Aggiornamento_ Di latte, fasce, coccole e scuola

“e poi si dice e si crede che portare in braccio sia solo un vizio inutile (o dannoso)…
tra i vari benefici, si può anche aver l’occasione di sentire ed assistere per la prima volta al movimento consapevole del proprio bimbo che, sollevandosi e facendo forza sulle braccia e sui muscoli della schiena & co., si tira su per girarsi ad osservare ciò che c’è dall’altro lato, per poi continuare a reggersi da solo finché l’interesse si mantiene vivo

Quanto fa bene spalmarsi e indossarsi reciprocamente!”

– status su fb del 31 gennaio 2013 –



Il piccolo Hatha ha compiuto 3 mesi!

Non ricordavo precisamente l’evoluzione di questi primi mesi!

Sta incominciando ad interessarsi al mondo, ad osservare gli oggetti, a concentrarsi nella presa dei medesimi per poi, eventualmente, portarseli in bocca!

La colonna vertebrale e i muscoli connessi alla postura eretta di schiena e testa si rinforzano a vista d’occhio,
ora si tiene ben dritto seduto in braccio o di vedetta nella fascia tubolare.

E’ proprio l’armonia scesa in terra!

Osservarlo mi spinge a pensare e a dir(gli) “Non so se il paradiso esiste, ma so che tu ce l’hai dentro di te”.

E’ un sole!

Appena si sveglia, regala un sorriso…a me, all’adorato fratellone e a chiunque sia lì (insomma, dormendo tutti insieme, noi + cani, ce n’è di via vai!)

e come trattenersi dall’immortalare per iscritto il ricordo di quei momenti in cui, dopo aver gustato un po’ del nettarino latte, si interrompere per lanciare un megasorrisone di occhi e bocca, per poi riattacarsi con l’impeto di chi pensa “è mio, che soddisfazione!”

Nel racconto della nostra nascita e dei primi giorni ho scritto di esser felice di questo continuo ed ininterrotto contatto fisico…beh, rinnovo per iscritto questo proclama di felicità!

Dormire tutti insieme (proprio tutti, nessuno escluso), indossarsi a vicenda tra grovigli di braccia o, più comodamente, coloratamente fasciati, i massaggi quotidiani, i bagni condivisi, il percorso di E.C., insomma tutto questo stare insieme senza condizioni e riserve, fa proprio bene!
Provare per credere (in barba ad una cultura timorosa di presunti vizi e ignara del fatto che l’indipendenza si raggiunge solo grazie – e “dopo/per via” – di una solida e sana relazione di dipendenza destinata a svanire una volta satura).

A proposito dei bagni condivisi,
la fortuna di avere una vasca un po’ più grande è perfetta per l’esigenza di movimento dei due cuccioli!
Il piccolo Hatha, dal canto suo, sguazza e nuota seguendo quei movimenti perfetti ed istintivi che ogni neonato conserva, a volte (non ho capito se solo per sbaglio o anche per tranquillità istintiva) getta anche la testa sotto l’acqua e riemerge senza il minimo cenno di fastidio [effettivamente, per ora, il computo della sua vita vanta un trascorso maggiore nell’ambiente acquatico rispetto a quello fatto di terra ed aria].

BGM nello stesso ambiente, invece, fa prender vita ai dinosauri creando storie su storie!

E’ proprio una mitraglietta!

Si sveglia e, prima ancora di sgranchirsi, parte in quarta con corse, parole, storie, domande…
come gli dico sempre nei momenti in cui la mia reattività perde colpi : “Quante energie!!”

Mi ripeto? Mi ripeto!

Ho la fortuna di poter condividere con lui la maggioranza del tempo (non conto gli spazi tutti suoi, quelli che lui si ritaglia) e questo convince sempre di più che un percorso scolarizzato non fa per la nostra famiglia!

E’ difficile, io lavoro (a parte ora, per via della maternità), non so se e come potrei far fronte ad un percorso alternativo,
non so nemmeno se sarà possibile,
ma so per certo che è un’altra strada quella che fa per noi!
Se dovesse mai entrare nelle nostre vite un percorso istituzionalizzato, cercheremo di accoglierla nel modo migliore possibile (ossia in quello meno dannoso), ma, insomma, avrò la consapevolezza che dovremo far fronte a non poche dinamiche che non ci appartengono!

