Dai limoni all’Egitto..

Non sto farneticando!

BGM sta esternando tutta la sua determinazione con contorni di “No, no, nooo” e di frasi sempre più articolate il che, se da un lato indicano un meraviglioso procedere nell’ambito “logos”, dall’altro lato ci spiazziano perchè il ragionamento non fa una piega ma se è l’ora di cena non si può comunque sostare alle giostre in attesa che riaprano il giorno successivo

Sono entusiasta per questo nuovo slancio esplicito di crescita ma allo stesso tempo traballante (penso sia ascrivibile al camminare come portata rivoluzionaria presa in sé – ahimè nell’argomentazione superficiale devo tralasciare il lavoro più importante che è solo suo ed interiore, ossia tutti quei progressi che l’hanno portato a questo “risultato”-)

Nel primo pomeriggio di ieri eravamo sintonizzati sulla solita colonna sonora “giottre, gioooottre, jouet, mamma giooottre, papaaaaaa giottre! Civolo, cavalli….”
io stavo boccheggiando al sole continuando a fornire spiegazioni e a sciorinare il programma pomeridiano che prevedeva, si, le giostre ma dopo un’oretta; papà folletto era esaltato dalla lettura della gazzetta (si può intuire il colore della fede calcistica), BGM alternava il coro a scalate sulle sedie.. è stato così che ha notato l’albero di limoni del vicino

“Mamma, Giallo!”
“Si, amore, hai visto che belli, sono limoni”

….BGM cerca di prenderne uno…

rimane fermo a fissarli e a contemplare l’albero

“Chicco, ti ricordi, di oggi ne abbiamo già in visti anche se solo come immagine”

si illumina, parte la sua risatina tipica, quella di soddisfazione

corre nella scatola e arriva con la cartolina, è proprio lei!!

Al supermercato avevo acquistato una cartolina su La Fête du Citron” la quale ritrae una serie di carri costruiti ed ornati con gli agrumi

“Imoni, Aaancia”

“Siiii, sono agrumi”

Guarda l’immagine nel centro

“Quettooo…..?”

“Quella rappresenta la Sfinge,  si trova in Egitto così come le piramidi” (indicando l’immagine a fianco)

Tra le foto che ornano l’anta dell’armadio a scorrimento (decorazione creata all’epoca del mio soggiorno-studio) c’erano un paio di foto dell’Egitto risalenti al primo viaggio fatto insieme a Papà Folletto, il piccolo koala ha così avuto modo di visionare l’oggetto di interesse non solo in “versione agrume”

Memore dell’attività-percorso, ha voluto disporre le foto in modo da tracciare un percorso per la macchinina esploratrice la quale ha viaggiato in lungo e in largo salutando a destra e a manca, ora la piramide, ora la sfinge, ora mamma (versione foto), ora i carri con gli agrumi, ora papà e facendo salire le scale alla formichina.. spiego meglio : osservando  la struttura della parete della piramide, mi ha detto “(s)cale” e mimando il gesto della formichina l’ha fatta salire e scendere “tu-tu-tu e giù-giù-giù”.. il che gli ha ricordato che nell’armadio c’è una scaletta.. proprio ciò che serviva!

Scala  e foto, non serve materialmente altro : salire, scendere, nominare, disporre e ordinare, togliere, scendere, ridisporre, invocare la foto-soggetto necessaria per quel determinato scalino, e così via..

Vorrei avere almeno la metà delle sue energie.. che forza!

Conoscere il mondo (continuazione)

Avevo già parlato in questa occasione dell’importanza di rendere vive le culture nonchè di conoscere i paesi del mondo.
Come spiegato in quel caso, si tratta di una scoperta fondamentale e di spessore, da trattare con rispetto e con quanta più completezza possibile.
Data l’età del piccolo koala, noi procediamo con una graduale progressione di conoscenze, toccando per ora solo gli elementi che coinvolgono maggiormente un bambino di nemmeno 18 mesi ossia la musica e i ritmi del paese e della cultura presa in considerazione, lo stupore e la passione di BGM per il mappamondo, il suo interesse per le bandiere con i loro sgargianti colori, nonchè quello delle lettere e delle parole.
Oltre quindi all’approccio montessoriano, oltre al memory delle bandiere (che al momento sta riscuotendo successo sotto un’altra veste : usando le mani e la bocca come una tromba, la mamma annuncia la bandiera richiesta e il piccolo koala tra risate e “mamma, pepepe” [mamma fai il suo della tromba ndr] prende e consegna la medesima), è nato lo Schedario degli stati.

