Pieno e Vuoto: i concetti pratici.

Assolutismo e relativismo sono prese di posizione e concetti davvero umani.

Non se ne può non fare esperienza.

Quando uno di essi stabilisce dentro di noi il suo imperio,

poco dopo tende a fare capolino il suo complementare,

riportandoci in una dimensione dinamica ed evolutiva.

 

Assoluto e relativo sono due aspetti che cingono la filosofia, la logica, la fisica, la vita.

Gli estremi che si fondono, il pieno e il vuoto della realtà.

Proporre riflessioni ai miei bambini (ma anche a me stessa) è per me un importante stimolo critico;

un fertilizzante a cui sento di voler dare una sua priorità.

Un esempio di questi semi gettati è stato immortalato nella foto qui sotto

 

Image

 

Il procedimento è stato il seguente:

Una volta riempito il contenitore di palline colorate, ho chiesto: “Cosa ne dici, è pieno ora?
“Si”
“Non ci sta più nulla?”
“No”
“Voglio provare a inserire delle pietre”
Inserite
“Ora, cosa ne dici: è pieno?”
“Si, non ci entra più nulla”
“Cosa ne dici di provare a inserire della terra?”
“Proviamo”
….
“Ora? Pieno?”
“Si, pienissimo!”
“Prova a versare dell’acqua?”

“Mhm c’è sempre qualcosa di più piccolo.Non è mai pieno”

 

Questo “non è mai pieno” è l’apoteosi dell’incontro tra l’assolutismo e il relativismo.

E’ come se il concetto di Pieno e di Vuoto si declinassero in una sintesi infinita.

Questa è una delle nostre esperienze.

Molto probabilmente, lo stesso procedimento vissuto con o da altre persone darà tanti spunti quanti sono le uniche ed irripetibili sfumature personali.

In occasioni simili, c’è un concetto di Steiner che mi vibra dentro.

Lui parla di donare ai bambini parole, storie e concetti che crescano con loro, che si evolvano al loro ritmo.

Nonostante un novecentesco Steiner potrebbe non vedere le stesse declinazioni a cui strizza l’occhio una (di numero) mamma del 2015, mi piace pensare a quanti pensieri interiori (ma anche “didattici” strictu sensu, se vogliamo) possono portare con sé queste semplici riflessioni sensoriali.

Dalla filosofia (storica o personale) alla fisica, ogni porta è aperta.

 

“Il nostro obiettivo:

elaborare una pedagogia che insegni ad apprendere,

ad apprendere per tutta la vita dalla vita stessa.”

R. Steiner

L’Istante

Tenere un diario è esaltante quanto “impegnativo”.

Tieni da parte foto e pensieri
e mantieni tutto fermo lì.

In attesa di trovare il tempo,
un piccolo momento da dedicare alla stesura.

A volte,
tutto ciò deve cedere il passo alla spontanea immediatezza.

Al desiderio di annotare sensazioni fresche e forti, come ora.

Istanti di parole.

“Mi piace vivere”

“Se troviamo qualche persona che sembra cattiva, gli chiediamo cosa c’è che non va e lo abbracciamo”.

Piccolo amore mio,
sono grata per ogni momento che condividiamo.

So che fra un po’ di anni prenderai la tua strada,
pian piano diventerai autonomo e farai il tuo cammino di vita.

Grazie per tutti questi momenti,
per tutto ciò che condividi del tuo Essere.

1984, il tempo non è lineare

1984
no, non è la mia data di nascita [spiritosa]
né il mio codice PIN [ancora più spiritosa!]

parlo di Orwell, ma in realtà parlo di noi.

Succede, infatti, di riprendere un libro in mano dopo vari anni,
accade, poi, che quello stesso medesimo testo riesca a toccare corde prima ignorate.

Succede anche che una lettura personale divenga oggetto di discorsi di tutta un’intera famiglia, senza distinzione di età.

Si aprono riflessioni e punti di vista prima non considerati,
ognuno dà il suo.

Ognuno.

Chi a livello emozionale

chi a livello letterale

chi metaverbale.

La ricchezza è proprio in questo. Non esistono confini, colonne d’Ercole, dettate da convenzioni anagrafiche.

Ci si sente e rende partecipi.

1984 è una data non-data pure per me, personalmente si intende.

E’ un vero azzardo di licenza poetica, retorica e cronologica [pazza!!]
ma 1984 per me vale anche a indicare il 22 giugno, come il 23 ed è addirittura associato al 24 giugno..2012!!

