I Polmoni delle Nuvole_ Tumultuosità e lentezza

Ieri pomeriggio, col temporale di sottofondo

BGM : “Senti che rumore i polmoni delle nuvole”

Una teoria tutta sua, un’espressione che non può non commuovere ed interessare la mamma di turno.

Un temporale che ha sicuramente ostacolato l’idea di un rinfrescante bagno in piscina,
ma che ha offerto la possibilità di un campeggio in cortile,
con tanto di musica e letture.

In particolare, partendo dalla ritmicità dei legnetti, BGM ha creato una lunga (ma che dico, lunghissima, interminabile) sequenza di canzoni sulla base delle parole del materiale Suzuki.

Senza contare le avventure narrate mediante il supporto delle carte Più e Meno.
A tal proposito, mi sono meravigliata (sempre la solita meraviglia materna) di come si sia modificato il suo approccio, in concreto, le sue storie. Da strenna natalizia raccontata da mamma, a materiale per i primi approcci descrittivi a vera storia narrata con tanto di trama (quella di ieri parlava del furgone che lasciava pacchi pieni di sorprese per lo stesso narratore..una sorta di autobiografia, insomma 🙂 )

Il temporale, tra l’altro, un po’ ci stava : tumultuosità a fronte di lentezza (la nostra), dopo uno splendido, ma più articolato, fine settimana al mare in Francia.

Spiaggia, mare, sole, avventure, dialoghi francesi, nuovi traguardi motori (la prima partita a “pallavolo” con la gioia negli occhi di BGM nel vedere i progressi del proprio coordinamento mano-occhio)  e anche (causalità delle casualità) il primo dei due vide grenier [- il prossimo, per chi interessato, domenica 24 giugno -]

Con 6,5 € abbiamo acquistato 6 libri  (3 dei quali scelti da BGM per Le P’tit Lion), una palla da rugby tanto sognata dal cucciolo, una salopette (adorabile) per il piccolo uragano e un coccodrillo di plastica che ha attirato l’attenzione del piccolo koala per i denti asportabili.

E’ stato un soggiorno assolutamente distensivo e rigenerante, per quanto intenso.

Ho potuto anche godere di momenti unici ed esclusivi con il piccolo germoglio di vita!

Le mattinate in spiaggia e quella sorta di solitudine compagnona che regala il mare quando ti immergi nelle sue acque, hanno fatto da sottofondo ai nostri dialoghi e giochi.

Un banco di pesciolini è venuto a salutarci e tu, P’tit Lion, hai risposto con i tuoi movimenti.
Immersa nell’acqua fino alla base della tua culla, con gli occhi chiusi e le mani a contatto con il mare, ho pensato a noi, a te.
Ho sentito la nostra vicinanza volgersi oltre la sintonia, quasi fondersi.
Tu immerso nel liquido caldo e accogliente, io nell’immensità del mare.
Entrambi attenti all’ascolto l’uno dell’altro, spalmandoci fortemente dei nostri percorsi di vita.

Stai sentendo quanto ti sto pensando intensamente, vero?

Sei sveglio e in movimento, in questo preciso istante;
adoro sentirti, adoro sentirti vivere!

Ritorno alla nostra vacanzina (spirituale)

[- sono una pasticciona amante dei flashback, dei voli pindarici e di consecutio temporum et generi di dubbia validità, lo so -]


conservo prolificamente uno splendido ricordo e l’ancor più travolgente sensazione di quando quella medesima acqua è diventata veicolo di un altro dialogo, più ludico, direi.

Seduta quasi a riva, ho potuto ammirare e gioire delle percezioni che l’acqua ci dava.

Facendola scorrere dolcemente su un lato del grembo, questa piccola cascata sensoriale ci ha offerto la possibilità di interagire ulteriormente (laddove l’acqua scorreva, tu prontamente rispondevi).

In questo riposo, mi sono immersa nella lettura di Pirandello : “Uno, nessuno, centomila”.
Tutto questo lo definirei, intenso, piacevole, vitalico.

Man mano che seguitavo nella lettura e nelle riflessioni che nascevano, sentivo il mio corpo lavorare con distensione, sentivo il tuo in ascolto (per quanto impegnato nei tuoi personali interessi), ho sentito i messaggi recepiti vibrare nei nostri corpi.

Che voglia di immagini, pensieri, colori…che appagamento nel sentire soddisfatte naturalmente, istintivamente, queste voglie.

Oggi la giornata si preannuncia soleggiata, dinamica.

Ho appena scoperto la nascita di un nuovo gruppo su fb legato all’iniziativa Schoolmommies de La scuola in Soffitta

e, anche se non ce n’è bisogno a livello di notorietà, non riesco a non condividere un post in cui mi riconosco (non per l’esperienza di vissuto, ma per il pensiero di base) e la cui lettura mi ha molto emozionata : http://www.mammadifretta.com/2012/06/la-cultura-non-si-impara-tra-i-banchi.html

Buon martedì!

