Sulla Scrittura / Fascia 3-6 anni

Esercizi di prescrittura e prelettura

Riconoscere la lettera e trascrizione grafica

[Fascia età 3-6]

Sul tappeto sono presenti varie lettere,

il bambino ascolta il suono pronunciato e, prendendo il simbolo corrispondente,

va a pinzarlo sul filo.

Lettere Montessori

Riprendendo le lettere smerigliate,

trascrive il simbolo sulla sabbia

Lettere Montessori

 

Lettere Montessori

Le lettere vengono poi rimesse al loro posto,

quelle smerigliate nella loro scatola .

L’alfabeto nell’organizer 

Lettere Montessori

Lettere Montessori

 

Non possiamo dire che il bambino che fa questi disegni scriva,

anche se è arrivato vicino al fenomeno della scrittura.

[…] Il bambino è diventato un chiacchierino e ripete continuamente i suoni del linguaggio e ad ogni suono dà una forma.

Non prende ancora lo strumento della scrittura, ma impara a muoversi secondo le lettere dell’alfabeto.

Il bambino tocca e dà il suono corrispondente.

Da quale lettera iniziare?

Non c’è una regola perché ormai ha toccato e tracciato tante forme difficili e complicate,

per cui non ha difficoltà.

Non c’è neppure quella di pronunciare qualche suono speciale perché il bambino lo fa naturalmente parlando tutto il giorno.

  • – Maria Montessori 
  • Sulla Scrittura.
  • Sezione Quaderni n. 1

Dove vivono gli animali? Corsivo. Anni 3-6/ 6-9

Dove vivono gli animali?

[Fascia età: 3-6]

Ambiti: prelettura, zoologia


Controllo dell’errore: simbolo sul retro

Materiale: Schede Animali e ambienti. Puzzle Sapientino

Materiale adattato (aggiunta di immagini) preso da Lapappadolce

immagine-dove-vivono-animali-4-anni

controllo-errore-immagini-animali
Controllo autonomo dell’errore (riferimento: simboli uguali)

 

Puzzle sapientino “Dove vivono”

puzzle-animali

libellula

Riepilogando gli animali e gli habitat,

è ricomparsa in mente la Poesia

“La Libellula” Di Toti Scialoja

con la sua Toponomastica fantastica.

 

Termini chiave:
Habitat
Congruente


Dove vivono gli animali?

[Fascia età 6-9]

Ambiti: Letto-scrittura in corsivo

Controllo autonomo dell’errore: biglietto con frase in corsivo

Materiale: Fonte Lapappadolce

animali-e-tane
Crea le coppie: animale e ambiente

 

controllo-errore-animali
Controllo autonomo dell’errore

 

quaderno
Trascrizione frasi in corsivo sul quaderno

Divisione in sillabe

Divisione in sillabe

– Corsivo

Divisione ritmica con battito di mani,

lettura del corsivo,

motricità e coordinamento oculo-manuale
(a seconda dell’età e delle priorità;
7 anni e mezzo e 4 anni)

 

divisione-in-sillabe-2

divisione-in-sillabe-3

divisione-in-sillabe

 

Il ritmo è la base di tutto,

non mi riferisco solo alla regola musicale,

ma alla Costante di Vita.

C’è ritmo nelle parole, nelle frasi pronunciate,

nei gesti, nella metrica…

Ci pensavo proprio oggi quando mio figlio di 7 anni ha chiamato la mia attenzione

per mostrarmi il movimento e il suono del piede battuto a ritmo su un tavolo dell’autogrill.

Quell’apparente semplice gesto

è una lezione di vita

certamente filosofica,

ma qui mi riferisco alle (chiamiamole) competenze base.

In principio era il Ritmo,

tutto è stato fatto da lui,

senza di lui nulla è stato fatto.
– Serge Lifar –


Strumenti utili:
Per le parole in corsivo è stato usato il font BV Rondes

L’ambiente montessoriano [differenze e virtù]

Ho iniziato un corso internazionale Montessori

e non sto qui a dirvi quanto ne sia entusiasta!

Durerà 12 mesi e rivolge il suo approfondimento alla fascia d’età compresa tra i 2-3 anni e i 6-7 anni.

Mi fa piacere condividere con voi alcune riflessioni e gli spunti che arrivano a noi allievi,

insomma vi voglio al mio fianco anche in questa circostanza!

Oggi parto col parlare delle differenze formali tra un’approccio educativo di stampo montessoriano e uno (per così dire) tradizionale (con tutte le riserve che ripongo in questo termine così generico e anodino).

Metto le mani avanti: detesto le generalizzazioni, eppure nello scrivere questo post ne farò uso (per una sorta di efficiente dislocazione del tempo).

