Amore Condizionato e Incondizionato: il mio articolo su Mammole

Il mio articolo sul tipo di approccio genitoriale:

un piccolo ed astratto excursus di stampo antropologico.

L’astrazione è d’obbligo, così come è fondamentale evitare generalizzazioni.

 

“Primo nella lista dei pensieri e dei discorsi legati alla genitorialità è l’Amore.

Come non potrebbe esserlo! Eppure proprio questo concetto è uno dei più sfuggevoli, non tanto per la sua natura intrinseca (sicuramente di difficile definizione) ma per la sua portata concreta. Diventare genitori avvia un percorso particolare la cui tracciabilità è legata al volere tendere o meno le braccia al proprio percorso di figlio. La veste che si assume da genitori è tendenzialmente quella alla quale ci si è approcciati da bambino. L’avverbio “tendenzialmente” è d’obbligo e mira unicamente a sottolineare come certi atteggiamenti, ritenuti giusti e senza effetti deleteri, siano in realtà il frutto dell’idealizzazione e della rimozione dei sentimenti frustrati. Come vettore retorico, ipotizziamo l’esistenza di due grandi scatoloni: il primo lo definiremo Amore Condizionato, il secondo, Amore Incondizionato.

I lettori perdoneranno l’azzardo, non esistono semplici scatoloni e non esistono contenitori genitoriali, ma, facendo uno sforzo di astrazione, proveremo a dare una chance a questo esempio. I due contenitori hanno in comune una scritta: Amore

– See more at: http://www.mammole.it/amore-incondizionato/#sthash.RIsZqQ24.M6wNG3eb.dpuf

 

Prodotto

Post a reti unificate (non per meriti retorici, dialettici o di stesura, ma perché questa parte di percorso appartiene alla mia sintesi e non alla mia “scissione”)

"L'ignoranza è forza, 
la guerra è pace, 
la libertà è schiavitù"
                          [1984, Orwell]

Ci siamo dentro. C’è poco da negare.
L’altra sera ho visto Hunger Games.
Il film si dipana in modo molto sempliciotto e banale, secondo me.
L’idea, però.
L’idea.
L’idea è brillante quanto angosciantemente attuale.
Poi, oggi, ho incontrato questo articolo.
Anche il succitato non è che sia particolarmente lungimirante,
una superficiale sintesi di una miriade di altri approfondimenti 

(uno dei quali : link),

ma, insomma, ho incrociato anche lui.

