Dove vivono gli animali? Corsivo. Anni 3-6/ 6-9

Dove vivono gli animali?

[Fascia età: 3-6]

Ambiti: prelettura, zoologia


Controllo dell’errore: simbolo sul retro

Materiale: Schede Animali e ambienti. Puzzle Sapientino

Materiale adattato (aggiunta di immagini) preso da Lapappadolce

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Controllo autonomo dell’errore (riferimento: simboli uguali)

 

Puzzle sapientino “Dove vivono”

puzzle-animali

libellula

Riepilogando gli animali e gli habitat,

è ricomparsa in mente la Poesia

“La Libellula” Di Toti Scialoja

con la sua Toponomastica fantastica.

 

Termini chiave:
Habitat
Congruente


Dove vivono gli animali?

[Fascia età 6-9]

Ambiti: Letto-scrittura in corsivo

Controllo autonomo dell’errore: biglietto con frase in corsivo

Materiale: Fonte Lapappadolce

animali-e-tane
Crea le coppie: animale e ambiente

 

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Controllo autonomo dell’errore

 

quaderno
Trascrizione frasi in corsivo sul quaderno

L’ambiente montessoriano [differenze e virtù]

Ho iniziato un corso internazionale Montessori

e non sto qui a dirvi quanto ne sia entusiasta!

Durerà 12 mesi e rivolge il suo approfondimento alla fascia d’età compresa tra i 2-3 anni e i 6-7 anni.

Mi fa piacere condividere con voi alcune riflessioni e gli spunti che arrivano a noi allievi,

insomma vi voglio al mio fianco anche in questa circostanza!

Oggi parto col parlare delle differenze formali tra un’approccio educativo di stampo montessoriano e uno (per così dire) tradizionale (con tutte le riserve che ripongo in questo termine così generico e anodino).

Metto le mani avanti: detesto le generalizzazioni, eppure nello scrivere questo post ne farò uso (per una sorta di efficiente dislocazione del tempo).

Diciamo che – generalizzando – quando ci approcciamo ad un bambino con l’intento di spiegare qualcosa,

secondo l’impostazione tradizionale (quella con la quale siamo stati svezzati a scuola), è prevista l’esistenza di un programma da seguire, uno (all’incirca) uguale per tutti.

L’approccio è passivo, uditivo e per lo più mnemonico.

Se l’indole del singolo bambino è di tipo visivo o cinestetico (in tutte le combinazioni miste possibili), al bambino è richiesto sforzo non indifferente,

un lavoro che implica un dirottamento di energie psico-fisiche mirate unicamente all’adattamento!

Di rimando, in un ambiente montessoriano (sia esso una classe o la casa),

lo stesso oggetto di studio può essere interiorizzato in molti modi, quelli più affini al bambino.

Non si segue il programma, bensì il bambino

sia grazie alla sua impostazione pedagogica (intesa come l’intento dell’adulto incoronato ad accompagnare il bambino) sia grazie alla versatilità di molti materiali montessoriani (per fare un esempio, il bambino che già ha identificato i numeri da 1 a 10, può procedere autonomamente e andare oltre).

La presentazione ordinata permette allo stesso adulto di vivere quel ponte di passionale interiorizzazione.

Non si tratta di spiegare (strictu sensu), ma di partecipare al processo creativo e di scoperta.

In un ambiente montessoriano, il bambino ha modo di

  • essere messo nella naturale condizione di prendere decisioni, autonomamente
  • potersi concentrare, con tutto se stesso
  • preservare la facoltà di fare le proprie valutazioni
  • essere libero
  • Essere
  • fare collegamenti cognitivi
  • seguire/interiorizzare/agire/approfondire tramite azioni
  • sentirsi appagato
  • sentire e vivere la propria indipendenza
  • mantenere la gioia di apprendere
  • mantenere la gioia di giocare
  • mantenere la gioia di lavorare (ammesso e non concesso che questi tre “parametri” siano scindibili)
  • rimanere appassionato
  • mantenere uno spirito pacifico e di amore
  • percepire
  • mantenere quella connessione con l’altro, basata sul rispetto
  • mantenere la propria connessione con la Madre Terra
  • sentirsi responsabile
  • sentirsi sicuro
  • sentirsi motivato (in modo autodeterminato)

In sostanza, si parla di un approccio che supporta la naturale voglia di scoprire, lavorare, di mantenersi in ascolto con i propri bisogni.

“Se v’è per l’umanità una speranza di salvezza e di aiuto,

questo aiuto non potrà venire che dal bambino,

perché in lui si costruisce l’uomo.”

