Ape: studio e giochi per scoprire

Ci ronza intorno,

a volte scappiamo urlando di timore,

a volte semplicemente ignoriamo con indifferenza la sua esistenza.

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Ultimamente sul nostro terrazzo incontriamo molte api,

capita anche di poterle osservare in attività, nel loro intenso lavorio.

Approfondire ed interessarsi alla vita di chi ti sta a fianco è un atto naturale, quasi istintivo.

Da qui il nostro desiderio di scoperta.

Oltre al prioritario ed intenso scrutare,

alcune attività ci hanno permesso di vivere e sentire a tutto tondo la loro essenza (ognuno con i propri canali di interiorizzazione preferiti).

Una riproduzione in feltro si presta bene alla simulazione e allo studio delle varie parti del corpo.

Ape in feltroparti del corpo

 

Carte in sezione, si offrono come strumento di logica e anatomia.

ape-in-sezione

Schede autoprodotte in formato tascabile seguono ovunque

e consentono raffronti nelle ricerche

 

copertinaciclo di vita apeAPE OPERAIA   FUCO

 

offrono l’opportunità di mimare una danza e comprendere che comunicare non è prerogativa del “parlare”.DANZA DELLE API

 

 

 

Contribuiscono a far si che si scruti con occhi diversi le specie vegetali ed animali,

comprendendone l’importanza

PELIIMPOLLINAZIONE

MONDO SENZA APIIO COMUNICO

Di conoscere i processi chimici e pragmatici a capo della trasformazione.

DAL NETTARE AL MIELE

 

Di ancorare l’oggi con la storia

CRETACEO

 

e l’arte

Ape nell'arte Ape nell'arte

 

Grazie a YouTube, abbiamo trovato questo video molto interessante

 

Per finire il ciclo di scoperte (ammesso e non concesso che davvero si possa concluderlo), un tocco musicale.

Nonostante la canzone citi anche altri animali e fenomeni,

pare che il passo sull’ape della canzone sull’estate

abbia fatto davvero breccia.

Che sia la porta per esplorare approfonditamente altri interessanti aspetti?

 

Chissà…

 

Home-tripping : Mucche & co . Dove il rispetto non fa distinzioni

Sabato 17 dicembre,
con il gruppo home-tripping abbiamo visitato questa favolosa fattoria!
L’atmosfera è piacevole e straordinaria,
un’aria del genere si respira raramente!
Che cos’ha di straordinario?
Non so da che parte iniziare.
si, queste meravigliose mucche presenti in foto
sono…se stesse;
possono essere se stesse!
Non vengono curate ed accudite per un qualche scopo,
per sfruttamento,
bensì per amore e dedizione.
Non ci sono sono mucche libere,
ma anche cavalli, maiali, gatti, cani…
Ritornando alle mucche (e ai cavalli) e alla sostenibilità,
facciamo due più due insieme?
Letame giulivo = frutta e verdura prelibata
(come ripete BGM, con il letame i fiori e gli alberi crescono felici)
Ora la stagione ortofrutticola (come natura comanda!!)
volge alla quiete
e i nostri palati dovranno un po’ pazientare
ma non il nostro animo desideroso si una nuova visita.
BGM non vede l’ora di portare anche il papà
(e con “non vede l’ora” intendo dire che ogni giorno ci chiede quando andremo)
per fargli anche vedere come si danno le mele ai cavalli
(da quell’incontro, giocare alla fattoria e a coccolare gli animali che vi risiedono
è diventato uno dei suoi intrattenimenti preferiti).
La chicca in chiusura,
il dolce si tiene sempre alla fine, no?
Ecco il blog :

Un piccolo sguardo sulle nostre festività

Il nostro piccolo nucleo festeggia il Natale in un modo sui generis,
lo vivremo ma non in maniera convenziale, le nostre convinzioni non ce lo permetterebbero;
prendiamo ciò che c’è di buono e lo proponiamo, semplicemente (e magnificamente) questo.

Anche per quanto riguarda i regali, io, bambina sommersa da “plasticoni”, ho sviluppato una certa allergia alla modalità “regali a cascata” o peggio ancora “a valanga”, è mortificante doversi misurare con il valore di un oggetto (che, anche se per il bambino non è prettamente monetario, implica pur sempre una quantificazione) e ponderare il proprio grado di importanza in base al numero dei medesimi.
Senza dimenticare il decalogo del cerimoniale :

– Ricordarsi prima di uscire dalla camera come si simula stupore e gioia perchè è questo che il pubblico vuole vedere.
– Considerare con ammirazione ogni regalo anche se non è in concreto nulla di che (nonostante tutte le migliori pubblicità li abbiano presentati come l’ultima moderna frontiera dell’avere)
– etc.

