Viti e Bulloni: Pannello Attività Montessori

Vi presento un’attività montessoriana facilmente realizzabile in casa (DIY).

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Si tratta dell’attività di avvitamento – svitamento,

un utile lavoro per sviluppare la motricità fine e non solo.

L’approccio a questo materiale di vita pratica contribuisce ad allenare i muscoli che accompagnano l’atto dello scrivere;

dal punto di vista logico-matematico, poi, affina la capacità di differenziazione e quella atta a  sviluppare la capacità di fare previsioni (indispensabile nel metodo scientifico).

Tramite il coordinazione occhio-mano si ha  modo di notare e percepire le differenze: il bambino è indirizzato indirettamente ad acuire la sua capacità di osservazione dei dettagli (aspetto che è alla base di ogni attività).

 

La realizzazione del materiale è davvero semplice:

– una scatola (es. delle scarpe)

– colori per dipingere la scatola

– viti e bulloni di varie dimensioni

– forbici per forare

[Una versione più articolata può prevedere anche l’aggiunta di rondelle]

 

La creazione è molta intuitiva: si fora la scatola e si inseriscono le viti a distanza lineare. Infine si pensa all’estetica della scatola (non è importante che sia un’opera d’arte, si tratta di ordine estetico-cromatico, tutto qua).

I bulloni possono esser tenuti in una scatolina a sé o direttamente avvitati alle loro viti.

 

Presentazione:

Mostriamo il materiale e chiediamo al bambino ciò che nota (tipo di materiale, differenze, misure, utilizzo), stimoliamo la creazione di predizioni e sottolineiamo  le parole “viti” e “bulloni”.

Dimostriamo quindi come avvitare e svitare e riponiamo tutto il materiale in ordine, lasciando che il bambino vi si approcci e lo scopra con i suoi ritmi e i suoi tempi.

 

Una variante (che lo rende adatto a varie fasce d’età) prevede di invertire l’azione della mano, consentendo la relazione percettiva sulla mano non dominante.

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Un punto importante riguarda la disponibilità dei materiali.

Una volta conosciuti, è fondamentale lasciare che il bambino sappia dove ritrovare lo strumento e dove rimetterlo a posto.

 

  L’attività interiore

è il capolavoro della natura creatrice

– e noi non possiamo intervenire direttamente in esso.

Siccome però la mente si costruisce a mezzo di una continua attività

che è centrale (la mente) e periferica (i sensi, il movimento),

possiamo assistere dall’esterno al suo lavorio.

M. Montessori

 

 

 

Incastri geometrici Montessori

Si tratta di uno dei primi materiali montessoriani ideali per recepire una rappresentazione sensoriale delle forme geometriche.

Gli incastri geometrici contribuiscono a sviluppare la percezione visiva e tattile delle forme bidimensionali.

A lungo termine, l’esercizio dona un apporto utile per affinare la mano e accompagnare il lavoro interiore e fisico del bambino verso la scrittura e l’acquisizione di una familiarità visiva e muscolare.

Allo stesso modo, contribuisce indirettamente a stimolare il ragionamento logico-matematico

sia attraverso l’osservazione e la discriminazione di natura motoria,

che tramite l’interiorizzazione dei nomi e delle caratteristiche delle forme.

Le piastrelle sono mobili e ogni forma può essere collocata esattamente solo nella sua cornice:

l’attività veicola una comparazione continua tra le forme e un controllo materiale sulle identità e sulle differenze.

I soli elementi congruenti sono  la linea di contorno della piastrella e dell’incavo che deve riceverla.

L’unico elemento fisso e uguale è la cornice,  sempre con lo stesso contorno: un quadrato.

L’attività del bambino è perfettamente descritta dalla Montessori in Psicogeometria

Attività complessa, che è inseme quella della mano che sposta, dell’occhio che riconosce, della mente che giudica;

e un elemento astratto già comincia ad apparire come fulcro di tutta l’azione: è quel contorno comune, quella identità che consiste in oggetti diversi e opposti”.

Nel tentativo di inserire la piastrella il bambino può essere invogliato a girare e rigirare la cornice, arrivando indirettamente a affinare la discriminazione delle particolarità  “in lui si svolge qualcosa che entra a far parte della sua vita mentale: è un senso geometrico che si immedesima col suo organismo psichico in via di attiva creazione[M. Montessori]

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Le attività sono affini e variegate.

Possiamo invitare il bambino a seguire ad occhi  aperti o ad occhi chiusi la sagoma dell’incavo della cornice e il contorno della piastrella: questo movimento dà un’idea motrice.

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Si possono proporre le forme per contrasto (es. un triangolo e un cerchio)

o per analogia, per esempio:

Presentazione 1: ellisse, ovale, triangolo curvilineo e quadrifoglio.

