Montessori: La Squadratura del foglio

Un bambino che ha avuto modo di prepararsi pragmaticamente

allo studio differenziale delle forme in una fase pre-elementare

(per esempio tramite un materiale come gli incastri geometrici)

è pronto a fare un passaggio ulteriore.

 

Nello specifico, si tratta delle studio della costruzione geometrica lineare, col rilievo decorativo (linee, angoli, …)

 

Questo passaggio trasporta ad un livello ulteriore, più astratto,

che unisce la parola alla definizione e alla realizzazione.

L’attenzione è rivolta al piano: un foglio da disegno.

 

In questo modo, si offrono

strumenti e nozioni ampie, ma anche intuitive ,

quelle che solo l’esperienza ha potuto far maturare.

 

La definizione nasce dopo la conoscenza e la pratica, non il contrario.

Il lavoro diventa un’attitudine naturale, un’evoluzione spontanea.

La tecnica non esclude il lato artistico, anzi vi si unisce!

 

I primi strumenti di lavoro sono il righello, la squadra e il compasso.

materiale per squadratura

 

Con il righello messo in diagonale collocato sull’angolo del foglio

si disegnano le due linee che si intersecano nel punto centrale

(ed ecco qui la nozione di “angolo” di cui il bambino ha già preso consapevolezza)

squadratura 3

 

Dopo di che si punta il compasso nel punto centrale e si tracciano quattro punti equidistanti.

 

Col righello di uniscono i quattro punti, ottenendo la squadratura del foglio.

squadratura 4

 

La decorazione della squadratura è un’altra applicazione spontanea.

E’ una presa di posizione che parla della viva immaginazione creativa.

squadratura 5

 

Il bambino facendo pratica e affiancando precisione e creatività,

continua a rimanere immerso nella conoscenza

(un passo in avanti rispetto alle basi acquisite e rampa di lancio per interiorizzazioni future).

 

Angoli, linee parallele, linee intersecanti, linee convergenti e divergenti:

tutto si unisce e trova un suo posto.

 

 

Per aiutare un bambino,

dobbiamo fornirgli un ambiente

che gli consenta di svilupparsi liberamente.

M. Montessori

Incastri geometrici Montessori

Si tratta di uno dei primi materiali montessoriani ideali per recepire una rappresentazione sensoriale delle forme geometriche.

Gli incastri geometrici contribuiscono a sviluppare la percezione visiva e tattile delle forme bidimensionali.

A lungo termine, l’esercizio dona un apporto utile per affinare la mano e accompagnare il lavoro interiore e fisico del bambino verso la scrittura e l’acquisizione di una familiarità visiva e muscolare.

Allo stesso modo, contribuisce indirettamente a stimolare il ragionamento logico-matematico

sia attraverso l’osservazione e la discriminazione di natura motoria,

che tramite l’interiorizzazione dei nomi e delle caratteristiche delle forme.

Le piastrelle sono mobili e ogni forma può essere collocata esattamente solo nella sua cornice:

l’attività veicola una comparazione continua tra le forme e un controllo materiale sulle identità e sulle differenze.

I soli elementi congruenti sono  la linea di contorno della piastrella e dell’incavo che deve riceverla.

L’unico elemento fisso e uguale è la cornice,  sempre con lo stesso contorno: un quadrato.

L’attività del bambino è perfettamente descritta dalla Montessori in Psicogeometria

Attività complessa, che è inseme quella della mano che sposta, dell’occhio che riconosce, della mente che giudica;

e un elemento astratto già comincia ad apparire come fulcro di tutta l’azione: è quel contorno comune, quella identità che consiste in oggetti diversi e opposti”.

Nel tentativo di inserire la piastrella il bambino può essere invogliato a girare e rigirare la cornice, arrivando indirettamente a affinare la discriminazione delle particolarità  “in lui si svolge qualcosa che entra a far parte della sua vita mentale: è un senso geometrico che si immedesima col suo organismo psichico in via di attiva creazione[M. Montessori]

geometric 5

 

Le attività sono affini e variegate.