[parla a vanvera questa specie di blogger!!]

1984, quindi, mi riporta a questo fine settimana.

Ed è così che mi parla anche del mare, dei bagni, delle prime immersioni di BGM rigorosamente con occhialini (se mai dovesse passare di qua una mamma il/la cui figlio/a sembra irrigidirsi nei corsi di nuoto tanto da far supporre una sorta di ritrosia all’acqua, mamma, BGM era/é proprio uno di quelli..io lo definisco un autodidatta per natura).

Mi racconta anche di buche e impronte nella sabbia analizzate prima di esser annullate dalle onde con una certa forza intrinseca,

di pietre raccolte e divise tra levigate, rugose, …..

di elio, anidride carbonica e di stile di vita dei palloncini

di un fortino scoperto e di un excursus spazio-temporale animato da un pirata che si aggirava (BGM)

….e anche di piccoli grandi affari al vide grenier :  con 21 € abbiamo fatto una scorpacciata di 9 libri, un dvd, due giocattoli, due completi per Le P’tit Lion, un sacconanna e una lampada!

……………………

Stanotte ho sognato di trovarmi nel 1984 (come da libro), uscirò mai da questo tunnel?

BGM mi ha detto che Winston, però, è felice
Le P’tit Lion ha fatto capriole per tutto il tempo della lettura
…devo abbracciare la loro visione, sicuramente!

I Polmoni delle Nuvole_ Tumultuosità e lentezza

Ieri pomeriggio, col temporale di sottofondo

BGM : “Senti che rumore i polmoni delle nuvole”

Una teoria tutta sua, un’espressione che non può non commuovere ed interessare la mamma di turno.

Un temporale che ha sicuramente ostacolato l’idea di un rinfrescante bagno in piscina,
ma che ha offerto la possibilità di un campeggio in cortile,
con tanto di musica e letture.

In particolare, partendo dalla ritmicità dei legnetti, BGM ha creato una lunga (ma che dico, lunghissima, interminabile) sequenza di canzoni sulla base delle parole del materiale Suzuki.

Senza contare le avventure narrate mediante il supporto delle carte Più e Meno.
A tal proposito, mi sono meravigliata (sempre la solita meraviglia materna) di come si sia modificato il suo approccio, in concreto, le sue storie. Da strenna natalizia raccontata da mamma, a materiale per i primi approcci descrittivi a vera storia narrata con tanto di trama (quella di ieri parlava del furgone che lasciava pacchi pieni di sorprese per lo stesso narratore..una sorta di autobiografia, insomma 🙂 )

Il temporale, tra l’altro, un po’ ci stava : tumultuosità a fronte di lentezza (la nostra), dopo uno splendido, ma più articolato, fine settimana al mare in Francia.

Spiaggia, mare, sole, avventure, dialoghi francesi, nuovi traguardi motori (la prima partita a “pallavolo” con la gioia negli occhi di BGM nel vedere i progressi del proprio coordinamento mano-occhio)  e anche (causalità delle casualità) il primo dei due vide grenier [- il prossimo, per chi interessato, domenica 24 giugno -]

Con 6,5 € abbiamo acquistato 6 libri  (3 dei quali scelti da BGM per Le P’tit Lion), una palla da rugby tanto sognata dal cucciolo, una salopette (adorabile) per il piccolo uragano e un coccodrillo di plastica che ha attirato l’attenzione del piccolo koala per i denti asportabili.

E’ stato un soggiorno assolutamente distensivo e rigenerante, per quanto intenso.

Ho potuto anche godere di momenti unici ed esclusivi con il piccolo germoglio di vita!

Le mattinate in spiaggia e quella sorta di solitudine compagnona che regala il mare quando ti immergi nelle sue acque, hanno fatto da sottofondo ai nostri dialoghi e giochi.

Un banco di pesciolini è venuto a salutarci e tu, P’tit Lion, hai risposto con i tuoi movimenti.
Immersa nell’acqua fino alla base della tua culla, con gli occhi chiusi e le mani a contatto con il mare, ho pensato a noi, a te.
Ho sentito la nostra vicinanza volgersi oltre la sintonia, quasi fondersi.
Tu immerso nel liquido caldo e accogliente, io nell’immensità del mare.
Entrambi attenti all’ascolto l’uno dell’altro, spalmandoci fortemente dei nostri percorsi di vita.

Stai sentendo quanto ti sto pensando intensamente, vero?

