Pronuncia degli animali in Polacco

Grazie a Marta del progetto Włoski od kołyski/ L’italiano nella culla

metto qui a disposizione il file audio con la pronuncia polacca dei nomi di animali inseriti nel memory polacco – italiano.

 

Lo condivido con gioia ed entusiasmo,

a prescindere dalla statistica del numero di persone che vogliano portare il polacco

in casa loro.

 

Aprire le porte a sonorità linguistiche diverse, sin dall’infanzia,

è un’opportunità che noto esser molto coltivata dalle famiglie

(opportunità che non posso non apprezzare e accogliere a mia volta).

 

Buon ascolto!

 

 

Il linguaggio, questa invenzione squisitamente umana,
può consentire quello che, in linea di principio,
non dovrebbe essere possibile.
Può permettere a tutti noi
– perfino a chi è cieco dalla nascita –
di vedere con gli occhi di un altro.
(Oliver Sacks)

Il Polacco per Bambini

Tutto è cominciato il giorno in cui G. ha solennemente sentenziato:

“Non voglio più che mi parli in francese. Io voglio studiare il polacco!”

Perché il polacco?

La risposta sintetica e superficiale è la seguente:

per ragioni di lavoro, siamo in contatto con la realtà polacca.

La motivazione reale ha radici più profonde, emozionali e affettive.

L’amore per una persona spalanca confini e può portare ad accogliere nuovi interessi.

Nel caso di G. si tratta dell’affetto per i nonni materni:

momenti di gioco e di coccole, contornati da minime espressioni polacche.

L’attesa di vederli tornare dalla Slesia,

visualizzarli lontani, ma vicini.

L’affetto, i nonni: un ponte!

Il polacco è una lingua che nessuno di noi padroneggia e che, quindi, ci ha coinvolto in uno studio di gruppo.

La prima difficoltà incontrata è stata quella di trovare risorse adeguate all’età e agli intenti di un bambino di 6 anni con un approccio tra il cinestetico e visivo e che non ama compilare, scrivere, disegnare, approcciarsi al foglio (se non per ragioni puramente dettate da ragioni calcistiche).

Grazie a Marta di Włoski od kołyski/ L’italiano nella culla

abbiamo fatto il download di questi libri.

Un primo passo che ci è servito per dare una maggiore concretezza:

una dichiarazione di impegno e di serietà verso il progetto.

Il materiale è valido, ma non è nelle corde di G.

La ricerca, quindi, non si è fermata e mi ha portato a valutare l’idea di sottoscrivere un pacchetto di studio online

Dinolingo
Dinolingo

Il costo non è indifferente e il corso si rivolge ad una fascia d’età dai 3 ai 7 anni circa.

Sul nostro piatto della bilancia, il costo è stato bilanciato da altri due fattori: la scarsità di risorse rintracciabili e le sue attitudini di apprendimento.

Il corso prevede 6 video-lezioni (da più di 30 minuti l’una) e offre il download di vari materiali quali flashcard, esercizi e giochi online.

Sulla base di questi, ho creato, cucendo su misura, alcune attività.

Il primo esempio è il memory degli animali double-face,

nome bizzarro per indicare la possibilità di giocare in due modi,

ossia formando la coppia termine polacco – immagine

MEMORY ANIMALI.pgn

oppure accostando il nome polacco col riferimento in italiano.

ANIMALI

Sono giochi autoprodotti,

che sarò lieta di condividere con chi dovesse esserne interessato [scrivetemi a marikavolipindarici@gmail.com].

Infine,

un’altra valida risorsa – anche per i principianti come noi –

è youtube.

Questa è la nostra playlist in continuo aggiornamento.

Il percorso di apprendimento della lingua polacca continua.

Nel corso del tempo, posterò gli aggiornamenti;

al contempo, sarò grata per qualsiasi eventuale consiglio o suggerimento su materiali e affini.

6 anni

6 anni compiuti ieri.

7 anni di te…nessun refuso,
siamo in contatto da 7 anni, da tre mesi prima che fossi concepito: ti sentivo, ci ascoltavamo.

Sei unico!

Tu così sensibile da reagire sulla difensiva o da scoppiare di fronte alle emozioni che vivono in te.

Tu così appassionato, anzi… tu non hai passioni: tu Vivi nella tua passione
come io non ho mai provato, come raramente si vede fare.

Tu che oscilli tra abbracci e distacchi.

Tu immenso…irripetibile!

Voglio aggiornare anche il blog, com’ero solita fare (quando avevo più tempo).

E’ la prima volta, probabilmente, che lo aggiorno avendo a che fare con due bambini entrambi presi da attività, scoperte, e affini…

Parto da BGM

Uff, riassumere è arduo!

Dal punto di vista “didattico”,

sa leggere e scrivere in stampatello maiuscolo e minuscolo
cosa che è nata e dirotta sulle letture dei vari libri (italiani e francesi) sul calcio
e nella creazione di cartelloni su suoi quotidiani tornei e campionati calcistici.

La sua priorità sono sempre i numeri.
Nel corso di questi mesi è passato dall’amore per le addizioni e sottrazioni dal cento al mille,
poi alle tabelline e alle moltiplicazioni per giungere (ora) alle divisioni  (passando anche tramite qualche calcolo sulle radici quadrate).

Scatola delle radici quadrate

Ha sviluppato un sempre maggiore piglio critico (spesso cinico e mordace)
che a volte dirotta su aspetti filosofici sia suoi personali, sia tratti da aneddoti

Qui sotto un’immagine di due settimane fa

Letture in spiaggia: Il Mito della Caverna

Dieci giorni fa mi ha chiesto di non parlare più in francese con lui (tant’è che quindi mi trovo a volte a saltellare tra il francese e l’italiano, in presenza di entrambi i pargoli).

Ha scelto di studiare il polacco,
ragion per cui stiamo muovendo i primi passi in quel mondo linguistico.

E ora veniamo a lui, il Piccolo Hatha.
2 anni e mezzo di energia, impeto, musicalità, fantasia, humour, creatività!

Lui connesso tra terra e universo.
Lui così operoso.
Dategli scopa, palette, zappe, forbici,… per renderlo felice e stimolato!

Questa l’attività della mattina.

Bilancia DIY fatta con bicchieri di carta e una gruccia

Come passerella di maggiore concretezza esplicativa,
abbiamo usato l’immagine (e il connesso rimando sensoriale)
dell’altalena sali-scendi

E, prima del bagno nella bacinella,
un esercizio di motricità

Il gioco è l’apprendimento primario, 
non c’è differenza tra giocare ed imparare a vivere
.
Non conosco la differenza tra giocare ed imparare.

Io potevo giocare tutto il giorno.

Non dovevo trovare scuse per non andare a letto per non interrompere il gioco, 
né dovevo preoccuparmi delle cose da fare il giorno dopo, 
perché avrei ripreso il gioco là dove l’avevo interrotto il giorno prima.

Non c’era la minaccia “quando smetterai a giocare e lavorerai.
André Stern