Love of learning : Learning by playing

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Questa volta il tema dell’iniziativa Love of Learning è Learning by playing
….imparare giocando…
Se non ho buttato giù prima questo post è per le difficoltà che mi riserva.
Non so bene inquadrarlo nel nostro vissuto.
A dire il vero, non ho nemmeno ancor ben capito come si debba intendere il concetto di “giocare”, intendo in generale (non in riferimento a questa bella iniziativa)
Lo sento per lo più attribuire a situazioni o comportamenti sottovalutati o a contesti più o meno duraturi, ma comunque limitati, finiti e contrapposti ad altre situazioni (mi viene in mente “prima il dovere e poi il piacere”)
e questo mi stona parecchio.
Quest’estate ho letto un libro di Wolf Sugata Schneider
nel quale, tra i vari argomenti, si parla anche di “gioco cosmico”,
in esso scrive :
Una delle prime parole pronunciate da mia figlia è stata “ioco”.
“Mamma” è stata la prima, poi è venuta la volta di “palla” (“alla”) e quindi di “ioco”.
Dopo il nutrimento e la mamma, il gioco è infatti la cosa più importante nella vita.
[…….]
Alcune [regole] sono certo più durature di altre e prevedono sanzioni [di vita] più severe a fronte di un’infrazione, ma in fin dei conti sempre di regole del gioco si tratta :
maniere che verranno trasformate, ruoli che possono essere assegnati nuovamente, identità che non devono restare immutabili. La vita è un grande “ioco”.
Ora, chiunque potrebbe obiettare:
….si, bello, ma che c’entra?
Risposta : C’entra nel senso che pensare che si possa apprendere in modo giocoso mi invita a pensare che ci sia un insieme “Non-A” che contenga la possibilità di imparare, conoscere e scoprire in un modo negativo.
Quest’ultima ipotesi è reale e concreta,
ma, nella mia ottica, non dovrebbe esser associata
ai succitati termini
(in fondo ogni lingua contiene così tante parole da poter sopperire argutamente a questa divergenza sostanziale).
Detto questo,
perdonate la digressione.
Vengo al punto.
Il (quasi) treenne di casa
non è scolarizzato (da nido o materna) e si prevede che non debba imbattersi in lezioni estermporanee* imposte finchè non sarà lui a chiedere di voler tentare questa esperienza di vita,
di conseguenza, potrei dire che il suo gioco (di vita) è onnipresente
(come atteggiamento)
la passione e l’interesse (siano essi suoi o degli ambienti frequentati) fanno da padrone.
Ho deciso, quindi, di riunire in un piccolo e non esaustivo elenco, le annotazioni presenti nel blog che possono rientrare nell’argmento.
Per la scelta ho deciso di seguire un filtro personale : nella lista ho inserito quei post animati da uno spirito di stupore da parte dell’osservatore (la sottoscritta) e di ammirazione per il processo libero e autodeterminato che ha veicolato la nascita della situazione descritta.
Un sincero Grazie! a Palmy
per l’iniziativa

Mi piace cantare!

Un paio di giorni fa BGM ha ripreso in mano l’astuccio con le tessere del corso di musica,
non lo faceva da tempo.
Ha aperto, ha osservato,
si è seduto e ha iniziato a disporle secondo l’ordine di suo gradimento,
pronunciandone i nomi
e iniziando a ritmare con i legnetti…
Non è questo il dato che mi ha più coinvolta,
bensì la frase che con emozione ha pronunciato dopo
“Mi piace cantare*, è bello!”
Eravamo rimasti al “non mi piace cantare”
con il quale giustificava la sua assenza di interesse
e la sua contrarietà alla partecipazione al corso.
Non avevo dubbi.
Gli interessi vanno e vengono, altri rimangono per sempre, e poi, sono così individuali!
Da mamma avevo abbracciato il corso
per l’occasione in sé, senza pensare al futuro,
solo come un’opportunità di fare qualcosa (per ora insieme) di diverso e,
per la portata della musica, emozionalmente fondante.
Ferita e lesa la sua libertà di espressione e il suo modo d’essere,
aveva rifiutato il “pacchetto completo”
nonostante si trattasse di un ambito che da sempre l’ha coinvolto ed emozionato**   ***
Nella tranquillità e nel rispetto dei tempi,
ha ascoltato il suo essere e,
con istintiva consapevolezza, è andato a ricercare gli strumenti.
Tutto ciò mi ha riportato alla mente anche una lettura di questa estate che consiglio :

Ora, senza clamorosi voli pindarici, colgo l’occasione per :

– ricordare ai piemontesi (e non solo…: adoriamo i gemellaggi in forma di gita) il gruppo e il progetto home-tripping qui su blogger come calendario, qui su fb come gruppo di dialogo/confronto

– divulgare l’iniziativa di una splendida mamma calabrese : Il Primo Incontro sull’Homeschooling in Calabria   e il suo correlato evento su fb  . Il mio invito è quello di partecipare numerosi anche se non siete convintissimi sull’idea o sul futuro, informarsi è il primo passo per fare una scelta consapevole, qualsiasi essa sia  e, poi, è sempre bello incontrare e confrontarsi tra genitori, no?

