Le sfumature di un pasto

Cucinare è anche…misurare il più lungo pezzo di pasta di farro! 

È anche condividere il pasto con un sottofondo di musica rinascimentale (Le Tourdion)

Rilassarsi con la pancia piena è anche…imbattersi in questo passo di Guerrilla  Learning e appurare per l’ennesima volta quanto l’Italia è obsoleta

Esperimenti cromatici e fisici

Attività sui colori per O’Zyeux Bleues

che si è trasformata in un’occasione per BGM per testare il lancio delle palline, la traiettoria e l’angolazione necessaria per farle attaccare al volo

Materiale per la motricità : avvitare e svitare 

E esperimento fisico/filosofico

Abbiamo prima riempito il contenitore con le palline colorate
“Cosa ne dici, è pieno ora?”
“Si”
“Non ci sta più nulla?”
“No”
“Voglio provare a inserire delle pietre”
Inserite
“Ora cosa ne dici: è pieno?”
“Si, non ci entra più nulla”
“Cosa ne dici di provare a inserire della terra?”
“Proviamo”
….
“Ora? Pieno?”
“Si, pienissimo!”
“Prova a versare dell’acqua?”
“C’è sempre qualcosa di più piccolo che ci entra”

Questo invece è l’esperimento che ha condotto BGM per dimostrare la sua teoria che niente è invisibile.

Si sa, ogni scienziato crea il suo terremoto di idee rivoluzionarie 

L’Aristotelico

Conversazione fresca fresca (approfitto del riposo dei pargoli per trascriverlo).

Come è fatto l’universo? Cosa c’è al di là di esso? Esiste qualcosa? 
A quanto pare BGM per ora abbraccia una posizione aristotelica: ritiene che ci sia un primo motore immobile che nella sua mente visualizza come una luce antecededuta dal buio.

La (vera) storia dell’arte

O’ Zyeux Bleues ha una vena artistica e mimico-scenografica (note sono ancora le sue posture da uomo schiacciata dall’ineluttabile quando, mesi e mesi fa, si trovava di fronte ad una porta chiusa – intendo la porta proprio fisicamente-).

Riserva un’attenzione particolare alle emozioni (da cui sgorgano le richieste di canzoni, racconti o libri incentrati su di esse).
Stamattina ho rispolverato questo libro (a cui BGM per ora non ha mai rivolto un benché minimo interesse).
Complementarietà cromosomica vuole che Il Piccolo Hatha O’Zyeux Bleues se ne siano appassionato.
In effetti quale miglior scrigno di emozioni se non le opere artistiche?

Qui sopra un trittico con il titolo del libro e due immagini : “Uomo disperato” di Courbet (autoritratto) e il celebre “L’urlo” di Munch – quest’ultimo ( forse grazie alla maggiore enfasi della mia rappresentazione) è al momento il più quotato –

Sotto invece il “Dittico di Melum : Madonna col bambino” di Fouquet
Come si può vedere, la mamma porge il seno al bambino
….in base al Piccolo Hatha non può porgerlo ad altri perché…il Latte è Suo!!!
A quanto pare, Tutto il latte è suo!
“Mio tatte, mio, mio!!” 
Quello di mamma non basta…
Evviva il panallattamento universale materno! 

Linguaggio dei segni? Come?

Ieri, primo incontro sul L.I.S.  (Linguaggio dei segni).

Bimbi intenti a giocare fra di loro :
un bel clima senza tempo e senza età.
Incominciare non é mai semplice,
le età sono così variegate e questo disorienta.
È un atto di fiducia, 
ai nostri tempi,
in questa società piena di barriere.
Canzoni, storie, frasi, creazioni : 
stiamo muovendo i primi passi nel linguaggio dei segni. 
Bambini che corrono, mamme che allattano, chi va in bagno, scambi di posto, idee che vengono, domande che sorgono.
L’adulto medio occidentale lo bollerebbe come caos;
No, non si fermerebbe ad osservare, a riflettere e a calarsi nell’interiorità.
Non vedrebbe dietro a ciò l’aprirsi famigliare di un mondo creduto così lontano, ma più vicino a noi di quanto si pensi! 
Non riuscirebbe a trovare un senso, un’utilità,…poi in un clima così rilassato, cosa vuoi che rimanga?!