Possiamo invitare il bambino a seguire ad occhi  aperti o ad occhi chiusi la sagoma dell’incavo della cornice e il contorno della piastrella: questo movimento dà un’idea motrice.

geometric 2

Si possono proporre le forme per contrasto (es. un triangolo e un cerchio)

o per analogia, per esempio:

Presentazione 1: ellisse, ovale, triangolo curvilineo e quadrifoglio.

geometric 3

Presentazione 2: triangolo equilatero, triangolo rettangolo isoscele, triangolo isoscele ottusangolo, triangolo isoscele acutangolo e gli scaleni.

Presentazione 3: rombo, parallelogramma, trapezio, forma trapezoidale.

Presentazione 4: cerchi di varie dimensioni

Presentazione 5: pentagono, esagono, ettagono, ottagono, ennagono, decagono.

Presentazione 6: quadrato e rettangolo.

geometric

 

Questo tipo di materiale permette il controllo dell’errore (principio indispensabile per l’autonomia).

 

Un’attività affine ed ulteriore prevede di tracciare la sagoma con una matita, seguendo il contorno interno della cornice per poi collocare la figura geometrica su di essa.

geometric 4

L’impegno che nasce dà vita ad attitudini della mente, un elemento che va ben oltre il mero apprendimento logico.

 

Prendersi cura di questi aspetti in un’età sensibile significa contribuire allo sviluppo di attitudini che predispongono a comprendere. Significa gettare preziosi semi di interesse.

geometric 6

 

 

Il bambino è per eccellenza

un esploratore sempre in moto.

Egli però non assume a caso le immagini

di cui ha bisogno:

anzi si dirige verso scopi 

determinati e precisi,

con una forza di volontà che 

basta per sé sola a rivelarci dei bisogni vitali.

M. Montessori

Scopro con/sul Geomag

G e o m a g
esiste ancora in commercio??
Mi auguro di si!

Il nostro geomag è frutto dell’acquisto al vide grenier di cui avevo parlato
Non sono passati tantissimi mesi (7-8), ma è un arco immenso rapportato all’infanzia.
Allora, l’avevo messo via quasi subito,
in fondo veniva considerato solo per scagliare le biglie qua e là,
seguendo il tipico approccio confusionario e annoiato di chi, in sostanza, non sa cosa farsene di quell’oggetto.
Tolto, archiviato. Punto.
Un mesetto fa, ha rifatto capolino.
Senza esitazioni o perplessità,
ha assunto un suo proprio impiego tra le mani e l’invettiva.
Tra l’attrazione magnetica e la versatilità di forme,
è diventato compagno e rappresentante di svariate fattispecie.
Mi è capitato di vederlo aggirarsi in veste di recinto-casa
“è chiuso, aspetta, adesso entra lui”
“il cane è dentro, il gatto nooo, adesso è fuori”
o anche in funzione di lunga bacchetta magica 
“ooooh cade, è troppo lunga, guarda mammina”
o, ancora, in una miriade di varianti
ora articolate (chiuse, aperte, tridimensionali,..)
ora più semplici 
….e poi chi l’ha detto che la geometria e/o la fisica,
sono affar di teorici o di libri o di individui di una certa età o di insegnamenti mirati? 
– Prima di pubblicare, ho fato un giro in rete e ho scoperto, non solo che il geomag è tranquillamente in commercio, ma anche che la sua produzione era iniziata in Italia, in Sardegna (dal 2003 in Svizzera).
 Su youtube ho trovato qusti video (ma ce ne sono molti altri) :
e già mi pregusto queste e altre creazioni,
in questo caso, mie e del papà…come ho detto prima, non esiste l’età adatta a… –

Circolare lo scorrere, dinamica l’inventiva….Tappi

Un altro materiale poveramente ricco per il quale chiedo contributo al vicinato,
è costituito dai tappi.
Le opportunità offerte sono infinite, illimitate, sopratutto se giostrate dalle mani della Pura Volontà.
Ecco, quindi, che fa comparsa il contenitore colmo.
Un gridolino lo accoglie
sbam     il tonfo del recipiente
tadadadan       lo scorrere degli elementi
 

La loro natura imperfetta rende onore e ben si adatta a ricreare ogni realtà, ogni interesse contingente.

Si trasformano in elicotteri, rane, grilli.