Siamo un prodotto.
Il prodotto di una manipolazione eco-socio-culturale.
E, peggio ancora, il prodotto di noi stessi; fautori e vittime della nostra omologazione.
Sto meditando di fare un passo ulteriore nel mio piccolo e personale percorso.
Smettere di essere un cyber-prodotto plasmato e spalmato sui noti network.
E’ più dura di quanto si pensi : è tutto perfettamente concatenato.
Eliminare l’auto (e i chilometrici spostamenti), sottrarsi al commercio, togliersi dalla veste di prodotto mediatico e dal ruolo di audience…sembra impossibile.  E’ rivoluzionario, nel senso che ti trasforma completamente la routine quotidiana.
Ha un effetto collaterale che è tanto profondo, quanto verbalmente noioso.
Essere padrone di se stessi, del proprio tempo.
Riscoprire le risorse intorno.
Lo devo ai miei figli. E’ fuori dubbio!
Con loro e grazie a loro non mi è stato più possibile prendere l’auto (raramente la bicicletta).
Dopo mesi e mesi di solitudine, si sta aprendo un mondo : quello dei vicini di casa, del paese, della propria interiorità.
Può sembrare insignificante, ma si pensi a quanto perdiamo, per esempio, programmando una spesa al grande supermercato del paese Tal dei Tali raggiungibile solo con l’auto.
Di fretta si agguanta il veicolo, ci si sposta soli e stressati.
Si entra nel supermercato ed ecco che si compie l’umana plasmatrice volontà :
il marketing cromatico ipnotizza.
L’assenza di orologi in evidenza è una strategia inversa
“Non pensare al tuo tempo.
Benvenuto nel paese degli sponsor e del consumo.
Lasciati abbacinare dalle nostre luci e dai colori.
Ti condurremo dove credi di voler andare, ti faremo comprare ciò di cui credi di aver bisogno.
Benvenuto nell’oblio!”.
Non solo.
Dietro e davanti questo incantamento c’è ben altro : sfruttamento, tossicità, manipolazione…e ci siamo noi!
Il Prodotto del Prodotto!
Wow!
Intontiti, paghiamo e ci rinfiliamo in macchina, da soli, stressati, con una o più borse piene di veleno, senza aver scambiato un solo rapporto umano sano ed equilibrato (a meno che qualcuno voglia considerare tale l’atto di perfezionamento della compravendita o le dinamiche che soggiaciono al posto nella fila della cassa).
Poter contare su di sé e sulla propria comunità può assumere una connotazione inversa.
Al posto di restringere il mondo, lo allarga.
C’è gioia genuina,nel senso che possiamo decidere noi quale sfumatura pratica e/o emozionale dare ad una giornata.
Il meriggiare può mantenere il sapore di casa con la calma o la gioia di ciò che configura la Tua Parte Attiva nella Tua Vita
o assumere il gusto di un té verde marocchino
o lo slancio di libri, vestiti e risate in compagnia
o del filosofeggiare tra diverse età
o pintarsi d’antico e di interessi comuni in una sintonia cercata per mari e monti e scovata a 100 m da casa : 100 m che portano in sé diversi continenti e storie e tempi estesi.
Lo ammetto, questa dinamica dei social network è quasi più subdola, tant’è che non ne sono ancora uscita!
Si rischia pure di non avere altri punti di incontro, ma penso che anche questa difficoltà  sia solo frutto della paura di abbandonare uno dei contenitori in cui ci hanno e ci siamo ingabbiati. E poi è così difficile uscire dalla tanta agognata era spazio-temporale del protagonismo, lo è per tutti. E’ il mondo del bello facile!
Fughiamo ogni equivoco.
Non sono complottista.
Amo solo la Mia vita.
Amo decidere per me.

E amo non sentirmi vincolata o dipendente da notifiche e post.

Sono allibita! Dove andremo a finire? Io dico NO

Un post al volo.
Un post scritto a caldo e senza rileggere.

Come ormai tutti sanno, una nota marca blu di prodotti alimentari per l’infanzia sta facendo un tour che si basa sullo slogan ““siete sicure di nutrire nel modo corretto i vostri piccoli?”.

Il tour tocca 5 città (e fortunatamente le ultime date si stanno per avvicinare) e prevede incontri con esperti (del loro mestiere di dipendenti-venditori, eh! Non confondiamo gli intenti per favore) e ovviamente l’elargizione di una miriade di campioncini, promoter di se stessi.

Ora, l’industria blu, che dire, fa il suo lavoro 
(male per noi, bene per lei…chellodicoafare),
potrei spendere mille parole, ma servirebbero a meno di niente.

Il punto che mi rende basita è soprattutto un altro.

Io sono convinta che i cambiamenti siano dettati dal basso e non dall’alto.

Ognuno di noi è promotore di un cambiamento che, nella sua costanza quotidiana, sfiora quasi l’eterno e giunge chetamente impetuoso.

Conscia di ciò, 
mi domando, anzi, vorrei domandare un grosso Perché a tutte quelle mamme blogger 
(presumo per ritorno pecuniario…almeno un senso – non legittimo – ce l’avrebbe).

Perché aderire ad una boiata di questo genere???

“Siete sicure di nutrire nel modo corretto i vostri piccoli??” 

Mi cadono le braccia.

Per centinaia di migliaia di anni ogni donna ha cresciuto la sua prole grazie alla propria testa e al proprio istinto  e ora arriva Il Signor Marchio a metterlo in dubbio?

La domanda non è fuori luogo, ma dovremmo invertire il mittente e il destinatario.

Mamme, siamo sicure di nutrire adeguatamente i nostri figli SE e QUANDO ci affidiamo a terzi?