Diciamo che – generalizzando – quando ci approcciamo ad un bambino con l’intento di spiegare qualcosa,

secondo l’impostazione tradizionale (quella con la quale siamo stati svezzati a scuola), è prevista l’esistenza di un programma da seguire, uno (all’incirca) uguale per tutti.

L’approccio è passivo, uditivo e per lo più mnemonico.

Se l’indole del singolo bambino è di tipo visivo o cinestetico (in tutte le combinazioni miste possibili), al bambino è richiesto sforzo non indifferente,

un lavoro che implica un dirottamento di energie psico-fisiche mirate unicamente all’adattamento!

Di rimando, in un ambiente montessoriano (sia esso una classe o la casa),

lo stesso oggetto di studio può essere interiorizzato in molti modi, quelli più affini al bambino.

Non si segue il programma, bensì il bambino

sia grazie alla sua impostazione pedagogica (intesa come l’intento dell’adulto incoronato ad accompagnare il bambino) sia grazie alla versatilità di molti materiali montessoriani (per fare un esempio, il bambino che già ha identificato i numeri da 1 a 10, può procedere autonomamente e andare oltre).

La presentazione ordinata permette allo stesso adulto di vivere quel ponte di passionale interiorizzazione.

Non si tratta di spiegare (strictu sensu), ma di partecipare al processo creativo e di scoperta.

In un ambiente montessoriano, il bambino ha modo di

  • essere messo nella naturale condizione di prendere decisioni, autonomamente
  • potersi concentrare, con tutto se stesso
  • preservare la facoltà di fare le proprie valutazioni
  • essere libero
  • Essere
  • fare collegamenti cognitivi
  • seguire/interiorizzare/agire/approfondire tramite azioni
  • sentirsi appagato
  • sentire e vivere la propria indipendenza
  • mantenere la gioia di apprendere
  • mantenere la gioia di giocare
  • mantenere la gioia di lavorare (ammesso e non concesso che questi tre “parametri” siano scindibili)
  • rimanere appassionato
  • mantenere uno spirito pacifico e di amore
  • percepire
  • mantenere quella connessione con l’altro, basata sul rispetto
  • mantenere la propria connessione con la Madre Terra
  • sentirsi responsabile
  • sentirsi sicuro
  • sentirsi motivato (in modo autodeterminato)

In sostanza, si parla di un approccio che supporta la naturale voglia di scoprire, lavorare, di mantenersi in ascolto con i propri bisogni.

“Se v’è per l’umanità una speranza di salvezza e di aiuto,

questo aiuto non potrà venire che dal bambino,

perché in lui si costruisce l’uomo.”

Maria Montessori

 

 

Spolette dei Colori [Montessori]

Con L. (32 mesi) ho rispolverato le tavole o spolette montessoriane dei colori.

Nello specifico, dopo aver esplorato la prima, abbiamo sperimentato l’associazione con la seconda (in totale sono 3).

Tavole dei colori Montessori. Scatola 2
Tavole dei colori Montessori. Scatola 2

 

Lo scopo di questo materiale è quello di contribuire allo  sviluppo della percezione dei colori, incluse le differenze di tonalità ed intensità. Di rimando,  contribuisce e influisce sulla tecnica di lavoro delle arti visive.

Come dicevo, le Tavole dei Colori proposte dal metodo Montessori sono 3.

 

La prima include i colori primari, per un totale i 3 coppie.

La seconda scatola contiene 12 coppie di colori (rosso, giallo, blu, verde, arancione, viola, rosa, marrone, bianco, grigio e nero).

La terza custodisce in comparti separati, nove gruppi di 7 tavole, ognuna delle quali mostra sette differenti tonalità di uno stesso colore.

 

Steso il tappeto di lavoro e disposto il vassoio, abbiamo preso la nostra scatola.

Inizialmente, ho messo in fila le singole tavolette al centro del vassoio in una sequenza a caso (salvo per il fatto che i colori primari sono stati messi per primi).

Invitando L. ad accoppiare colore con colore, ha via via creato le coppie a gruppi di tre per poi riunirle tutte in centro al vassoio.

 

lavoro su tavolette

Una variante è quella di disporre due tappetti di diverso colore, usandoli per disporre ogni singola tessera di ciascuna coppia e lasciando che il bambino le associ (parallelamente, ma ognuna sul proprio tappeto) senza che il facilitatore di turno crei prima una fila-traccia.

Allo stesso modo, la stessa messa in ordine all’interno della sua scatola, può servire come attività.

Per noi è anche un utile modo per interiorizzare il suono dei colori in diverse lingue.

 

 

Ecco dunque un principio essenziale:

insegnare i dettagli significa portare confusione.

Stabilire la relazione tra le cose,

significa portare la conoscenza.

M. Montessori