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Presentazione 2: triangolo equilatero, triangolo rettangolo isoscele, triangolo isoscele ottusangolo, triangolo isoscele acutangolo e gli scaleni.

Presentazione 3: rombo, parallelogramma, trapezio, forma trapezoidale.

Presentazione 4: cerchi di varie dimensioni

Presentazione 5: pentagono, esagono, ettagono, ottagono, ennagono, decagono.

Presentazione 6: quadrato e rettangolo.

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Questo tipo di materiale permette il controllo dell’errore (principio indispensabile per l’autonomia).

 

Un’attività affine ed ulteriore prevede di tracciare la sagoma con una matita, seguendo il contorno interno della cornice per poi collocare la figura geometrica su di essa.

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L’impegno che nasce dà vita ad attitudini della mente, un elemento che va ben oltre il mero apprendimento logico.

 

Prendersi cura di questi aspetti in un’età sensibile significa contribuire allo sviluppo di attitudini che predispongono a comprendere. Significa gettare preziosi semi di interesse.

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Il bambino è per eccellenza

un esploratore sempre in moto.

Egli però non assume a caso le immagini

di cui ha bisogno:

anzi si dirige verso scopi 

determinati e precisi,

con una forza di volontà che 

basta per sé sola a rivelarci dei bisogni vitali.

M. Montessori

Labirinto

In questo momento
Labirinti su compensato.
La foto ritrae lo stato “puro”
con sabbia, pietre, erba e lago
ben incollati al compensato
e un percorso tracciato.
Non contempla ancora il turbinio di blocchi di legno
usati da BGM per creare ostacoli da risolvere.
Perché questa foto?
Oltre al labirinto in sé,
rappresenta anche uno dei primi lavorii a 6 mani.
6 mani che prendono pietre, sabbia, colori
6 mani sporche che si sciacquano all’unisono.

Scopro con/sul Geomag

G e o m a g
esiste ancora in commercio??
Mi auguro di si!

Il nostro geomag è frutto dell’acquisto al vide grenier di cui avevo parlato
Non sono passati tantissimi mesi (7-8), ma è un arco immenso rapportato all’infanzia.
Allora, l’avevo messo via quasi subito,
in fondo veniva considerato solo per scagliare le biglie qua e là,
seguendo il tipico approccio confusionario e annoiato di chi, in sostanza, non sa cosa farsene di quell’oggetto.
Tolto, archiviato. Punto.
Un mesetto fa, ha rifatto capolino.
Senza esitazioni o perplessità,
ha assunto un suo proprio impiego tra le mani e l’invettiva.
Tra l’attrazione magnetica e la versatilità di forme,
è diventato compagno e rappresentante di svariate fattispecie.
Mi è capitato di vederlo aggirarsi in veste di recinto-casa
“è chiuso, aspetta, adesso entra lui”
“il cane è dentro, il gatto nooo, adesso è fuori”
o anche in funzione di lunga bacchetta magica 
“ooooh cade, è troppo lunga, guarda mammina”
o, ancora, in una miriade di varianti
ora articolate (chiuse, aperte, tridimensionali,..)
ora più semplici 
….e poi chi l’ha detto che la geometria e/o la fisica,
sono affar di teorici o di libri o di individui di una certa età o di insegnamenti mirati? 
– Prima di pubblicare, ho fato un giro in rete e ho scoperto, non solo che il geomag è tranquillamente in commercio, ma anche che la sua produzione era iniziata in Italia, in Sardegna (dal 2003 in Svizzera).
 Su youtube ho trovato qusti video (ma ce ne sono molti altri) :
e già mi pregusto queste e altre creazioni,
in questo caso, mie e del papà…come ho detto prima, non esiste l’età adatta a… –