Mi viene in mente un passo di Van Illich – che sono andata a riprendere per l’occasione –

“[….] si “scolarizza” l’allievo a confondere insegnamento e apprendimento, promozione e istruzione, diploma e competenza, facilità di parola e capacità di dire qualcosa di nuovo. Si “scolarizza” la sua immagine ad accettare il servizio al posto del valore. Le cure mediche vengono scambiate per protezione della salute, le attività assistenziali per miglioramento della vita comunitaria, la protezione della polizia per sicurezza personale, l’equilibrio militare per sicurezza nazionale, la corsa al successo per lavoro produttivo. Salute, apprendimento, dignità, indipendenza e creatività si identificano, o quasi, con la prestazione delle istituzioni che si dicono al servizio di questi fini, e si fa credere che per migliorare la salute, l’apprendimento, ecc.sia sufficiente stanziare somme maggiori per la gstione degli ospedali, delle scuole e degli altri enti in questione.”


Comunque ho fiducia! C’è ancora tanto tempo e ogni giorno coltiviamo!


Per ora termino qua,
vorrei aggiornare più spesso, ma i momenti a disposizione sono pochi!


Concludo solo con un’ultima chicca : 
a proposito della fascia tubolare, lascio l’immagine della nostra creata dalle mani della bis-mamma Silvia  (lì nella foto)


Qua potrete vedere altre delle sue preziose creazioni
e qui se volete conoscerla un po’ di più 
(giusto per capire perché ha quel qualcosa in più,
giusto per capire che 
il portare e il creare non hanno a che vedere con l’arricchimento e l’industria,
ma con l’amore, il contatto, il rispetto, l’ascolto e la qualità)



Asilo si, asilo no

BGM ha deciso di andare alla materna.

Un attimo,

qui al nord non è così consueto, ma in questo caso è d’obbligo il passato remoto,
ricomincio.

BGM decise di andare alla materna.

Ebbene si, l’entusiasmo era tanto. Il primo giorno è corso all’ingresso ed è entrato con una gioia indescrivibile!

Nessun problema o trauma di distacco

[alla faccia di chi dice che i bambini accolti e cresciuti in un ambiente ad alto contatto – con co-sleeping, massaggi, senza punizioni e premi ma con l’ascolto e la comunicazione empatica, etc. – crescono insicuri e dipendenti]

La sua reazione mi ha dato fiducia : se lui si trova bene, andrà tutto bene!

Il suo interesse, però, è durato una settimana (7 giorni intesi come somma, non come periodo consecutivo),

dopo di che ha annunciato di non voler più andare.

Il motivo è semplice ed è stato dichiarato in modo esplicito : si annoia.

Gli piace il gioco libero,
ma non il dover colorare ogni giorno
(alla stessa ora, aggiungo io).

In effetti, non sono proposte altre attività.

Lui vorrebbe leggere libri, giocare fuori, o…..ma questo al momento non è previsto (gli è piaciuta l’uscita in biblioteca, ma avviene una volta al mese).

Ormai l’iscrizione è fatta.

Sono onesta : abitiamo in un piccolo paese e io non so come gestire questo fardello!

L’asilo va benissimo, la struttura è eccellente,
semplicemente non fa per lui, non fa per tutti.

Nel frattempo stiamo anche incominciando a carburare nella gestione a tre (ossia quando il papà è al lavoro).

Il piccolo Hatha ama molto dormire il mattino nel mei tai
e noi ne approfittiamo per eseguire qualsivoglia attività.

Al pomeriggio – fino a sera – invece non fa che 2-3 riposini di mezzora ragion per cui è coinvolto anche lui nelle varie attività della casa, vuoi in braccio, vuoi in fascia o vuoi sul tappeto o sul lettone :
massaggi, dialoghi, letture, strisciatine

Il cucciolo adora stare a pancia in giù e, così facendo, si sta allenando….per andare avanti!

Alza il sederino e se trova un appiglio – zac – si spinge in avanti!

C’è una bella armonia!

Lo scrivo anche per rassicurare quelle mamme (magari figlie uniche) che passano di qua e che serbano dentro qualche timore per il passaggio da uno a due bambini!

Il nuovo equilibrio non è immediato, ci mancherebbe,
ma arriva,
eccome se arriva!

Progetti in corso

Dopo la fondazione di home-trippin’, che timidamente si proponeva di andare nella direzione di un home-schooling parziale, la riflessione si era un po’ fermata. Come tutte le cose c’è bisogno di sostare, di rigirare, di pensare, di aspettare i tempi giusti, come in una gravidanza. 


Fino a che la questione non è stata portata alla ribalta e prontamente raccolta da me, Sibiamammafelice,mammavegsereC(ristina)ee e dalle altre mamme presenti sul gruppo fb.