Sei sveglio e in movimento, in questo preciso istante;
adoro sentirti, adoro sentirti vivere!

Ritorno alla nostra vacanzina (spirituale)

[- sono una pasticciona amante dei flashback, dei voli pindarici e di consecutio temporum et generi di dubbia validità, lo so -]


conservo prolificamente uno splendido ricordo e l’ancor più travolgente sensazione di quando quella medesima acqua è diventata veicolo di un altro dialogo, più ludico, direi.

Seduta quasi a riva, ho potuto ammirare e gioire delle percezioni che l’acqua ci dava.

Facendola scorrere dolcemente su un lato del grembo, questa piccola cascata sensoriale ci ha offerto la possibilità di interagire ulteriormente (laddove l’acqua scorreva, tu prontamente rispondevi).

In questo riposo, mi sono immersa nella lettura di Pirandello : “Uno, nessuno, centomila”.
Tutto questo lo definirei, intenso, piacevole, vitalico.

Man mano che seguitavo nella lettura e nelle riflessioni che nascevano, sentivo il mio corpo lavorare con distensione, sentivo il tuo in ascolto (per quanto impegnato nei tuoi personali interessi), ho sentito i messaggi recepiti vibrare nei nostri corpi.

Che voglia di immagini, pensieri, colori…che appagamento nel sentire soddisfatte naturalmente, istintivamente, queste voglie.

Oggi la giornata si preannuncia soleggiata, dinamica.

Ho appena scoperto la nascita di un nuovo gruppo su fb legato all’iniziativa Schoolmommies de La scuola in Soffitta

e, anche se non ce n’è bisogno a livello di notorietà, non riesco a non condividere un post in cui mi riconosco (non per l’esperienza di vissuto, ma per il pensiero di base) e la cui lettura mi ha molto emozionata : http://www.mammadifretta.com/2012/06/la-cultura-non-si-impara-tra-i-banchi.html

Buon martedì!

La maternità con l’occhio saggio dei bambini

Nonna a BGM  : ” Quando nasce il fratellino/sorellina mi aiuterai poi ad accudirlo?

BGM  “No, non puoi farlo

Nonna : “Solo tu puoi farlo?

BGM  “No, i bimbi piccoli devono stare con la mamma! Vogliono stare in braccio alla mamma, non con gli altri

Diamo ai bambini il sano appagamento e contatto di cui hanno bisogno e per loro sarà naturale donarlo direttamente e indirettamente.

Quanta saggezza e consapevolezza empatica non perdono occasione di dimostrare!

[e ancora]

– Passando davanti all’ospedale –

BGM  “ All’ospedale ci sono i pazienti malati?

Io   “Si, certo, così i dottori li curano

BGM “ E perché io e C. [la cugina – n.d.r. – ]  siamo nati all’ospedale?

e qui lascio la risposta ed ogni riflessione alla mercé di chi si imbatte in questa domanda da bambino



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Piccolo aggiornamento : ieri pomeriggio abbiamo fatto la morfologica.

BGM, estasiato soprattutto dall’idea di visionare gli strumenti medici, ha voluto presenziare. E’ stato un controllo senza sapore di controlli in un’atmosfera molto disinvolta e allegra.
La Vita-che-cresce-in-grembo sta benone (ma, per sapere questo, non c’era bisogno di un’ecografia, è sufficiente ed esaustivo il dialogo diadico) , si muove un sacco tant’è che prendere le misure è stata un’impresa (e anche questo lo sapevo, piccolo uragano di vita) e la sua persona è di sesso maschile… “mon” P’tit Lion!

foto presa da facebook


Cocon de soie

Cocon de soie è così che continuo a chiamarti piccolo germoglietto.

Continuiamo a spalmarci l’una dell’altr*, vibrando spesso in sintonia, a volte in risposta all’emozione dell’altro.

Come sei vitale!

Guardando e pensando a te e a tuo fratello non riesco mai (mai!) a trattenere le lacrime per la gioia immensa che provo!

Non so bene spiegarlo a parole, ma sento, so, che state entrando in contatto.

A volte lui poggia le mani sul grembo e tu, immancabilmente, ti fai sentire

tenerissimi i vostri dialoghi silenti, giocosi, complici

che spesso si chiudono con un “grazie” sorridente pronunciato da GM  (un “grazie” che ogni volta mi commuove e mi incuriosisce).