Logica fruttesca

Sistemando la frutta e le patate,
è sbucata fuori
una sorta di logica fruttesca!
Che sarà mai?
Me lo sono chiesta pure io
fino a che non ho realizzato l’evidenza!
Ma certo!!
Mela, patata, arancia – mela, patata, arancia
più chiaro di così!
Posso ribadirlo a costo di risultare più noiosa del solito?
Queste situazioni mi confermano ogni volta di più
come non siano necessari chissà quali materiali o chissà quali “insegnamenti”
(sfrutto il termine in questa occasione come laconico sinonimo di un atteggiamento diretto e mirato a mostrare un qualcosa a qualcuno, magari con eccessive indicazioni)
La vita e la terra si prestano come miglior occasione e strumento,
un’alfa e omega di tutto, scevro da pomposità.
Ultimamente, poi, BGM ha un grande interesse per i numeri e le quantità.
Per esempio, mentre gioca ai tuffi nel letto è un tripudio di sequenze numeriche 
(proprio dell’altro ieri l’uscita “Papà ho quasi contato tutto” facendo riferimento al fatto che si era perso un pochetto nella pronuncia della sequenza numerica fino a 15)
ma le occasioni non si limitano alle simulate immersioni,
esse si insinuano un po’ ovunque…
…..e il che ha chiaramente a che fare con un aspetto più mnemonico.
Continuando, dicevo, di recente strizza l’occhio ad una competenza nella quantificazione
che non mi sarei aspettata
(non me lo sarei aspettata perchè….per…per inerzia mentale, non perchè non credevo fosse possibile una sorta di recepimento “per osmosi”).
“Mamma quale preferisci tra queste 4 palle?”
“Ci sono 3 gatti e 2 cani”
etc..
ecco, il sentirlo applicato alla quotidianità, nelle sue argomentazioni e considerazioni mi fa un certo effetto!
Alcune volte mi ricorda quando aveva 3 mesi,
all’epoca aveva passato un periodo che noi abbiamo definito “dei pugni” :
passava tempo e tempo
fissandosi le mani e i pugni,
con una concentrazione ferrea (quasi spaventosa)
[ve li ricordate quei momenti, mamme?]
Ora attraversa momenti simili
rivolgendosi non ai pugni, bensì alle dita.
La scorsa settimana (se non sbaglio), mentre eravamo in macchina
si è messo a lungo ed in silenzio a fissare le dita,
finché, ad un certo punto non ha esordito con un
“Mammina, guarda, 4 “
indicando prima 4 dita di una mano
e poi 2 di una e due di un’altra
“Mammina, guarda, 5”
indicando la mano.
Dunque, onestamente nessuno di noi si è mai messo a ragionare con lui sulla quantità di dita prima di allora,
il che mi ha travolta emozionalmente
– portando insieme quella sensazione da “momento Ah!”- .
Certo per la pertinenza e la precisione,
ma soprattutto per tutto ciò che c’è dietro :
l’autonomia delle scoperte, la libertà e l’autodeterminazione delle scelte,
la logica che (l’)ha condotto e guidato,
il fatto che tutto ciò avvenga e sia avvenuto partendo da lui e non da schemi o osservazioni mirate ed eterodeterminate.
Ecco, questo è il punto che emoziona e appaga,
questo stesso punto lo voglio trasformare e girare come un augurio che riservo a tutti, compresa me stessa
(dedicato a quella me stessa che è rinata con sue proprie osservazioni ed interessi e che non si chiede più da tempo “ma io chi sono? quali sono i miei veri interessi?”  …a partire da quel tempo in cui ha sentito scivolare via le pressioni delle pretese – della scuola, dei genitori, dell’ambiente – e a partire dal quale ha sentito di poter e voler conoscere (per) se stessa)

Quanto pesa una carota? Una bilancia [quasi] d’altri tempi

BGM sta espandendo la fase di domande a raffica,

sempre più curiose, sempre più complesse, sempre più precise.

Ieri, per esempio, mi ha invitato a seguirlo in una sorta di “caccia al tesoro con comparazione”

delle grandezze dei nasi (oggetto di paragone sono stati : il suo , il mio, quello dei

gatti e quello del cane).

Oltre alle grandezze, è molto concentrato sui pesi (memorabile la volta in cui,
vedendo una bottiglia grossa e opaca – non si vedeva il contenuto – e stimando di conseguenza un certo peso, è rimasto disorientato nel trovarla più leggera di quanto previsto).

In un momento in cui la pragmaticità delle risposte necessitava un riscontro

empirico, oltre all’analisi con mano tra due oggetti,

abbiamo ricreato nel giro di 2 minuti, una bilancia con un appendino per abiti, spago e  due bicchieri di carta.

Per rendere il tutto più ordinato,
ho tirato fuori uno dei vassoi che l’avvezzo BGM accoglie sempre con un piglio tra il curioso e l’entusiasta (forte dell’equazione “vassoio = nuova attività “)
Gli elementi da cui siamo partiti (si, mi riferisco alla fase iniziale, idilliaca in cui tutto pare ordinato e a modo.. prima che subentri il caos creativo di ogni piccolo esploratore)
sono : chicchi di granoturco, farina, acqua e una carota
La carota, in particolare, ha generato grasse risate,
quella di BGM estramamente divertito dal fatto che, essendo la carota troppo alta e pesante, essa tendeva a
sbilanciare il piatto-bicchiere in cui era posta dirottandosi a terra nel giro di un nano secondo…
e la mia contagiata dal riso del cucciolo

Alla fine gran parte degli oggetti di conguente dimensione sono stati pesati
anche in modo variegato in eterogenee composizioni di massa e e forme.
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[unica nota dolente : mentre stavo per uscire di casa in fretta e furia, il mattino seguente, ho completamente dimenticato la presenza dell’oggetto e dei suoi contenuti spappolando sul pavimento l’intruglio… ricordarsi di ricordare!!]