La riflessione parte un po’ dalla constatazione comune della poca aderenza del progetto formativo scolastico alle esigenze dei bambini, in quanto esseri unici e degni di rispetto. Senza stare a soffermarsi troppo sulle realtà in cui il castigo è all’ordine del giorno, regnano il ricatto ed il comportamentismo più bieco ed umiliante (pure comunque così comuni!)e limitandosi a considerare piccoli aspetti pedagogico-didattici, la realtà è assai lontana da quello che è lo stile educativo scelto da molte di noi, da ciò che pensiamo fondamentale per la buona crescita dei nostri figli. Tutte -chi più chi meno- indipendentemente dalle proprie esperienze scolastiche personali (c’è chi ha ricordi terribili e chi buoni) giungiamo a vivere la frequenza scolastica dei nostri figli con la stessa serenità con cui generalmente si affronta il dentista….

[continua : qui o qui ]

Post scritto da Sibia [con modifica di costrutto solo nel secondo paragrafo]



I blog 
http://semi-di-lino.blogspot.it/2012/06/di-home-trippin-home-schooling.html  resteranno spazio dove far approdare queste riflessioni; se ci fossero interessati/e a partecipare contattateci su fb o via e-mail

Post a rete unificata 

I Polmoni delle Nuvole_ Tumultuosità e lentezza

Ieri pomeriggio, col temporale di sottofondo

BGM : “Senti che rumore i polmoni delle nuvole”

Una teoria tutta sua, un’espressione che non può non commuovere ed interessare la mamma di turno.

Un temporale che ha sicuramente ostacolato l’idea di un rinfrescante bagno in piscina,
ma che ha offerto la possibilità di un campeggio in cortile,
con tanto di musica e letture.

In particolare, partendo dalla ritmicità dei legnetti, BGM ha creato una lunga (ma che dico, lunghissima, interminabile) sequenza di canzoni sulla base delle parole del materiale Suzuki.

Senza contare le avventure narrate mediante il supporto delle carte Più e Meno.
A tal proposito, mi sono meravigliata (sempre la solita meraviglia materna) di come si sia modificato il suo approccio, in concreto, le sue storie. Da strenna natalizia raccontata da mamma, a materiale per i primi approcci descrittivi a vera storia narrata con tanto di trama (quella di ieri parlava del furgone che lasciava pacchi pieni di sorprese per lo stesso narratore..una sorta di autobiografia, insomma 🙂 )

Il temporale, tra l’altro, un po’ ci stava : tumultuosità a fronte di lentezza (la nostra), dopo uno splendido, ma più articolato, fine settimana al mare in Francia.

Spiaggia, mare, sole, avventure, dialoghi francesi, nuovi traguardi motori (la prima partita a “pallavolo” con la gioia negli occhi di BGM nel vedere i progressi del proprio coordinamento mano-occhio)  e anche (causalità delle casualità) il primo dei due vide grenier [- il prossimo, per chi interessato, domenica 24 giugno -]

Con 6,5 € abbiamo acquistato 6 libri  (3 dei quali scelti da BGM per Le P’tit Lion), una palla da rugby tanto sognata dal cucciolo, una salopette (adorabile) per il piccolo uragano e un coccodrillo di plastica che ha attirato l’attenzione del piccolo koala per i denti asportabili.

E’ stato un soggiorno assolutamente distensivo e rigenerante, per quanto intenso.

Ho potuto anche godere di momenti unici ed esclusivi con il piccolo germoglio di vita!

Le mattinate in spiaggia e quella sorta di solitudine compagnona che regala il mare quando ti immergi nelle sue acque, hanno fatto da sottofondo ai nostri dialoghi e giochi.

Un banco di pesciolini è venuto a salutarci e tu, P’tit Lion, hai risposto con i tuoi movimenti.
Immersa nell’acqua fino alla base della tua culla, con gli occhi chiusi e le mani a contatto con il mare, ho pensato a noi, a te.
Ho sentito la nostra vicinanza volgersi oltre la sintonia, quasi fondersi.
Tu immerso nel liquido caldo e accogliente, io nell’immensità del mare.
Entrambi attenti all’ascolto l’uno dell’altro, spalmandoci fortemente dei nostri percorsi di vita.

Stai sentendo quanto ti sto pensando intensamente, vero?

Sei sveglio e in movimento, in questo preciso istante;
adoro sentirti, adoro sentirti vivere!

Ritorno alla nostra vacanzina (spirituale)

[- sono una pasticciona amante dei flashback, dei voli pindarici e di consecutio temporum et generi di dubbia validità, lo so -]


conservo prolificamente uno splendido ricordo e l’ancor più travolgente sensazione di quando quella medesima acqua è diventata veicolo di un altro dialogo, più ludico, direi.