Siamo partiti dall’Europa per conoscere prima noi stessi e i nostri cugini geografici ma tutto un mondo ci attende!

Ecco qua un campione delle schedine



fronte



retro

Qui invece la cartina di insieme che visualizziamo alla fine per collocare gli stati

Fronte

retro

Rendere vive le culture

Noi genitori possiamo fornire ai nostri figli uno strumento che spesso non ci è stato adeguatamente fornito : apprezzare le altre culture.
Permettere loro di conoscere diversi luoghi del mondo e volare al passo della loro meraviglia e interesse -propria di un’età in cui non si sono ancora scontrati con i tipici atteggiamente xenofobi – è il primo passo.

Si dice “tutto il mondo è paese” e chi ha possibilità di viaggiare se ne rende ben conto.
Le differenze ci sono ma sono unicamente il risultato dei diversi strumenti culturali utilizzati per soddisfare le medesime esigenze, ossia quelle umane.

I bambini hanno un vantaggio maggiore, sono in divenire e non fossilizzati in pre-concetti come la mente adulta.

Anziché avere timore o classificare in negativo, possono, sanno, comprendere e apprezzare.

Poco fa ho fatto cenno a chi viaggia molto ma, ecco, non tutti hanno questa possibilità.
Nessun problema. Non è una necessità.

Ogni genitore si rende conto di come il bambino assimili l’ambiente, questo è il primo elemento da tenere in considerazione.

Ci sono molti modi per vivere e “giocare” con,su e tramite le culture.

Io ne proporrò due : uno di impostazione montessoriana (tratto da “I bambini hanno bisogno di fiducia” di Tim Seldin) e l’altro di impostazione koaliana (?), insomma, ciò che facciano noi per ora a 16 mesi.

Le scuole montessoriane si servono di esperienze concrete e a tal fine seguono le festività di tutto il resto del pianeta.
L’approccio è multidirezionale : se si parla dell’Africa, ad esempio, si prende in considerazione il territorio, il clima, la flora, la fauna, le leggende, l’arte, la musica, etc.

Mica ho detto poco! Parliamo di un intero continente!
In effetti bisogna informare subito i nostri attenti bambini che la mamma (e il papà) conosco qualcosina in più per via dell’età ma anche loro hanno molto da imparare.. e c’è un intero mondo di meraviglie da scoprire!

Consigli pratici :

1) Iniziare da un singolo Paese e prendere in considerazione diversi materiali e supporti (video, immagini, libri, eventi) inerenti ad esso
2) Stimolare la curiosità puntando sul senso dell’avventura quindi niente “cattedre” noiose, si parte per l’avventura (munirsi di cappellino e torcia!!)
3) Parlare della cultura con attenzione e rispetto e con esattezza (meglio preparare per tempo le fonti)

Un’idea potrebbe essere quella di indire un giorno al mese o alla settimana allestendo una mostra e conservare nella proprio personale teca un simbolo per ogni cultura.

Ripropongo qua l’elenco base (assolutamente non esaustivo) delle feste culturali inserito nel succitato libro di Tim Seldin

– Capodanno cinese
– Roh hashana e Yom kippur (ebraici)
– Chanuka (ebraico)
– Pasqua ebraica
– Diwali (induista)
– Eid (fine del Ramadan)
– Natale (cristiano)
– Capodanno
– Pasqua (cristiana)
– San Valentino
– San Patrizio
– Festa della mamma
– Festa del papà
– Martedì grasso
– Halloween
– Notte di Guy Fawkes (notte dei falò)

Ora passiamo al nostro “metodo”.
Il piccolo koala ha solo 16 mesi, non capirebbe il senso di una teca o meglio, non ricaverebbe una vera e propria soddisfazione nel crearla, così come non riuscirebbe ad comprendere la portata di alcuni concetti, per ora.
Il nostro approccio è quindi molto graduale : grazie all’adorato mappamondo scopriamo dove si trovano i vari paesi, ne apprendiamo la bandiera, l’inno e le musiche (eventualmente i balli) tipici.
Non abbiamo un giorno fisso, sarebbe troppo rigido per questa età e ciò andrebbe ad alterare lo spirito originario di gioia e curiosità.

Nel discorso, ho usato la prima persona plurale non per vizio (il tradizionale duale mammese del genere “mangiamo la pappà, facciamo la nanna” etc) ma appositamente perchè, è vero, sto imparando anch’io tantissimo