Sei molto recettiv* in tutto,
anche in questo momento, a quanto pare, hai sentito che sto pensando/scrivendo di te,

per non parlare dei momenti in cui la mia voce segue melodie
o comunica in francese (la lingua di pancia, emozionale),
o, ancora, dei nostri giochi esclusivi [sono sorpresa ed ammirata, sei instancabile e di una reattività tempestiva!  –> per i lettori, mi sto riferendo alla naturale interazione giocosa tra il tocco materno della mano e il movimento – nel nostro caso, pare una completa capriola –  del bambino]

Non sento fretta,
amo assaporare la danza di ogni giorno,
i nostri ritmi che parlano di amore e conoscenza reciproca,
lo sbocciare emozionale di un papà che sta togliendo il velo razionale di paura in uno slancio di fiducia nei confronti di se stesso, di noi, della perfezione della natura e dell’armonia dell’universo (uno sbocciare di cui non so quanto sia consapevole intellettivamente, ma che è presente, percepibile e sempre più saldo).

La scorsa settimana, poi, è stata piena di festa in onore della venuta alla luce di GM!
Che bei momenti!
Siamo partiti per un lungo we solo noi quattro! Ci voleva!

In più, vedere quegli occhietti brillare per i riscontri esterni in onore della sua esistenza (feste, auguri, coroncine), è stato veramente appagante!

Il giorno medesimo del suo compleanno è caduto un altro evento importante : la cerimonia dell’albero nel nostro paese!
Sono stati convocati tutti i bambini nati nel 2009 e nel 2010 per dare al proprio acero riccio il primo nutrimento!

Le date coincidenti hanno anche creato l’occasione per degli auguri inaspettati : un “Tanti Auguri” cantato in italiano dai bambini della materna e in inglese da quelli della primaria  [occhi ludici anche lì! che mamma!]

Ultimamente parliamo spesso di quest’albero, quasi quasi, se il tempo regge, oggi andiamo a salutarlo e a portargli altro nutrimento ricco di vitamine (ricavate dalla macerazione del gambo delle ortiche).

In occasione della cerimonia, abbiamo anche chiacchierato sulla scuola materna:
al momento mi ha detto (testuali parole) di non essere interessato a frequentarla quindi continuiamo col nostro percorso per alcuni selvaggio, per noi ricco di occasioni e di rispetto dei nostri ritmi.

Sono costantemente sorpresa dall’evoluzione del tutto (a partire dal nostro essere).

Non saprei sul serio da dove iniziare.
Ci provo.

Ha un non-so-che di rigenerante poter essere presente a molti dei suoi momenti di “ingegno quotidiano”,
non mi riferisco a niente di alieno,
ma a quei piccoli “problemi” quotidiani che si trova a risolvere da sé, seguendo la sua logica, lo spirito di previsione che sta maturando con la crescita e il suo istinto.

Ci è capitato, inoltre, “per caso” sotto mano la storia di Pinocchio (si intende quella di Collodi originale, non una rivisitazione) e senza troppo pensarci abbiamo iniziato a leggerla.
Sino a pochissimo tempo fa, non mi sarei azzardata perché sentivo l’esigenza di assicurare un’ambiente quasi puro , non me la sarei sentita di affrontare tematiche così complesse.
La lettura invece ora sta scorrendo fluida e ricca.
Le riflessioni di GM mi coinvolgono molto e, spesso, mi scaldano il cuore.

Cito un esempio fra i vari : leggendo il passo in cui Pinocchio vende l’abecedario, BGM ha esordito con una frase simile “Ma no, non è un monello, vuole solo giocare. Non è interessato”  argomentando con parole e sfumature che parlavano di comprensione e solidarietà nei confronti di chi si trova costretto a fare qualsivoglia cosa, non ricevendo alcun rispetto o senza esserne interpellato.

Complice il tempo piovoso e la tregua delle nausee e dei vomiti (a quanto pare in ogni gravidanza mi fanno compagnia sino a metà percorso), abbiamo anche ripreso a cucinare a ritmo pian piano più idoneo.

Sono felice perché finalmente i pasti di BGM e di tutta la famiglia stanno tornando di qualità.

Qui sotto, per esempio, i preparativi per la crema di fragole con succo di limone.

Le caramelle ricevute in regalo ci hanno offerto l’occasione per parlare degli zuccheri raffinati e dell’impatto sul corpo (chiaramente con considerazioni adeguate ad un treenne), tant’è che durante i preparativi qui documentati, mi è stata fatta più volte la domanda “Non ci sono zuccheri raffinati qui?” 