Seduta quasi a riva, ho potuto ammirare e gioire delle percezioni che l’acqua ci dava.

Facendola scorrere dolcemente su un lato del grembo, questa piccola cascata sensoriale ci ha offerto la possibilità di interagire ulteriormente (laddove l’acqua scorreva, tu prontamente rispondevi).

In questo riposo, mi sono immersa nella lettura di Pirandello : “Uno, nessuno, centomila”.
Tutto questo lo definirei, intenso, piacevole, vitalico.

Man mano che seguitavo nella lettura e nelle riflessioni che nascevano, sentivo il mio corpo lavorare con distensione, sentivo il tuo in ascolto (per quanto impegnato nei tuoi personali interessi), ho sentito i messaggi recepiti vibrare nei nostri corpi.

Che voglia di immagini, pensieri, colori…che appagamento nel sentire soddisfatte naturalmente, istintivamente, queste voglie.

Oggi la giornata si preannuncia soleggiata, dinamica.

Ho appena scoperto la nascita di un nuovo gruppo su fb legato all’iniziativa Schoolmommies de La scuola in Soffitta

e, anche se non ce n’è bisogno a livello di notorietà, non riesco a non condividere un post in cui mi riconosco (non per l’esperienza di vissuto, ma per il pensiero di base) e la cui lettura mi ha molto emozionata : http://www.mammadifretta.com/2012/06/la-cultura-non-si-impara-tra-i-banchi.html

Buon martedì!

Ritorno al Sé

Non scrivo da una decina di giorni, avevo bisogno di rinnovarmi un po’.
Ora mi trovo in una situazione scomoda : ho talmente tante idee che mi frullano per la testa da non riuscire a portare avanti un discorso logico e compiuto.
Tento di ragionare per gradi.

Il piccolo koala ha compiuto 17 mesi. La sua personalità si sta delineando in maniera sempre più energica.
E’ un inno all’ “Aiutami a far da solo”

Io sto continuando ad interrogarmi sul futuro in un ritmo hegeliano che crea un turbinio tra scoperte, ammonimenti e una nuova sintesi.
Da mesi e mesi mi sto informando e documentando sulla homeschooling.
Mi è capitato di confrontarmi con altre mamme sul discorso scolastico:
alcune ritengono che la scuola sia il primo impatto con il mondo delle responsabilità e, in quanto tale, i bambini devono sin da subito prendere in mano la situazione autonomamente senza aiuti (“io lavoro, tu vai a scuola, ognuno ha le proprie responsabilità”);
agli antipodi ho trovato mamme completamente terrorizzate dalla scuola (hanno citato casi di bullismo, violenza, insomma una strada verso l’inettitudine e il conformismo).
Ovviamente la realtà (quella che statisticamente accomuna i più) si trova a metà, nella miriade di casi che si stagliano fra questi due estremi.

La mia posizione differisce un pochetto da quelle con cui ho avuto modo di confrontarmi :
non ho ancora ben elaborato il mio percorso da alunna (sono passati relativamente pochi anni) e soprattutto non avendo altri parametri di paragone, la capacità di discernimento diventa ancora più ardua.
Tuttavia, reputo che la scuola non sia solo scuola. Spiego meglio : il percorso scolastico non deve/dovrebbe porsi come il punto di inizio di un qualcosa di nuovo (spesso con connotazioni barbose), semmai dovrebbe porsi come un’occasione sociale di continuare l’entusiasmante cammino di conoscenza.
La scuola, il lavoro, implicano certamente delle responsabilità ma dovrebbero anche essere fonte di soddisfazione e di crescita.
Non intendo delegare in toto un aspetto così importante e determinante del BimboGranMeraviglia

Come mamma, lo ammetto, cambio spesso idea;
rincorro, abbraccio, abbandono come un’infedele amante, varie scelte scolastiche con l’unico obiettivo di informarmi per operare la scelta migliore al momento opportuno.
Ci si dovrebbe soffermare più spesso sull’onere che incombe: la scelta della scuola ma più in generale del modo di educare e crescere le nuove generazioni compete a noi genitori.
I figli non si allevano, si guidano amorevolmente, si ascoltano.

Come ho scritto in precedenza, dopo essermi martoriata con questi pensieri (non dico quotidianamente ma poco ci manca), mi ricordo che il futuro si costruisce passo a passo. Oggi è un piccolo passo.

Con questo spirito, ascolto, guardo

e sorrido affascinata quando leggo le esperienze Wardolf  di Kosenrufu Mama e di Noituttinsieme
le esperienze di homeschooling del piccolo grande Olmo , della Superbimba e del dolce Topastro di mamma Claudia

Sorrido ed imparo