Maria Montessori

 

 

Montessori: La Squadratura del foglio

Un bambino che ha avuto modo di prepararsi pragmaticamente

allo studio differenziale delle forme in una fase pre-elementare

(per esempio tramite un materiale come gli incastri geometrici)

è pronto a fare un passaggio ulteriore.

 

Nello specifico, si tratta delle studio della costruzione geometrica lineare, col rilievo decorativo (linee, angoli, …)

 

Questo passaggio trasporta ad un livello ulteriore, più astratto,

che unisce la parola alla definizione e alla realizzazione.

L’attenzione è rivolta al piano: un foglio da disegno.

 

In questo modo, si offrono

strumenti e nozioni ampie, ma anche intuitive ,

quelle che solo l’esperienza ha potuto far maturare.

 

La definizione nasce dopo la conoscenza e la pratica, non il contrario.

Il lavoro diventa un’attitudine naturale, un’evoluzione spontanea.

La tecnica non esclude il lato artistico, anzi vi si unisce!

 

I primi strumenti di lavoro sono il righello, la squadra e il compasso.

materiale per squadratura

 

Con il righello messo in diagonale collocato sull’angolo del foglio

si disegnano le due linee che si intersecano nel punto centrale

(ed ecco qui la nozione di “angolo” di cui il bambino ha già preso consapevolezza)

squadratura 3

 

Dopo di che si punta il compasso nel punto centrale e si tracciano quattro punti equidistanti.

 

Col righello di uniscono i quattro punti, ottenendo la squadratura del foglio.

squadratura 4

 

La decorazione della squadratura è un’altra applicazione spontanea.

E’ una presa di posizione che parla della viva immaginazione creativa.

squadratura 5

 

Il bambino facendo pratica e affiancando precisione e creatività,

continua a rimanere immerso nella conoscenza

(un passo in avanti rispetto alle basi acquisite e rampa di lancio per interiorizzazioni future).

 

Angoli, linee parallele, linee intersecanti, linee convergenti e divergenti:

tutto si unisce e trova un suo posto.

 

 

Per aiutare un bambino,

dobbiamo fornirgli un ambiente

che gli consenta di svilupparsi liberamente.

M. Montessori

Viti e Bulloni: Pannello Attività Montessori

Vi presento un’attività montessoriana facilmente realizzabile in casa (DIY).

screw 2

Si tratta dell’attività di avvitamento – svitamento,

un utile lavoro per sviluppare la motricità fine e non solo.

L’approccio a questo materiale di vita pratica contribuisce ad allenare i muscoli che accompagnano l’atto dello scrivere;

dal punto di vista logico-matematico, poi, affina la capacità di differenziazione e quella atta a  sviluppare la capacità di fare previsioni (indispensabile nel metodo scientifico).

Tramite il coordinazione occhio-mano si ha  modo di notare e percepire le differenze: il bambino è indirizzato indirettamente ad acuire la sua capacità di osservazione dei dettagli (aspetto che è alla base di ogni attività).

 

La realizzazione del materiale è davvero semplice:

– una scatola (es. delle scarpe)

– colori per dipingere la scatola

– viti e bulloni di varie dimensioni

– forbici per forare

[Una versione più articolata può prevedere anche l’aggiunta di rondelle]

 

La creazione è molta intuitiva: si fora la scatola e si inseriscono le viti a distanza lineare. Infine si pensa all’estetica della scatola (non è importante che sia un’opera d’arte, si tratta di ordine estetico-cromatico, tutto qua).

I bulloni possono esser tenuti in una scatolina a sé o direttamente avvitati alle loro viti.

 

Presentazione:

Mostriamo il materiale e chiediamo al bambino ciò che nota (tipo di materiale, differenze, misure, utilizzo), stimoliamo la creazione di predizioni e sottolineiamo  le parole “viti” e “bulloni”.

Dimostriamo quindi come avvitare e svitare e riponiamo tutto il materiale in ordine, lasciando che il bambino vi si approcci e lo scopra con i suoi ritmi e i suoi tempi.

 

Una variante (che lo rende adatto a varie fasce d’età) prevede di invertire l’azione della mano, consentendo la relazione percettiva sulla mano non dominante.

screw

Un punto importante riguarda la disponibilità dei materiali.

Una volta conosciuti, è fondamentale lasciare che il bambino sappia dove ritrovare lo strumento e dove rimetterlo a posto.

 

  L’attività interiore

è il capolavoro della natura creatrice

– e noi non possiamo intervenire direttamente in esso.