Io l’ho scoperto!

Rimane un dito che a distanza di ore e ore, nel suo nido domestico, inizia a muoversi. È un bruco, non porta parole ma vibra di suoni e messaggi.
Accade che quel dito-bruco inizi a creare frasi e canzoni contagiando nel moto, la mano, il braccio,
…ogni persona presente.

Si crea una concatenazione concentrica tra dita, mani, messaggi, quotidianità.

Ecco cos’era quel “caos” : il passo rilassato di un’ampia accoglienza… Vita(le) naturalezza 



Lipman : riflessioni su apprendimento ed educazione

– Se deploriamo  i nostri leaders ed i nostri elettorati per il loro essere egocentrici e non illuminati, dobbiamo ricordare che 
essi sono il prodotto del nostro sistema educativo. Se protestiamo, come fattore attenuante, che essi sono 
anche il prodotto di ambienti e famiglie, dobbiamo ricordare che i genitori ed i nonni irragionevoli di  queste famiglie sono ugualmente prodotto dello stesso processo educativo. Come educatori, abbiamo una grave responsabilità per  l’irragionevolezza della popolazione mondiale.  Socrate doveva sapere che la 
sfumatura di conoscenza di sé fornita dalla filosofia sarebbe stata di per sé insufficiente a dissuadere uno 
stato ateniese ostinatamente avviato verso la distruzione. Nonostante ciò, egli persistette, fino al punto di dimostrare che quanto stava facendo valeva per lui più della vita stessa. (insegnante sempre, persino il  suo ultimo atto fu educativo!) 
– Finché lo scopo più importante dell’educazione sarà ritenuto essere l’apprendimento,  come avviene in 
tutte  le  società  tribali,  il  modello del  ricordo dominerà  il  testing ed i  docenti  saranno preparati  ad insegnare in funzione dei  test.  E’ altrettanto triste che il modello-acquisizione dell’informazione – che domina l’educazione – piuttosto che essere un modello che incoraggi i bambini a pensare con la propria 
testa, è un fallimento persino nei suoi stessi termini, poiché siamo costantemente atterriti da quanto poco 
i  nostri  bambini  sembrano  conoscere  la  storia  del  mondo,  o  della  sua  organizzazione  politica  ed economica.  Il risultato del modello tribale è quello di soffocare,  piuttosto che far nascere,  il  pensiero dello studente. Ciò non significa che dobbiamo cominciare producendo test migliori: dobbiamo chiederci in che tipo di mondo vogliamo vivere, che tipo di educazione più probabilmente contribuirà a creare un tale mondo

–  Come  direbbe  Dewey,  il  libro di  testo (un secolo dopo  II  Bambino ed il  
Curriculum) è ancora organizzato logicamente, come un indice, od una sequenza di lezioni, piuttosto che 
psicologicamente, in termini di sviluppo dell’interesse e della motivazione del bambino. Non è qualcosa che il bambino voglia amare e possedere, nel modo in cui si ama ed assimila una storia o un’immagine: è  invece un formale, noioso, opprimente e, per molti versi, inintelligibile sommario dei contenuti che ci si  attende il bambino impari. Tutto questo non è affatto necessario, poiché sappiamo dal lavoro di Bruner e altri,  che il  materiale  contestualizzato (per  esempio presentato in forma  di  storia)  è considerato dal  bambino come qualcosa di cui  appropriarsi,  anziché come qualcosa da rifiutare.  Se i  bambini  devono imparare  a  pensare  nelle  discipline,  così  da  appropriarsi  del  patrimonio  umanistico,  essi  devono 
cominciare con la materia grezza delle discipline e raffinarla da soli. 


Lipman