Possono ricreare il moto circolare,

e con esso piccole scorrevoli rotondità – un tributo ad una figura cara ed onnipresente nell’infanzia –

Il che, oltretutto, diventa ulteriormente accattivante se vi si uniscono altri ingredienti come il

“Hai visto sta in piedi, mamma! Oh nooo, è caduto, prova tu”

o ancora,

come una base di colori primari [tempera] per creare vortici, percorsi e arcobaleni.

La passione, poi, per le torri e la minuziosità della ricerca dell’equilibrio hanno trovato appagamento, a loro volta.

Torri, torrette, torrine  (per ripetere la sequenza di parole proposta da BGM)

svettavano ovunque in quella porzione di pavimento

pitttt

un crollo e una ridente riproposizione onomatopeica

pitt tac

un altro crollo, ancora

ricostruzione in corso

patatadan

l’epilogo finale, deus ex machina

la palla ha lanciato in aria o fatto rotolare tutti i mattoncini di queste costruzioni,

Quella stessa porzione di pavimento è diventato un campo fiorito, ovunque i colori

Arte…bi o tridimensionale?

Il cavalletto, la tavolozza, colori primari che si fondono, un supporto su cui imprimere
Scene gustate altre volte ma che ogni volta riservano un aroma in più
Partendo da questa opera

siamo giunti a questa

come ho già scritto, BGM sta imparando a usare compiutamente le forbici (“da adulti”), spesso si ingegna in questa attività e questi sono alcuni dei suoi ritagli (trapezio escluso perchè tagliato insieme)

Con questa base di azione, con contorno/aiuto di macchinine, abbiamo strizzato l’occhio alla differenza tra  figure piane e forme

Guardate, invece, che magnifico lavoro strutturato
è stato eseguitqui
[blog Chesterbrook Academy Elementary school]
con tanto di rimando a Miro 
 

Esubero di bottoni? Geopiano!

Uniamoli!!
A cosa serve?
Basta darlo in mano alla Creatività,
non c’è bisogno d’aggiungere altro!
Il geopiano si declina a seconda delle esigenze e dell’età.
Per esempio, con un elastico si possono creare forme e disegni,
identificare le quantità *chiuse nel recinto*
e affinare la logica e la motricità fine
Permette anche lo studio (prodromico e non) della geometria piana

Forme geometriche, varianti_semplicità domestica

I giochi preconfenzionati in cui sinora mi sono imbattuta non mi hanno soddisfatto;
a mio avviso, creano non poca confusione : quadrati che entrano nei cerchi, sagome (ovviamente bidimensionali) che cozzano con la forma tridimensionale, impossibilità di autocorrezione …
in una sola parola, confusione!

L’approccio alle forme è stato sinora molto spontaneo; non c’è bisogno di trincerarsi in fuorvianti, artificiosi e costosi strumenti, meglio assaporare ciò che la natura o la vita domestica offre gratuitamente e in un formato più appropriato!

Seguire le sagome con le dita, maneggiare/toccare/vedere quadrati, cubi, triangoli e coni, etc (ossia scatole, hula hoop, libri, coni da calcio, porte, finestre etc) , plasmarli (pasta e sale) o ancora inserirli nel modo più naturale nei dialoghi e nelle osservazioni comuni.

Ciò che più amo, poi, è vedere come gli oggetti/le forme prendano vita nuova grazie a BGM

Queste sono 4 sagome tracciate con il nastro di carta : il quadrato e il triangolo piccolo si prestano bene a lasciarsi “vivere” specialmente con il tatto (seguendo con il dito il contorno); quelle più grandi si prestano a tutto ciò che la fantasia suggerisce

In queste foto si vede solo la variante con le macchinine, : un percorso da seguire e seguire all’infinito!
Non ho scattato altre foto per non disturbare, l’area del quadrato si è trasformata in una pista per girare e girare in tondo in una sorta di danza, quella del triangolo è stata testata : riuscirà BGM ha stare seduto all’interno senza che i piedini o altre parti del corpo fuoriescano?

E’ corroborante essere il principale e silente spettatore di questi moti interiori, ti trasporta.. è una scarica di endorfine!

Queste sagome rimarranno lì a sua disposizione sino alla rotazione