Siccome però la mente si costruisce a mezzo di una continua attività

che è centrale (la mente) e periferica (i sensi, il movimento),

possiamo assistere dall’esterno al suo lavorio.

M. Montessori

 

 

 

Storie tattili da raccontare

Il linguaggio tattile è la nostra prima forma i comunicazione,

la più ancestrale.

L‘educazione plurisensoriale è parte di noi ed è importante che non subisca atrofizzazione.

Come la stessa Montessori spiegava, l’educazione dei sensi

“allargando il campo della percezione, offre una sempre più solida e ricca base allo sviluppo della intelligenza”.

Sulla scia di questa consapevolezza,

è nata la nostra prima Storia Tattile da Raccontare, su ispirazione del progetto di Munari.

 

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La storia nasce dalla combinazione di diversi materiali con le immagini visive-sensorie che ne scaturiscono.

A volte si creano collegamenti insoliti e divertenti.

Ideare insieme una storia,

toccando, accarezzando, strusciando, relazionandoci con vari materiali è un’esperienza che unisce,

stimola, avvicina, appaga.

Quando la storia prende vita,  non resta che raccontarla con i pezzi di materiale che ne hanno stimolato la fantasia.

Prendendo una striscia di legno di compensato o di cartoncino pensate, si incollano,

l’uno accanto all’altro, tutti i materiali.

Questo è il nostro racconto

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C’era una volta un gattino di nome Rover che stava camminando in una strada di campagna, in cerca di un ruscello in cui rinfrescarsi.

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Trovato un fiume, vide che la sua amica Maila, il cane, stava facendo un bagno,

lanciando schizzi e gocce d’acqua ovunque.

Rover scoppiò a ridere, com’era divertente!

Ad un certo punto Maila propose: “Perché non ci facciamo una scorpacciata di ciliegie?”

Il gattino quindi salì, salì, salì, in alto sull’albero

e raccolse un sacco di ciliegie.

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Ne mangiarono fino a scoppiare: le loro pance erano davvero piene!

Felici, ritornarono a casa.

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I materiali usati sono stati: una sagoma di feltro a forma di fatto, cartoncino ondulato (strada di campagna),

carta stagnola con colata di colla (fiume), materiale infeltrito (cane), pezzo di carta con gocce di cera e colata di colla (schizzi e gocce d’acqua), stagnola a forma di mezzaluna (sorriso), pallina da ping pong (ciliegie), pezzo di cartoncino con pluriball (albero), palloncino con soia (pancia piena), stoffa di cotone piegata (casa).

 

 

Munari, in Giocare con Tatto, spiega “Si tratta di un racconto lineare, come un treno, come la musica dove una nota dopo l’altra forma un concerto o una parola dopo l’altra scritta su un libro forma un racconto. Mentre il disegno non è lineare, nel senso della percezione basta uno sguardo per capire un dipinto”

e aggiunge Beba Restrelli: “Allora se il racconto tattile è di tipo lineare, è possibile comunicare anche il senso del tempo”

 

Su una simile scia sensoria, consiglio un meraviglioso libro di Herve Tullét:

Gioco della scultura.

Più che un libro, si tratta di una scultura che, in veste ludica e interattiva, stimola la capacità progettuale utilizzando il volume come struttura da cui partire per poter costruire la propria installazione. Estraendo e inserendo le varie tessere contenute nel libro, tutte diverse per forma e colore, all’interno delle fessure che intagliano le pagine, ma aggiungendo anche eventuali propri materiali,  si segue e coltiva il proprio spirito di inventiva.

Una perfetta unione tra ingegno e piglio sensoriale.

Inutile dire che può diventare un caldo fortino.

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L’uomo è un sole, i suoi sensi sono i suoi pianeti.

Novalis

 

 

Moltiplicazioni: approccio montessoriano

La moltiplicazione nasce in modo naturale, se lasciata indisturbata da forzature e artifici.

E’ frutto dell’evoluzione dell’addizione: per sua natura è quindi estremamente funzionale e comoda.

G. ha iniziato ad interessarsi a questi ragionamenti molti mesi fa.

Pian piano ha fatto suoi, in modo spontaneo, i passaggi che le sono propri.

Ha ideato giochi ed interrogazioni…rivolte a noi, ovviamente!

Col tempo ci siamo lasciati accompagnare (approfonditamente o a mo’ di toccata e fuga) da vari materiali e ci siamo dilettati in alcune attività (il *noi* è sempre d’obbligo, è un percorso di gruppo).

