette e riscritte..i commenti, gli aggiornamenti del blogroll.. tutto mi manca tutto!
Da tempo pronostico di tornare ad aggiornare, non dico di pari passo (come mi era possibile quando BGM era più piccolo e io non lavoravo) ma almeno con ridotta distanza!
Il primo passo verso questo obiettivo è proprio questo stesso medesimo post!
Ho deciso di radunare i reperti fotografici delle attività svolte tra settembre e i primi di ottobre.
Forme geometriche ritagliate e usate per creare disegni

Excursus sul fuoco e la sicurezza

Materiale : carta, acqua, terra



fuoco



acqua che spegne il fuoco, la dose di acqua deve essere proporzionale
se no si ottiene il risultato contrario e non sperato

terra che spegne il fuoco

 e l’evoluzione di un’attività in un’altra

Riflesso e giochi di luce

Reazioni chimiche già conosciute ma applicate in altri contesti
aceto e bicarbonato solitamente usati per il vulcano,
ora al servizio del palloncino

Curiosità pratiche sul coordinamento occhio- mano

una matita e un piatto di carta : proviamo a scrivere/disegnare

lancio e bersaglio : il tiro e la mira sono capacità che si affinano con la crescita

Oh mamma come sono felice!
Ora ho tutto il resto da caricare ma ce la posso fare!! Su!

Ci sarebbe molto altro come
l’amore per le costellazioni e per questo strumento  (il planetario clementoni),

la dedizione quotidiana di BGM per il disegno, tant’è che la raccolta mensile dei disegni, come suggeritomi tempo fa da una mamma,  è diventata alquanto faticosa, ci sono disegni ovunque e sempre più minuziosi (dal corpo intero e generale alla pupilla)

i progressi con il francese e… l’inglese… introdotto in via sperimentale dalla sottoscritta circa un annetto fa e abbandonato per chiari problemi logistici.. è rispuntato per mano del pargoletto che di punto in bianco ha sciorinato con contestualizzazione i numeri e molti termini in inglese attingendoli da dvd e dai libri di Eric Carle [poco fa ho letto un post di Domenico de “come creare una scuola familiare” nel quale diceva che loro i film li guardano solo in lingua, siano essi italiani o giapponesi o tedeschi.. ecco, io ne condivido la filosofia ma per ora l’ho applicata unicamente sui libri e su lingue da me conosciute…ok, quindi ci fermiamo a tre.. va beh!]

e tutto ciò che i quasi due anni e mezzo comportano : giochi strutturati, “no le regole le decido io.. mamma tu sei un drapido [bradipo ndr],non la scimmia”, “cosa stai facendo/dicendo/mangiando…?”  “come mai???” etc. etc. etc.
e le prime ponderate scelte :
-“Mamma, basta Chistiano [Cristiano è il maestro del corso Suzuki ndr]ho paura, non piace cantae davanti a tutti”  quindi basta Suzuki ed evviva la consapevolezza di sé!!!
[da mamma a mamma.. quando me l’ha detto mi sono commossa!!]
“Scelgo io le scappe”
etc.

Ok, il tempo è scaduto

sono così felice!!

Alla prossima!

Attività poliedrica : contagocce

Questo è un altro post che, cronologicamente, avrebbe dovuto esser inserito un mesetto fa, ormai
il “materiale” in arretrato è abbastanza numeroso,
si fa quel che si può…
Non avevo mai pensato, prima di allora, a quel contagocce *duro* da premere
e mentalmente mi ero persin arrestata a una motricità precedente, tradotto : avevo omesso ed ignorato il fatto che la motricità fine continua a progredire giorno dopo giorno (evviva la sibillina psiche delle mamme che induce a considerare i propri pargoli grandi o piccoli a seconda di dove la mente, in quel momento, vuole porre la virgola!).
Digressioni sul contagocce a parte,
oltre al colorante alimentare,
a disposizione c’erano due tazze d’acqua,
l’una calda, l’altra fredda   [approssimazione]

e la situazione ha fornito anche l’occasione per visionare la diversità : nell’acqua calda (come si può vedere) il colorante si è “diffuso” più velocemente perchè le molecole si muovono più in fretta,
in quella fredda il processo è più lento.

BGM ama molto questo genere di attività, chiaramente perchè coniuga uno strumento interessante, i colori e l’acqua [con intermezzo di travasi, bevute, pernacchie bavosamente acquose, etc ].

Il discorso delle molecole succitato è stato notato e, quindi, inserito dopo e solo perchè BGM ha esclamato “fili rossi qui, come mai?”.   [–> niente “perchè”, sempre e solo “come mai?” ]

Il concetto di “molecola” gli è nominalmente familiare da sempre (??) e
concretamente e sfuggentemente in divenire come moltissimi altri concetti all’età di 2/3 anni (e oltre); lo declina nella veste di “una parte del tutto” [in questo caso, *parti dell’acqua e/o del colore alimentare*].

Senza fraintendimenti,
acqua, contagocce, colori, bicchieri sono il punto prioritario dell’interesse e del diletto

e………caro mio piccolo BGM, se un giorno dovessimo riportare a galla il ricordo di questa giornata, non mi esimerò dal ricordarti che mi ha fatto una doccia colorata!!

Buon inizio di settimana a tutti



Eppur si scioglie!

La macchinina se leggera, galleggia
Il sasso, sprofonda

è chiaro!

A fondo o galleggiando, rimangono lì

e lo zucchero?? Si può dire lo stesso dello zucchero?

Mhm….

Non avevo zollette per cui abbiamo utilizzato le pastiglie di dolcificante

Amore quante ne vuoi?

Tante!

Si, ma tante quante?

3…
oia 5…  [ora n.d.r.]
oia….

Tra solubilità e quantità, il piccolo koala – come ogni  piccolo esploratore – ha mostrato un acuto spirito di osservazione

Mamma …. picca!!
[Mamma è diventata più piccola _ n.d.r.]

Cosa si nasconde dietro i ghiaccioli?

Chiusi in casa… si fanno i ghiaccioli!!!

traballante all’inizio, sicuro alla fine

Assaggiare

gustare

Semplici attività di casa che racchiudono molti aspetti
dalla importantissima affettività e condivisione, alla motricità, dalla chimica della miscela agli stati fisici dell’acqua
…il tutto, senza senza rendersene conto (ossia senza forzature e erudizioni)