E soprattutto, quando questi terzi non hanno altri intenti se non di soddisfare il proprio personale accumulo di denaro, badando alla qualità dei propri prodotti solo quel minimo che consenta loro di non incappare in clamorosi errori tali da causare discredito (se no poi le entrate monetarie??) e cause giuridiche (vabbe’ quello è il meno…con  i soldi si comprano anche ottimi avvocati pronti a  tutto…per la loro fama e il loro portafoglio… – circuito vizioso-)

c i r c u i t o     v i z i o s o !

Per questo continuo a sostenere che ognuno di noi può fare la differenza!

Io dico NO a questa immane boiata.

Lo dico qui – e poco conta –
e lo dico con i fatti.

Allatto il mio bambino (lo farò finché lo vorrà)

…e lo allatto non perché sono stata colpita da una qualche miracolosa fortuna, ma perché sono un mammifero
Più lui ciuccia, più il mio corpo risponde. 
Ah, si, tanto per capirci : affinché questo meccanismo funzioni non servono formule magiche, serve prima di tutto scordarsi che il bambino consumi (= ami indiscutibilmente) sdraiette, ciucci, dondolini. -..quelli non sono prodotti richiesti da loro, sono il frutto di un’ottima campagna marketing – 
e serve ricordarsi che la natura ci ha munito di tutto l’occorrente, il che può esser riassunto nell’espressione 
” alto contatto declinato in un abbraccio pelle a pelle ininterrotto (o quasi). 
E, ancora e soprattutto, avere fiducia in noi e nel nostro corpo

N.B. : al contrario di quanto la pedagogia fascista ci ha inculcato e l’industria coltivato, non causa dipendenza eterna. Il bambino non resterà perennemente attaccato alla tetta, crescerà, uscirà con i suoi amici e quant’altro, senza necessitare della poppata 😀


Dicevo, i fatti :

Io allatto mio bambino di 7 mesi (e talvolta quello di 4 anni…mammifero pure lui,sa istintivamente di esser in età da Denti da Latte!); il cucciolo si sta autosvezzando con moooolta calma e secondo natura, mangiando cibi sani  prodotti dal nostro orto o da filiere controllate (non da Pincopallo con il suo bel titolone di studio, ma da noi!!).
Non compriamo prodotti delle note marche colorate (arancione, verde, rosso…un arcobaleno di loghi!) per svariati motivi (da quelli etici a quelli nutrizionali).

E sapete che c’è?

Siamo i vostri vicini di casa.

Questo non è il NO di una celebrità, di un eroe, di uno studione scientifico…

è il NO di una mamma. Una delle tante comuni mamme.

Il "Giusto"

Lo spunto per il titolo di questo post mi è stato offerto da una mamma,
una delle poche persone che dopo il seguente dialogo

“Quanto vi manca?”
“Non lo so, comunque siamo a 40 settimane”

Non ha risposto : “Ah ma allora siete scaduti”   (sob! Ci manca solo la muffa per esser relegati nella categoria di elementi ad immediata deperibilità)

ma con un : “Ah, allora siete giusti!”

Ecco, “esser giusti” mi suona già meglio, senza ombra di dubbio!

Ebbene si, oggi abbiamo scoccato la 40 + 0 e il piccolo Hatha sta ancora a suo agio nella sua dimora intrauterina (che onore!).

Da un mese a questa parte abbiamo traslocato in una casa tutta nostra (salutando l’alcova accampata e buia che si è prestata da nido in questi ultimi 4 anni).
Da quel momento tutto è stato un preparare, fare, finire, definire….
Solo da un paio di settimane a questa parte (ma proprio un paio, uno!),
la situazione si è volta verso la tranquillità dell’ultima attesa prima dell’Abbraccio.

Tutto questo andirivieni da trasloco mi aveva stressata molto, provandomi anche a livello fisico.
Finalmente le energie fluiscono rigenerate!

In queste ultime settimane, la collaborazione dei nostri due Esseri a contatto, mi/ci ha preparato al primo incontro : tramite indizi e prove fisiche (in gergo, falsi travagli) ha aperto il corpo e la mente.
Ora non resta che l’attesa sobria e vicina.