A partire dalle perle montessoriane,

perle 6
Perle, serpente montessoriano

è emersa di fronte a noi la loro “forma visibile”.

Ripetendo la stessa quantità, le parti possono disporsi in una fila orizzontale.

Una rappresentazione geometrica che giunge ad avere l’infinito aspetto di una linea retta.

Perle montessori
La rappresentazione del prodotto 1 x 4 dà una linea retta
Rappresentazione del prodotto (6 + 2 + 3) x 2

il numero che viene ripetuto, se disposto verticalmente, forma un rettangolo

Se, invece, la ripetizione avviene tante volte quante sono le unità del numero-linea,

la forma si tramuta nell’armonia del quadrato.

 

quadrato perle montessori
Quadrato di 6

Grazie alla tangibilità del materiale, è possibile toccare, sentire e vedere la proprietà commutativa, quella associativa,

 

perle montessori proprietà distributiva
3 x 4 dà lo stesso risultato di 4 x 3

 

quella dissociativa e quella distributiva

 

Moltiplicazione Montessori
Scomposizione di (3+2+4+6) x 2

 

Parallelamente può essere utile affiancare un altro materiale montessoriano,

ossia la tavola delle moltiplicazioni, chiamata Tavola Pitagorica.

E’ uno strumento molto pratico e concreto, utile per memorizzare.

Si tratta di una tavoletta quadrata con cento incavi,

in ciascuno dei quali si può collocare una perla.

In alto vi sono dei numeri da 1 a 10. Sulla sinistra, l’incavo circolare serve per inserire un disco rosso che muterà posizione seguendo l’andamento della tabellina.

Nella parte sinistra, a metà, è possibile inserire il cartoncino del moltiplicando.

tavola pitagorica
Rappresentazione 6 x 2

 

 

moltiplicazioni montessori
Tavola Pitagorica (particolare)

Lo scopo dell’attività è arrivare a creare le tabelline, potendo osservare ed avere la prova sensoriale che una addizione ripetuta si semplifica con la moltiplicazione.

L’unione tra motricità, manualità e ragionamento collabora al radicamento.

Non si studiano, si vivono!

 

Il percorso delle moltiplicazioni non termina qui.

A breve, la continuazione.

 

“L’educazione è un processo naturale effettuato dal bambino,

e non è acquisita attraverso l’ascolto di parole,

ma attraverso le esperienze del bambino nell’ambiente.”
Maria Montessori

 

 

Spolette dei Colori [Montessori]

Con L. (32 mesi) ho rispolverato le tavole o spolette montessoriane dei colori.

Nello specifico, dopo aver esplorato la prima, abbiamo sperimentato l’associazione con la seconda (in totale sono 3).

Tavole dei colori Montessori. Scatola 2
Tavole dei colori Montessori. Scatola 2

 

Lo scopo di questo materiale è quello di contribuire allo  sviluppo della percezione dei colori, incluse le differenze di tonalità ed intensità. Di rimando,  contribuisce e influisce sulla tecnica di lavoro delle arti visive.

Come dicevo, le Tavole dei Colori proposte dal metodo Montessori sono 3.

 

La prima include i colori primari, per un totale i 3 coppie.

La seconda scatola contiene 12 coppie di colori (rosso, giallo, blu, verde, arancione, viola, rosa, marrone, bianco, grigio e nero).

La terza custodisce in comparti separati, nove gruppi di 7 tavole, ognuna delle quali mostra sette differenti tonalità di uno stesso colore.

 

Steso il tappeto di lavoro e disposto il vassoio, abbiamo preso la nostra scatola.

Inizialmente, ho messo in fila le singole tavolette al centro del vassoio in una sequenza a caso (salvo per il fatto che i colori primari sono stati messi per primi).

Invitando L. ad accoppiare colore con colore, ha via via creato le coppie a gruppi di tre per poi riunirle tutte in centro al vassoio.

 

lavoro su tavolette

Una variante è quella di disporre due tappetti di diverso colore, usandoli per disporre ogni singola tessera di ciascuna coppia e lasciando che il bambino le associ (parallelamente, ma ognuna sul proprio tappeto) senza che il facilitatore di turno crei prima una fila-traccia.

Allo stesso modo, la stessa messa in ordine all’interno della sua scatola, può servire come attività.

Per noi è anche un utile modo per interiorizzare il suono dei colori in diverse lingue.

 

 

Ecco dunque un principio essenziale:

insegnare i dettagli significa portare confusione.

Stabilire la relazione tra le cose,

significa portare la conoscenza.

M. Montessori