No, queste simulazioni non devono essere presenti.

Se il Natale deve essere qualcosa, deve essere semplicità e condivisione.

Personalmente sto percependo a pieno questa atmosfera e ne sono grata.

Costruire i regali per il piccolo koala, poi, mi ha offerto numerosi momenti di riflessione, di crescita e di catarsi.
Questa parte è ultimata e io sto godendo dei benefici trasmessi..

quindi non mi resta che presentarveli in anteprima :

La casa dei contadini
è fatta interamente con materiali di recupero
(eccezion fatta per la carta crespa utilizzata per la casa degli animali e la foto del tetto):
scatole per la struttura, resti di carta da decoro (rispolverata dalla cantina) per gli interni ed esterni,
vasetti di yogurt, cartoni-contenitori di alimenti per tavoli e armadi, etc.

visione di insieme

lato

cucina; particolare cartone della pasta foderato per il tavolo;

particolare : vasetto dello yogurt per lavandino decorato con immagini recuperate da giornali

armadio in cartone con decorazioni ritagliate da giornali

stanza da letto; letti : struttura in vaschetta di plastica di alimenti rivestita da carta per il pane, materasso con avanzi di gommapiuma e corredo di ritagli di fazzoletti e feltro.
scrivania e comodino in cartone riciclato con rivestimento in carta per il pane

bagno; w.c. in vasetto di yogurt

vasca da bagno in vasetto di cereali; lavandino ex vasetto di yogurt

casa degli animali con prato; i nostri animaletti ci andranno solo quando avranno piacere,
al contrario delle tradizionali stalle, non a caso tutto quel prato è per loro

Il libro delle piante
è un libricino con filastrocche (inventate da me, quindi senza pretese) per conoscere le piante
(nello specifico 8)
ogni pagina si vuole proporre come un momento di scoperta anche logico-sensoriale.
Anche in questo caso il materiale sensoriale è riciclato,
originariamente il libretto era un giornale pubblicitario al quale ho tolto e modificato le pagine
per poi rilegarlo a mano con ago e filo.
Ecco alcune pagine

l’alloro è nascosto sotto il drappo rosso (accostamento cromatico voluto)

chi c’è dietro la finestra?

svitare- avvitare il tappo

apri- chiudi : chiusura ricavata dal contenitore delle salviette

EcoViviamo naturalmente

Sono entusiasta di leggere quanta cura riservino alla nostra terra le mamme (portavoci delle famiglie) che seguo tramite i blog e le persone che (fisicamente) sto sconoscendo in vari eventi; purtroppo è solo una piccola percentuale rispetto all’intero ma da qualche numero si dovrà pur iniziare no?

Abbiamo parlato di adulti e quindi di individui, certamente, in continua trasformazione e raffinamento di sé ma non strutturalmente in fieri quanto i nostri piccoli scopritori

Ora ribalto la convenzionale prospettiva dando il dovuto e meritato risalto alle nuove generazioni.

Come recita una delle varie definizioni di Sviluppo Sostenibile :