Queste lune hanno scandito non solo i nostri ritmi introspettivi e di gravidanza,
ma mi hanno aperto gli occhi anche nel rapporto con gli altri.

Parto da BGM.

Sento ancora profondamente la forza e l’importanza di un percorso alternativo, di scuola  familiare
ma con maggiore apertura verso…tutto…

I ritmi lenti della gravidanza (tali da non consentire di strafare, girare, vagabondare oltre certi limiti – per via di sonno, nausea, o …..) mi hanno condotta laddove non immaginavo, sulla via del lasciar andare, lasciar totalmente fare.

Non mi piacciono le etichette, ma so che alcune volte sono necessarie perché utili alla comprensione generale, ragion per cui ora individuerò questa apertura sotto il nome di Unschooling.

In tutti questi mesi, ho avuto l’onore di assistere allo sbocciare di passioni proprie,
interessi così profondi da suscitare ammirazione.

Per fare un esempio spicciolo, dovrò citare i dinosauri : un amore che dura da mesi e mesi e mesi (insomma dall’inizio del 2012).
Non ricordo come sia iniziato,
o forse, si : da un episodio di un cartone, nello specifico da una canzone

Ora, di canzoncine e argomenti è pieno il mondo,
questo per dire che l’unica “forza” in grado di farci interessare a qualcosa può provenire solo dall’interno e non dall’esterno.
Come documentato anche sul blog,
abbiamo avuto modo di coltivare e proseguire in queste scoperte dinosauresche grazie alla mostra Days of dinosaur che si è tenuta a Torino sino al 30 luglio.
Nel frattempo qualche libro e qualche modellino hanno animato la sua curiosità che ha continuato ad alimentarsi, crescere, lievitare…
Cosa abbiamo fatto noi genitori?
Cosa potevamo fare?
Penso di aver imparato una lezione importante, una lezione che già avevo interiorizzato ma che ha potuto espandersi grazie a queste occasioni di vita : non interferire, lasciar liberi di imparare ed appassionarsi da sé.
Abbiamo risposto e tuttora rispondiamo laddove ci viene richiesto (e i 3 anni, lo si sa, costituiscono sicuramente un periodo di crescita in cui le domande non scarseggiano), ma ci atteniamo a questi confini, senza arrogarci diritti che non ci competono.
Che bella iniezione di fiducia ci ha donato questo percorso, questo periodo, e pensare che ero così timorosa!
Il ciclo di lune ha anche incluso un percorso ostetrico che ha coinvolto tutta la famiglia,
sbloccando e predisponendo ogni membro verso l’apertura e il dialogo.
Provo profonda gratitudine, verso tutto, verso tutte le persone coinvolte, verso me stessa!
Ora non resta che lasciar fluire questi ultimi istanti prima di accogliere tra le braccia il nostro piccolo grande Hatha.

Qualcosa si è rotto

Mi è stato fatto presente che sono cambiata.

E’ vero, non l’avevo notato.

Il fluire del divenire ha subito un’accelerata in quest’ultimo periodo;
io, sulla macchina in corsa, faticavo e fatico tuttora a percepirne la velocità esterna.

Prima la scoperta, poi i malesseri comuni della gravidanza, poi una situazione percepita come freddo nell’anima, poi la consapevolezza di voler/dover fare spazio ad un nuovo equilibrio.

Qualcosa si è rotto.

Non è negativo, né positivo.

Semplicemente, qualcosa si è rotto.

E’ pura potenzialità, è tutto.

Ho faticato molto a trovare un equilibrio non votato all’esclusività.

Sono vissuta troppo a lungo in questo concetto, liberarsene, andare oltre, è catartico.

Un gran lavoro che è giunto il momento di affrontare, che chiama me e mi appartiene.