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*talvolta usa il verbo “cantare” come inglobante di “suonare”
** ultimamente è interessato ai madrigali, ciò nonostante ricerca e
 letteralmente si commuove per le musiche che ha ascoltato in grembo e nei primi mesi di vita
come la Ninna Nanna di Brahms, “Libiamo….”de La Traviata, alcune arie del Rigoletto
*** il che poi è affar comune di ogni terrestre (uomo, animale, vegetale), tutto è musica, tutto vibra.
 La musica è parte di noi, forse è per questo che, a mia volta, sono un po’ restia ai corsi

Legge dell’attrazione, homeschooling, vita sostenibile

Non ho mai dubitato dell’esistenza della legge dell’attrazione,
anzi, credo che l’ammissione di una ed una sola legge a regola e misura delle dinamiche umane,
debba ricadere proprio su questa.

Non riesco a fare grandi progetti per il futuro,
sia perchè il presente è già così ricco,
sia perchè il futuro è quel-che-sarà e, in quanto tale, in divenire

seguo obiettivi, aspirazioni, sogni
e ci lavoro anche non-lavorandoci, credendoci e interiorizzandoli.

In questo cammino votato alla decrescita ed una vita che contempla e tuteli l’ “apprendimento naturale”,

ho avuto il grande onore di incontrare persone che hanno messo su un progetto,

che lo stanno portando avanti

e che hanno permesso la mia partecipazione in tutto ciò (gratitudine infinita)

si tratta di  Silvia e Cristina

ma non solo, si tratta di tutti coloro (presenti e in arrivo, le porte sono sempre aperte e le braccia ancor di più) che si stanno unendo al progetto home-tripping

Di che cosa si tratta?

Diciamo che nasce come un grande cuore che palpita, pronto a rendere vitale ogni spunto che gli si colleghi.

L’idea stilizzata è quella di offrire a tutte le famiglie filo-homeschooling della zona, occasioni ed esperienze ludiche, didattiche, di condivisione e di confronto,

cogliendo le risorse del territorio.

Ho usato di proposito il termine “stilizzata” perchè, come si può comprendere, le esperienze non sono fine se stesse, ci si lascia trasportare dalla vita e dalle occasioni,

ragion per cui,

bollono in pentola già un congruo numero di progetti , di laboratori e di opportunità votati

all’autoproduzione, all’auto-aiuto, alla sostenibilità

e all’homeschooling chiaramente!

Per informazioni in più

La nostra stanzina

Questa è la stanzina in cui ci rifugiamo quando non è possibile o non abbiamo voglia di uscire

Lo spazio è minimo,  è necessario spesso ricrearlo per andare al passo con la crescita (non abbiamo margini di evasione : ci sta solo ciò che interessa)

Questo è il tavolino di scrittura/disegno (anche se il piano preferito è il pavimento.. molto più spazioso e a contatto con la terra)

Il portacolori è estremamente funzionale e a costo zero e contiene pastelli, pastelli a cera, pennarelli e carboncini

anime dei rotoli di carta fissate con colla a caldo su cartoncino ondulato
Il mobile (Ikea) soggetto a reiterata rotazione

Parte delle “opere” affisse

“Le tre grazie” Raffaello_ “La Libellula” di Toti Scialoja con figure

La lavagna

L’area di uno dei vari percorsi macchine fatto mesi fa, il primissimo lavoro di gruppo

Altra area con libri e materiali vari (allacciature, affisioni)

Una cosa che da tempo non mancano sono i tappeti(ni) [vedasi anche immagine mobile ikea, è ripiegato in un cassetto], BGM si trova a suo agio delimitando il suo spazio operativo, spesso sconfina ma mantendolo sempre come punto saldo di riferimento

Zona con mappamondo, puzzle e materiali di natura geografica/visivo spaziale (nei cassettini)

Visione (quasi)totale

Mi piace l’idea di imprimere queste immagini
proprio ora che siamo in procinto
(lontano procinto, è più corretto) di trasferirci.
Mi è utile anche per organizzare mentalmente
la disposizione della nuova cameretta

Rimando : "Come creare una scuola familiare: Cosa vuoi dalla vita?"