Cronofotografia

Avevo già parlato di quanto il piccolo koala fosse rimasto affascinato dalla nostra visita al Museo del Cinema
e di quanto fosse rimasto colpito in particolar modo dalla zona dedicata all’archeologia del cinema (teatro d’ombre, kinetoscopio, lanterne magiche, camere oscure, etc.).
Tra le varie scoperte che hanno preceduto e accompagnato le invenzioni di Edison e dei fratelli Lumière, ce n’è una che abbiamo riproposto a casa nostra : la cronofografia
ossia l’accostamento di immagini in sequenza in una simulazione di movimento.

Marey, il suo inventore, era un medico che se ne servì per gli studi, in particolar modo, sull’uomo. Non fu una scoperta propriamente prodromica al cinema ma si accosta ad esso per la ricerca intrinseca e l’input al dinamismo delle immagini.

Prenendo l’anima dello scotch (di grandi dimensioni), un pezzo di cartone (ampio quanto la circonferenza interna dell’anima), uno stuzzicadenti lungo e delle immagini in sequenza abbiamo creato il nostro strumento casalingo

Ovviamente il più del lavoro l’ho eseguito io, il piccolo koala mi ha dato una grande mano in una delle sue attività preferite : mettere la colla e “bam bam” (incollare battendo con la mano o le dita”)
Lui adora le trottole, ne abbiamo una presa in Trentino che fa vortici e spirali e , come nei confronti di quest’ultima, non lesina “ooooh” di ammirazione durante questo ruotare

Un nuovo ospite giunge da lontano – imparare i colori –

Ultimamente BGM ha una vera passione per le chiavi, durante la giornata capita che ne chieda una o più con fare supplicante (il problema è trovarle, sono disseminate!)
Fortunatamente ieri a casa nostra è giunto un nuovo ospite!
Arriva da lontano e si è portato tante chiavi con sé (tutte quelle che aveva in Australia!) e per non confonderle, ha diviso il suo marsupio in tante piccole tasche, ognuna di colore differente!

Ebbene si, sto parlando proprio di lui, l’amato marsupiale!

In concreto si tratta di un cartello sul quale ho incollato l’immagine della testa e del corpo inferiore del canguro. Le tasche sono di feltro unite con la pinzatrice ad un pezzettino di carta a sua volta incollato al cartellone.
Le chiavi sono di cartoncino (riciclato dalle scatole della pasta) e la forma è ricavata dalla sagoma di una chiave.

Non so chi si sia divertito di più : io a farlo e nel vedere il piccolo koala illuminarsi appena entrato dalla porta (complice anche papà Folletto che ha creato l’effetto sorpresa) o BGM stesso nel scoprirlo, nel vedere così tante chiavi e taschine colorate nel quale infilare le prime

Destra e Sinistra : calzari

Imparare questo concetto non è così agevole, spesso ci si confonde (ho un’amica che tuttora sistematicamente sbaglia nel dare le indicazioni stradali, noi la chiamiamo “l’ultima spiaggia”, meglio prima rivolgersi a qualcun’altro!)

Per aiutare a sviluppare questo concetto, oltre alle indicazioni spontanee, sto portando avanti dei lavoretti con il piccolo koala.
Uno tra questi sono :

I calzari di cartone

qui mentre BGM provvede a dare il tocco personale

Il piccolo koala, come molti bambini, ama infilarsi tutte le scarpe che trova per casa.
Una di queste sere ci siamo intrattenuti in tal modo.
Suola delle scarpe di mamma tratteggiata, un taglio con le forbici, una stringa in cartone et voila.
Nelle foto appena proposte non si vede ma visto che BGM è interessato alla lettura, sotto compare anche la dicitura “destra” e quindi “sinistra”.
 

Che tempo fa?

Da un’idea (con annesso materiale) di Homemademamma
anche il BimboGranMeraviglia ha il suo quadretto “Che tempo fa”

Non riuscirei descrivere l’entusiasmo!
Come si può vedere dalla foto, l’uccellino segna nuvoloso.. la gioia di correre dalla finestra per controllare il cielo e ricorrere dal quadretto per indicare le nuvole si commenta da sé!
L’ardore si mantiene vivo e anche di notte!
Ok, ammettiamolo, non so se sia io ad essere più entusiasta per la reazione e l’interesse del piccolo koala o il diretto interessato.. come si suol dire : che coppia!