La mia paura era ancorata alla constatazione di una sorta di incapacità, di una non conoscenza legata all’agire per creare un legame tra l’universo (esterno, interno, relativamente assoluto) e me. Un Universo che è sempre esistito nella sua Essenza Assoluta, ma che io ancora non avevo contemplato (insieme ad un’infinità di altre sfumature)

Dualità, triade, cerchio sono sinonimi che rifiutavo, anzi, non vedevo come tali.

Nemmeno ora so come agire,
ma seguo il passo dell’apertura.

Non è facile. Me ne sono resa conto.
Alcuni rapporti è come se si fossero incrinati, allontanati, un po’ feriti, seppur in attesa di un nuovo congiungimento.

Sento questa Vita-in-grembo che si espande,
tendo l’anima ogni volta, affinché non sia il mio Io a parlare di/per lei,
ma Lei di se stessa.

Non è immediato.
L’ego parla troppo di sé. La paura si attacca ad appigli.

Tutto questo, però, ci fa vibrare, danzare, provare, agire..

Ed ecco che si aprono sempre più dilatati momenti di Noi. Due anime chiamate ad incrociarsi.

Sento te, Grande Meraviglia,
…sento te un po’ distante..sento noi un po’ feriti, destabilizzati…
Trascorro notti anche a pensare alla nostra individuale sostanza e e al percorso fatto finora mano per mano, ai momenti unici che abbiamo trascorso.

Tu, Tu, Tu mi hai mostrato l’immensità
Tu hai contribuito a guidare la mia anima allo stato attuale del suo percorso

Qualcosa si è rotto.

Lo so, non è negativo né positivo.

Vibra e basta. E’ l’attesa di agire insieme all’agire stesso.

So di dover lasciarmi andare, di dover sradicare ciò che si è ancorato in me da prima che ne prendessi coscienza.
So di dover lasciar andare i pensieri, le sensazioni, i concetti di unicità chiusa e rigida che ho dovuto (o forse voluto?) accogliere quale depositaria di un cammino non del tutto mio, il cammino di figlio.

E’ un nuovo ciclo di fiduciosa apertura.

Ho paura, ma non è staticità.

Prima delle notizie ansa

Premessa per il paziente lettore : post in divenire.
Tradotto :  voglio scrivere, so cosa voglio dire, ma si tratta di un minestrone talmente variegato che non so cosa ne uscirà!!

Or dunque. Rieccomi.

Mio marito mi prende in giro perché ultimamente ho assunto le esigenze prioritarie dei neonati : mangiare e dormire…soprattutto, nel mio caso, taaanto dormire, quando si può!

BGM vola verso i 3 anni (fra 11 giorni) e lo Splendore Intrauterino ha compiuto 16 settimane.

Da dove comincio..

Il piccolo Splendore [a scanso di equivoci,parlo al maschile, ma non conosciamo il sesso; al momento ho fatto solo un’unica ecografia, la prima a 9 settimane] è così dinamico!

Ho percepito i suoi primi movimenti internamente tra le 12 e le 13 settimane, mentre esternamente (per la gioia del papà) si sono fatti sentire 10 giorni fa, circa.

La comunicazione e la sua personalità sprizzano energicamente.

E’ presente, è parte attiva di Vita e della famiglia.

Anche in questo momento in cui i miei pensieri e le parole vibrano per la sua persona,
recettivo/a, si esprime.

La gravi-danza, dal mio particolare punto di vista, sta seguendo un percorso sereno, disteso, rispettoso dei tempi e degli spazi.

Gli esami e gli interventi esterni si limitano al necessario, anzi, al buon senso.

Di mio, il cuore sussulta di gioia e di incredulità : quanto amore!! Quanto amore in più!! Ne sono così commossa ed estasiata!!

Le forze (soprattutto interiori) stanno tornando e anche la sonnolenza sembra essere diminuita (nel senso che  sono in grado di resistere fino alle 22…ok, non sempre, ma quasi!!).

Anche BGM è assorbito da questa accoglienza.

Qualcuno potrebbe dire “è ovvio, mica abita sulla luna, si rende conto della gravidanza”

il che è verissimo,

ma questo pensiero vuole andare oltre : gliel’abbiamo fatto presente dopo la prima ecografia per poi lasciargli tutto il tempo per elaborare, analizzare, valutare, prendere le (vicine o lontane) distanze..in fondo i 9 mesi servono anche per l’elaborazione dell’accoglienza.