Mi permetto di condividere l’articolo postato nel blog linkato qui sotto

Il blog, anche se agli inizi, è colmo di risorse e spunti

Mi permetto, come persona conscia dei proprio limiti, di citare direttamente l’articolo innalzando le parole pubblicate a portavoce anche dei miei personali pensieri (e, sono sicura, di quelli di molte altre persone)

Ringrazio di cuore papà Domenico (se mai leggerà)

Buona lettura :

Come creare una scuola familiare: Cosa vuoi dalla vita?: “A scuola si riempie la testa con nozioni di cui nessuno avra’ bisogno.Uhm…siccome sospetto che una parte non so quanto consistente non abb…”

Di scatole disponendo

Aria fresca di primavera unita a svendita di scatole montabili e contenitori = rivoluzione ed ordine in casa!

Ho acquistato 16 scatole di diversa fantasia per rendere lo spazio adeguatamente a portata di BGM.
Intorno alla fine del 2012 (non prima) dovremmo entrare nella nuova casa, la quale sarà mooolto più spaziosa… ora siamo allo stretto e possiamo modificare ben poco, per noi va bene così, è il nostro primo nido ma indubbiamente per un bambino ci sono delle scomodità (mensole alte, poche aree accessibili). Già in occasione del suo primo compleanno avevamo dirottato le proposte di regali voluminosi ed ingrombranti (oserei dire molesti) sull’acquisto di due fantastici mobili ikea in pieno stile montessori

Tuttavia, a conti fatti non sono sufficienti, non riescono a tenere il passo delle scoperte e dei lavoretti del piccolo koala.

Da queste considerazioni, il suddetto risultato volta a ricoprire la funzionale suddivisione tra :

  • libri
  • leggere e scrivere
  • disegno, coloro, arte
  • modellare
  • matematica e logica
  • motricità e sensoriale
  • geografia
  • cultura generale
  • io esploro
  • le mie creazioni
  • palloni
  • bambole
  • cd
  • dvd
  • puzzle
  • memory e giochi affini

Siamo ancora nella fase di cernita e allocazione il che aiuta a rispolverare tutto il materiale archiviato e ancora riccamente da sfruttare!

Si sa, le scatole e i bambini sono un’accoppiata vincente! Coup de foudre!
Sono molto soddisfatta del suo riscontro positivo (oltre che del ben arrivato ordine in casa!).

La scatola (la più grossa) contenente i libri – le enciclopedie per ora rimarranno sulle mensole, sarà quindi necessario il mio intervento.. sarebbero comunque troppo pesanti per la sua gestione autonoma – mi ha ispirata : oltre alla presenza del nominativo e dell’immagine per una questione di qualificazione, offre lo spazio a “Il libro del giorno”.

Il libro di oggi è

Il piccolo koala ha voluto leggerlo 3 volte prima del pranzo, stasera gli farò anche sentire il cd audio della canzone omonima (allegato al libro)

Nel frattempo mi sto mobilitando per l’acquisto del libro Le Puzzle de Kikou – conosciuto grazie a Letizia – in vista del suo compleanno (mancano ancora 2 mesi ma mi muovo sempre per tempo per sfruttare occasioni e comparare prezzi e qualità)

In cucina, le sue risorse

Spesso mi soffermo a pensare a quanto siano preziosi i momenti condivisi :
la famiglia può dare (come, purtroppo, togliere) molto.
Tempo fa mi sono vista (si, proprio in terza persona) cercare a destra e manca corsi per lui ma soprattutto per me, per poter imparare da altri ciò che in realtà sapevo già fare, non per particolari doti ma per l’innato istinto di mamma.

Ho bloccato tutto. Ora ci pensa la famiglia superando il blocco di lacune che credeva di avere

e così, abbiamo scoperto che nei semplici gesti quotidiani si può fare e dare molto.

Due foto soltanto, due scatti, presi da un momento racchiudono in sé un significato pregnante, testimoni di momenti unici e preziosi :

Dietro queste due immagini c’ è un piccolo mondo :
un bimbo che con gioia si concentra sui travasi, contando, sistemando, imparando a distinguere le verdure, i colori, la consistenza..
ci sono una mamma (anche se non si vede) e un bambino che colgono l’occasione per fare un tuffo anche nel suono poetico di altre lingue (nel caso di specie, l’inglese – ma ormai saprete quanto adori il francese -)
C’è un piccolo koala che aiuta e assapora le gioie della cucina, della collaborazione e del mangiare bene e sano.

Sono semplici e comuni scatti ma sono i testimoni di un momento prezioso ed edificante, affettivamente e emotivamente

Perdonate l’eccessiva enfasi poetica, saranno le festività?!