Insomma, la versatilità e la ricchezza quotidiana non mancano
e a volte sfrecciano persino più impetuose delle energie fisiche.

Il post è già troppo lungo,
mi fermo qui,
però, vorrei farvi virtualmente conoscere una persona con la quale sono entrata in contatto in questi giorni e con la quale speriamo di proseguire nel cammino :
si chiama Franca Forte, è un’ostetrica e molto di più,
qui il suo blog

Buona giornata a tutti  voi!

La Spirale della conoscenza

La pelle ha memoria, ricorda
è vero
ogni inizio di stagione (metereologico o solare) le sensazioni fanno affiorare i ricordi
Assurdo ma in questo periodo (così come un anno fa, così come due,..) mi capitano flashback sensorialiattinenti alle nausee.. quelle che, 3 anni fa proprio in questo periodo, avevano bussato alla mia porta ( sino alla 17a settimana di gravidanza! Ero deperita)
a questi si sommano quelli degli anni successivi…
il fruscio della fascia e il mio senso di inadeguatezza come madre (ricordo l’angoscia)
i primi lavoretti (un anno fa) e la chiazza di serenità che piano piano si stava espandendo eliminando la piaga dell’ansia
e il prossimo anno si uniranno i tasselli di questo presente
un’istantanea dinamica che non saprei descrivere in altro modo “non voglio niente di più, amo ciò che vivo”
Il topolino di casa ha compiuto 28 mesi,
alcuni suoi coetanei stanno iniziando l’asilo (a me sembrerebbe comunque troppo presto)
non parlo di un asilo in generale ma quello del nostro paese, purtroppo mal strutturato, con due educatrici spesso in lite, con attività (s)fatte giusto per passare il tempo
mi spiace, mi fa male essere a conoscenza di questi fatti!
Noi pensiamo che in futuro (fra un annetto) ci appoggeremo a quella scuolina incentrata sull’homeschooling per due mattine alla settimana (al mattino BGM è con mia mamma – che spesso lo porta in ufficio da me – perchè io lavoro); è un ambiente che sentiamo nelle nostre corde e che fonde vari spunti tratti da Steiner, Montessori, Munari, Gordon
manipolano creta, fanno yoga, hanno il loro angolo del cucito,
ma, soprattutto,
il loro approccio è votato alla comprensione
Detto questo e lasciando al divenire ciò che è in divenire
vengo al nostro oggi (con profumo di ieri) e agli introduttivi flashback
questi ultimi mi rimandano immagini strutturate, di proposte timorosamente avanzate, di pensieri e organizzazione
ora, non posso certamente dire che non esistano pensieri, proposte o organizzazione
anzi, eccome se ci sono
ma, ma, ma, …..
nascono dalle continue domande e idee della Meraviglia di casa
(non mi sarei mai aspettata questo turbinio di domande e proposte a 27-28 mesi : durano tutto il giorno)
non serve (più) pensare a cosa fare, dove andare, cosa cercare
basta sedersi e mettersi a disposizione
per esempio, così facendo,
da un poster-percorso
ci siamo trovati ad osservare la mucca, a collegare la presenza di mammelle e il discorso sul latte alla parola “mammifero” (interiorizzata, tra i vari modi concreti, anche così)
passando anche per l’espressione “ruminare/ruminati”
con tanto di imitazione, cosa che fa sempre centro!
Posso invocare di nuovo il Bruner? Si? Lo faccio!  Ecco, del suo pensiero ho sempre amato (perchè è così che l’ho sempre concepita) l’immagine della conoscenza/apprendimento come una spirale che partendo dal basso sale sempre più su, nel corso del tempo, ingrandendosi ed arricchendosi. Non è certo la prima volta che BGM vede una mucca – disegnata o dal vivo che sia – ma è stata la prima volta – a me nota – che ha tirato in ballo il nuovo particolare.
Insomma, nel corso di due anni (partendo chiaramente da zero) ha imparato che
– quel soggetto è chiamato “mucca”
– quel soggetto chiamato “mucca” è un animale
– la mucca è un animale che mangia *erba, ossia erbivoro
– la mucca è un mammifero
–  la mucca è un mammifero, erbivoro, ruminante
e la spirale continua…
il che, in soldoni, significa che ha dato un nome a ciò che si vive e si vede (ormai,appunto, a suon di domande),  
un percorso così *straordinariamente fisiologico* !