Per settimane non ha proferito parola, finché da un po’ di tempo a questa parte, si è incuriosito e ha iniziato ad indagare con domande specifiche.

L’ultima ha toccato aspetti più ampi :


“Come mai i maschi non hanno l’utero?”


“Quindi la mia pancia è vuota? Io non posso avere un bambino?”

Queste e altre tantissime domande piene di Perché? si susseguono quotidianamente, a volte ininterrottamente.

Con questa frase mi aggancio ad un pensiero successivo riguardante il blog :

con BGM ho fatto un percorso, un percorso pieno di sbagli ed imprecisioni che, però, non riesco a non marchiare di  positivo : nel qui ed ora noi siamo così grazie a questo percorso che non ha parametri di valore, è semplicemente nostro (in senso lato, individuale e di gruppo).

Molte di queste “imprecisioni” non si riproporranno, ormai elaborate.
Ce ne saranno delle altre certo, insieme a tantissime altre fondanti Costruzioni.

Essendo il blog un’estrinsecazione di tutto ciò (o meglio, della mia mente/percezione), non può che evolversi.

In soldoni, difficilmente riporterò post ordinati e elaborati come quelli scritti da bravissime blogger (che ammiro e leggo sempre volentieri);
per me sarebbe troppo difficile (e quindi forzato) parlare di attività precise, pianificate, documentabili per filo e per segno,
come dire, si vive il momento in cui ognuno dà il proprio.

Scrivo questo solo per mettere le mani avanti : poco ordine, molto caos bloggesco!

Questo percorso genitoriale mi ha aperto gli occhi anche su un dato che ha mutato completamente la mia prospettiva di vita :

Nessuno sa insegnare, pecca di tracotanza chi lo crede,
al contrario,
tutti sanno imparare (nel senso più lato e totalizzante del termine).

Già, finalmente l’ho capito…

In questo senso pensiamo di procedere nella vita nostra e familiare,

la direzione è questa perché al momento la vita ci ha portato a considerarla la più naturale ( = conforme a ciò che avviene in natura).

Sarebbe tempo di materna,
ma nessuno avverte questa esigenza che subentrerebbe come un corpo estraneo

Come madre, ho sentito anche la necessità di allontanarmi da filosofie pedagogiche preconfezionate (steineriana, montessoriana, feuersteiniano, etc, etc, etc) per lo stesso motivo di cui sopra : sarebbero input eterodeterminati perché né io né mio marito li sentiamo in noi (tenendo rispettosamente conto del fatto che tutto ciò che anche solo per un misero secondo ha sfiorato il nostro vivere, automaticamente entra in noi lasciando, almeno nell’inconscio, un segno che prima o poi emerge).

La voce sarcastica e dissacrante dentro di me

[con derisione nei miei stessi confronti..che boccaccia quella voce!!]

 mi sta suggerendo che quando ho aperto il blog (intorno ai 15 mesi di BGM) le mie considerazioni erano quasi agli antipodi di ciò che sto esponendo or ora!

Ok, quella boccaccia si sta allontanando [meno male], ma si sta ancora prendendo il tempo di dirmi “Chissà come la penserai di qui ad un anno”

Evviva la dinamicità della vita!! Evviva il panta rei!!

Ora, non so se qualche paziente lettore sarà riuscito ad arrivare a questo punto nella lettura


[se qualcuno c’è arrivato, deve sapere che ha tutta la mia gratitudine ed ammirazione!!]

ma mi sembra comunque doveroso tranquillizzare questo eventuale temerario avventore sul fatto che siamo giunti alla conclusione!!

La morale è questa : non ho ancora ben capito come aggiornerò il blog.
La soluzione più naturale ed immediata che mi balza per la mente è quella di lasciarlo come habitat dell’istantaneo.

Ultimamente sto usando fb in questo senso, ma chiaramente lascia a desiderare e non è sempre consono, tant’è che il 90% dei casi mi freno e non condivido.