la terra in cui ora viviamo non ci è stata data in eredità dai nostri padri,
ma in prestito dai nostri figli.
Più volte mi è stato ricordato come io stessa da bambina avessi posto un assoluto freno alla strumentalizzazione del grande pollaio per la carneficina; a partire dai miei 2 anni circa, l’area divenne ridente e le galline una delle tante specie protette in casa nostra.
Ora guardo il piccolo koala e inizio a notare in lui una crescita di sensibilizzazione.
Più volte ho avuto modo di constatare come alla nascita il bambino sia un tutt’uno con la natura : i ritmi, il contatto, la sintonia si formano in coordinazione con il grande battito della madre terra (rievocato e concretizzato da quello della mamma).
Gli strumenti a disposizione sono ormai molti eppure c’è una tendenza sviante volta a dare rilievo a ciò che ne avrebbe ma in misura secondaria o addirittura accessoria.
Noto che le priorità si orientano sullo stare seduti e composti a tavola, sul non sporcarsi e non sporcare, sullo stare zitti e “buoni”, etc. ma raramente sento citare tra i principi di formazione “rispetta te stesso, il tuo corpo e la tua mente e il mondo intorno a te” o ancora “vivi lentamente e ricordati che sei parte del Tutto”.
 E’ possibile sul serio! Si crede che sia concetti non adatti ai bambini perchè si ritiene che richiedano una certa maturità… è proprio così?
Che cos’è la maturità se non l’assimilazione di uno spicchio di saggezza acquisito tramite la crescita e a prescindere dall’età?
E ancora : siamo forse sicuri di non aver invertito o confuso lo spirito naturale con quello impartito?
Prendiamo ad esempio il ritmo. Esso è parte della Terra, della natura, oserei dire un suo modo di esprimersi. Esiste da sempre e sempre esisterà. L’uomo crede di dover studiare per apprenderlo e, in effetti, è così, non ogni adulto ha mantenuto questa capacità,questa sintonia.
Avete mai provato a dare in mano uno strumento (anche improvvisato) ad un bambino?
Se si, avrete notato che la scansione del tempo e del ritmo è precisa e innata (se armate di metronomo potrete anche scoprire la frequenza, il piccolo koala si mantiene sui 130), la crescita, invece, determina una sorta di corruzione della parte istintuale e astorica.
Perchè tutto questo discorso per giungere a quello della vita ecologica?
Butto una domanda provocatoria e non rispondo perchè sono sicura che non ve lo sarete nemmeno domandate essendo lampante il collegamento tra il sentirsi parte del mondo e il rispettare il medesimo.
Mi soffermo quindi semplicemente a ribadire l’importanza del rispetto di noi stessi nelle sue varie e variabili sfaccettature come il vivere lentamente, il meditare (si, si, anche con i bambini! Noi siamo poco disciplinati rispetto a come lo yoga richiederebbe, siamo più tantrici insomma siamo votati al “fai qualsiasi cosa, tutto ciò che in questo momento ti rende felice e consapevole di essere parte del tutto”), il camminare scalzi per sentire l’impatto che ogni passo ha sul nostro essere (espressione poetica per dire che ogni parte del corpo è parte di noi e quindi di cercare di dare ascolto e liberare ogni parte di esso) per giungere allora in piena coscienza al rispetto dell’altro : Altro come natura, animale, uomo.
Il punto più stupefacente è che non è necessario vivere da asceta per attuare tutto ciò, la serena consapevolezza è dentro di noi e lo può essere anche in mezzo al traffico (eheheh esempio azzardato ma possibile).
Insomma, anche in questo contesto, mettiamo da parte la presunzione anagrafica e lasciamo che siano i veri detentori del rapporto puro con la natura a svelarci il naturale punto di vista.

 
 
Tratto da “Mamma coco là”  [trad. “Mamma la plastica va là”]
 

E.C. Igiene Naturale

Cosa sto farfugliando?
Mi piacerebbe soffermarmi su un argomento a me molto caro : l’igiene naturale

Di cosa si tratta?

Si tratta della vita senza pannolino! Attenzione, non parlo di spannolinamento ma proprio di vita senza
pannolino!

Possibile?

Certamente ma con alcune precisazioni.

L’igiene naturale non nasce per forzare i tempi – spesso mi sento obiettare che non è possibile perchè i neonati non sono predisposti neurologicamente al controllo degli sfinteri – lungi da me confutare fior fiore di teorie o, peggio ancora, dare luogo ad esperimenti su mio figlio!

Sarcasmo a parte, l’e.c. è prima di tutto COMUNICAZIONE tra mamma e bambino, una strada che ogni mamma (se ne ha la possibilità) dovrebbe tentare con il proprio bambino e non esclusivamente per le conseguenze legate al non uso di pannolini ma per rendere ancora più completa l’esperienza sintonica ed ancestrale legata all’ istinto materno

….eh si parlo proprio di quello scossone alle viscere che si innesta quando accorriamo immediatamente con fare amorevole verso il cucciolo piangente- nonostante tutto il mondo dica “non prenderlo, così si vizia” – o quando viviamo a pelle ogni situazione del maternage : l’allattamento, il portare il bambino, il rispetto dei suoi tempi, etc.