Probabilmente si tratterà di post veloci (in stile ansa) che diranno poco o niente ad un esterno,
ma che appagheranno la mia gioia di poter “documentare” e smuovere la memoria di momenti unici, nel corso del tempo.

Buon fine settimana a tutti!

Ogni volta, ovunque e continuamente

Ogni volta che mi prendo cura di te,

il nostro vivere la quotidianità,

ogni volta in cui guardi e ti rivolgi a chiunque con la consapevolezza di chi si sente rispettato da se stesso e dall’ambiente in cui vive

ogni volta in cui travolgi il mondo con immensa ed umana dolcezza e dedizione,

mi avvolge una sensazione unica di panismo

ed è così che vedo concretamente davanti ai miei occhi

come ciò che ci doniamo in veste di madre e di figlio,

– e, ancor meglio, in veste di persone –

non rimane statico…..

lo vedo danzare nello spazio

e nel tempo,

nei figli

e nei figli dei tuoi figli

Mi piace cantare!

Un paio di giorni fa BGM ha ripreso in mano l’astuccio con le tessere del corso di musica,
non lo faceva da tempo.
Ha aperto, ha osservato,
si è seduto e ha iniziato a disporle secondo l’ordine di suo gradimento,
pronunciandone i nomi
e iniziando a ritmare con i legnetti…
Non è questo il dato che mi ha più coinvolta,
bensì la frase che con emozione ha pronunciato dopo
“Mi piace cantare*, è bello!”
Eravamo rimasti al “non mi piace cantare”
con il quale giustificava la sua assenza di interesse
e la sua contrarietà alla partecipazione al corso.
Non avevo dubbi.
Gli interessi vanno e vengono, altri rimangono per sempre, e poi, sono così individuali!
Da mamma avevo abbracciato il corso
per l’occasione in sé, senza pensare al futuro,
solo come un’opportunità di fare qualcosa (per ora insieme) di diverso e,
per la portata della musica, emozionalmente fondante.
Ferita e lesa la sua libertà di espressione e il suo modo d’essere,
aveva rifiutato il “pacchetto completo”
nonostante si trattasse di un ambito che da sempre l’ha coinvolto ed emozionato**   ***
Nella tranquillità e nel rispetto dei tempi,
ha ascoltato il suo essere e,
con istintiva consapevolezza, è andato a ricercare gli strumenti.
Tutto ciò mi ha riportato alla mente anche una lettura di questa estate che consiglio :

Ora, senza clamorosi voli pindarici, colgo l’occasione per :

– ricordare ai piemontesi (e non solo…: adoriamo i gemellaggi in forma di gita) il gruppo e il progetto home-tripping qui su blogger come calendario, qui su fb come gruppo di dialogo/confronto

– divulgare l’iniziativa di una splendida mamma calabrese : Il Primo Incontro sull’Homeschooling in Calabria   e il suo correlato evento su fb  . Il mio invito è quello di partecipare numerosi anche se non siete convintissimi sull’idea o sul futuro, informarsi è il primo passo per fare una scelta consapevole, qualsiasi essa sia  e, poi, è sempre bello incontrare e confrontarsi tra genitori, no?

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*talvolta usa il verbo “cantare” come inglobante di “suonare”
** ultimamente è interessato ai madrigali, ciò nonostante ricerca e
 letteralmente si commuove per le musiche che ha ascoltato in grembo e nei primi mesi di vita
come la Ninna Nanna di Brahms, “Libiamo….”de La Traviata, alcune arie del Rigoletto
*** il che poi è affar comune di ogni terrestre (uomo, animale, vegetale), tutto è musica, tutto vibra.
 La musica è parte di noi, forse è per questo che, a mia volta, sono un po’ restia ai corsi

Volo pindarico : Pédagogie ou Vie ?

Source : http://www.meuhmeuh-emois.com/article-pedagogie-noire-pedagogie-blanche-95961682-comments.html#anchorComment

Pour ma part, je crois profondément, intensément, que le bébé qui naît est un être neuf, vierge de toute volonté de manipulation, entièrement dépendant, pour sa survie, de notre volonté de l’accompagner, de le nourrir, de lui offrir sécurité affective et matérielle. La place du tout petit être humain est dans les bras de sa mère – ou de celle / celui qui lui en tient lieu -, parce qu’à terre, il meurt.

Per quel che mi riguarda, credo profondamente, intensamente, che il neonato è un Essere Nuovo, scevro da ogni volontà di manipolazione,
per la sua stessa sopravvivenza, interamente dipendente dalla nostra volontà di accompagnarlo, di nutrirlo di offrirgli sicurezza affettiva e materiale.
Il posto di ogni piccolo essere vivente è tra le braccia della sua mamma – o della persona che la sostituisce in questo percorso d’amore – a terra, è destinato a morire.
 
 
On CHOISIT d’être un parent potier ou un parent jardinier. L’important est d’avoir le choix, et de comprendre que la violence ordinaire est une violence inacceptable, et non une méthode éducative
 
Noi scegliamo di essere vasai o giardinieri, nel nostro percorso genitoriale. L’importante è operare la scelta e di comprendere che la violenza ordinaria è violenza, inaccettabile.
Non un metodo educativo.
 
 
En se réconciliant avec les besoins de l’enfant, dès sa naissance, on accepte de le considérer avec binveillance, et on peut envisager de fonder notre avenir sur l’ocytocyine, plutôt que sur l’adrénaline, sur la coopération, plutôt sur la compétition, sur la collaboration, plutôt que sur la guerre et la conquête.

Mettendoci in sintonia con i bisogni del bambino a partire dalla sua nascita (anzi dal suo concepimento, n.d.a.), si accetta di girare la chiave per dischiudere la porta della benevolenza e fondare così il nostro avvenire sull’ossitocina, al posto dell’adrenalina, sulla coopertazione, al posto della competizione, sulla collaborazione, al posto della guerra e della conquista.

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Il s’agit de pièces d’un article,
une réflexion authentique que je voudrais partager
article complet

Si tratta di spezzoni presi da un articolo,
una riflessione verace che non ho potuto fare a meno di convidire
l’articolo completo si trova qui

Legge dell’attrazione, homeschooling, vita sostenibile

Non ho mai dubitato dell’esistenza della legge dell’attrazione,
anzi, credo che l’ammissione di una ed una sola legge a regola e misura delle dinamiche umane,
debba ricadere proprio su questa.

Non riesco a fare grandi progetti per il futuro,
sia perchè il presente è già così ricco,
sia perchè il futuro è quel-che-sarà e, in quanto tale, in divenire

seguo obiettivi, aspirazioni, sogni
e ci lavoro anche non-lavorandoci, credendoci e interiorizzandoli.

In questo cammino votato alla decrescita ed una vita che contempla e tuteli l’ “apprendimento naturale”,

ho avuto il grande onore di incontrare persone che hanno messo su un progetto,

che lo stanno portando avanti

e che hanno permesso la mia partecipazione in tutto ciò (gratitudine infinita)

si tratta di  Silvia e Cristina

ma non solo, si tratta di tutti coloro (presenti e in arrivo, le porte sono sempre aperte e le braccia ancor di più) che si stanno unendo al progetto home-tripping

Di che cosa si tratta?

Diciamo che nasce come un grande cuore che palpita, pronto a rendere vitale ogni spunto che gli si colleghi.

L’idea stilizzata è quella di offrire a tutte le famiglie filo-homeschooling della zona, occasioni ed esperienze ludiche, didattiche, di condivisione e di confronto,

cogliendo le risorse del territorio.

Ho usato di proposito il termine “stilizzata” perchè, come si può comprendere, le esperienze non sono fine se stesse, ci si lascia trasportare dalla vita e dalle occasioni,

ragion per cui,

bollono in pentola già un congruo numero di progetti , di laboratori e di opportunità votati

all’autoproduzione, all’auto-aiuto, alla sostenibilità

e all’homeschooling chiaramente!

Per informazioni in più