Molti rimangono perplessi quando parlo di “comunicazione” : come può un neonato comunicare lo stimolo?
Tenetevi pronti ad un terremoto mentale : i bambini comunicano tutto, ascoltiamoli!
E’ necessaria a questo punto una digressione : ci sono sostanzialmente due classi generali di comunicazione, quella verbale e quella paraverbale, entrambe divisibili in altre sottospecie.
Noi sfruttiamo entrambe ma partiamo dall’errata convinzione che la più importante/pertinente/determinante sia quella verbale.

Nell’igiene naturale, entrano entrambe le componenti : quella verbale si esterna tramite i “versetti” del bambino (il piccolo koala emetteva un suono gutturale quando avvertiva lo stimolo della pipì) e, con il progredire del linguaggio strutturato, tramite le parole; quella paraverbale, invece, si fonda sul “non-detto”, sulla sensazione trasmessa e recepita. Il rapporto tra madre e bambino va a coinvolgere un punto ancora più profondo, richiama un dialogo ancora più intimo e radicato (io l’ho definito, probabilmente in modo improprio, linguaggio metaverbale cioè che va oltre il verbale).

Ho a lungo faticato per trovare la giusta spiegazione poi, un giorno mi sono imbattuta nel video del seminario di Bruce Lipton sulla fisica quantistica (guardatelo se vi capita, non importa se condividiate o meno il discorso in toto ma è un’opportunità per mettersi in discussione e crescere) e, grazie ad esso, ho acquisito le adeguate nozioni.

Si parla di vibrazioni, quelle stesse che permettono alla preda di comprendere in lontananza l’intento del suo predatore senza doversi avvicinare in attesa di una vera e proprio reazione.

Ora immagino i vostri occhi sgranati e qualche grattatina sulla testa: “che cosa sta dicendo? dove vuole andare a parare?”

Vi è mai capitato di percepire che vostro figlio avesse sete, fame, sonno, dolore, etc. prima ancora che ne manifestasse esplicitamente (per esigenza) questi status?
Immagino di si e che le occasioni non si limitino a queste fattispecie.

Ecco qua, stiamo parlando dell’istinto-madre, delle vibrazioni, di un dialogo continuo che non ha bisogno di parole.

Tutto ciò è parte dell’igiene naturale ma non solo!

L’articolazione del discorso probabilmente darà un’immagine fuorviante sulla effettiva e concreta agevolezza dell’esperienza. In realtà è meno complicato di quanto possa sembrare.

Se siete convinte, iniziate con serenità, date fiducia ai vostri bambini (come si dovrebbe sempre fare) e a voi stesse; capiterà di perdere delle pipì ma non lasciatevi travolgere dallo sconforto o dalla fustrazione, o meglio se così dovesse accadere, prendetivi un momento di pausa per riflettere su quale soluzione vi arrechi maggiore serenità [a titolo informativo la pipì è sterile quindi tecnicamente non sporca, bagna]

Il resto? Il resto vien da sé.. ogni bimbo e ogni mamma sono una storia a sé, non c’è un modo più corretto o errato rispetto ad altri, c’è solo la volontà di una mamma di entrare ulteriormente in comunicazione con il proprio bimbo e se mai questa strada non dovesse risultarvi congeniale, non c’è fallimento, c’è solo la soddifazione di una mamma attenta e consapevole.

Ora parliamo in termini spiccioli :

-Si parla di e.c. sino intorno al 6o mese di vita del bambino; non è un’età limite, semplicemente si è constatato come, con l’andare del tempo, il bambino abbandoni l’interesse allo stimolo; ciò avviene soprattutto con gli usa e getta per via del loro effetto assorbente, cosa che non accade (o in misura minore) con i lavabili.

– l’e.c. si concretizza in diverse varianti distinguibili formalmente in : ec integrale e ec parziale, quest’ultima si caratterizza per l’appoggio sui pannolini (meglio se lavabili) in determinate circostanze o parti del giorno (mentre si è in giro, alla notte, etc.)

– oltre ad un grande contributo ai fini “risparmio”, l’igiene naturale aiuta l’ambiente riducendo l’ammontare di pannolini da smaltire

Venendo alla nostra esperienza : la prima pipì del piccolo koala è andata dritta dritta nel lavandino (che fosse un segno premonitore?), il percorso è ufficialmente incominciato a 4 mesi e mezzo ed è passata (mooolto) gradualmente da un’ec parziale ad una integrale (a partire dall’estate)

Il discorso non si esaurirebbe qua ma lascio il resto per la prossima puntata-ispirazione